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Ultimi ascolti...

mauro paternò?!

19 ottobre 2008

Ubuntubook!

[EDIT: now there is a raw, homemade english version of this post if you read further, after the original in italian ends. Have a nice reading!]

Dopo settimane di febbrile analisi delle varie offerte disponibili, dopo aver controllato per intero pagine e pagine di forum di utenti sui vari notebook (certe discussioni giungono alla bellezza di 160 pagine!) mi sono deciso all'acquisto di un computer Compaq Presario CQ60-103EL. Posto qui la mia esperienza con questa macchina per gli altri Ubuntu users che avessero bisogno di chiarimenti prima di acquistare questo portatile.
Il notebook è carino, lo schermo è stranamente da 15,6” e non da 15,4” come in tutti gli altri notebooks della sua categoria, ha una tastierina numerica sulla destra accanto alla tastiera da notebook, compatta e non rumorosa. Ottima risoluzione dello schermo, anche piuttosto luminoso, il problema è che il sistema operativo fornito, il famigerato Windows Vista Home Basic, è purtroppo all'altezza della sua fama. Poche le innovazioni introdotte con questo sistema operativo rispetto ad XP; in compenso è piuttosto lento, mangia un sacco di risorse anche in idle e giunge al consumatore pieno di applicazioni di terzi, tutte in prova e che chiedono, con una certa insistenza, di essere acquistate. C'è anche l'immancabile suite per la sicurezza da virus Norton di Symantec, comprensiva di LiveUpdate: solo per disinstallare quella il pc è rimasto a macinare per diversi minuti...
Insomma, un po' lo sapevo, visto che mio padre aveva acquistato un notebook l'anno passato e mi ero davvero stupito della lentezza di quel sistema operativo e degli altri inconvenienti. Ma io l'ho preso per installarci Ubuntu, dato che è un sistema operativo open source, freeware e stabilissimo, per di più con una comunità che fornisce un ottimo supporto (invidiabile anche per i sistemi operativi commerciali)
quindi... ho relegato Vista in 40GB di partizione grazie all'ottimo cd di installazione di Ubuntu v. 8.04 (versione 64 bit) e ho "piallato" il resto, mettendoci la mitica Hardy, che entro fine mese sarà rimpiazzata dalla nuova Intrepid Ibex.
La scheda video funziona con i drivers proprietari Nvidia che, come è ormai consueto, sono stati scaricati automaticamente da Ubuntu e installati
senza problemi. Quindi ho potuto utilizzare da subito Compiz, cubo e altri effetti eyecandy compresi, senza alcuna difficoltà.
Anche la webcam funziona senza problemi, va sia con Cheese, sia con Skype, niente da fare invece per Camorama - "could not connect to video device" è il verdetto inappellabile, che avevo già avuto per una webcam Philips sul mio pc desktop. Ma per quello che mi serve funziona.
L'unica cosa che ha dato qualche problema è stata la scheda wireless. Si tratta di una Atheros AR5007, molto nota nei blog in rete per questo inconveniente, comunque la soluzione è segnalata da numerose fonti (ad esempio, qui) e con un minimo di smanettamento la scheda wireless può funzionare. Uniche pecche: il tastino per escludere il funzionamento del touchpad e l'altro tastino per attivare/disattivare la scheda wireless non funzionano. Ciò comporta che il touchpad sia sempre in funzione, con qualche inconveniente saltuario a causa di sfioramenti involontari durante la videoscrittura - verificatisi anche nel corso della redazione di questo post ;-) - e comporta anche
che il funzionamento della scheda wireless non possa essere escluso se non via software.
Anche l'entrata in funzione della scheda wireless all'avvio del sistema operativo non è rapidissima come in Vista (dove, diamo a Cesare quel che è di Cesare, ancora prima dell'avvio del gestore grafico è già funzionante e agganciata alla rete) e bisogna aspettare un minuto o due prima che sia completamente operante. In più, la spia della stessa è sempre arancione (che vuol dire che la scheda non funziona) anche quando è tutto ok, mentre in Windows quando si aggancia alla rete la spia diventa blu.
In più, non funzionano le funzioni di sospensione ed ibernazione del sistema... purtroppo.
Tutti inconvenienti di minima entità e del tutto trascurabili, di fronte alla possibilità di avere sul proprio notebook Ubuntu v. 8.04, un sistema operativo pienamente personalizzabile, leggero e, quel che più conta, stabile, parco nelle risorse richieste alla macchina per girare.
Che si può volere di più dalla vita? Magari l'interfaccia tipo Leopard e un set di icone figo come Hydroxygen di Deviantdark... per fortuna sono ambedue installabili smanettando per qualche minuto.
E adesso mi ritrovo con un meraviglioso Ubuntubook, che mi accompagnerà in mille avventure!

[AGGIORNAMENTO: Avendo pasticciato un po' con la condivisione in rete locale della home del notebook, ho incasinato i permessi al punto che non riuscivo più a riavviare una mazza... Visto che nel frattempo è uscita anche la Ubuntu 8.10, ho installato direttamente questa versione.
L'installazione è semplice, come con la versione precedente. Per l'attivazione della scheda wireless, la procedura è un po' diversa da quella messa in link sopra, ma, al solito, basta cercare un pochino su google e tutto si risolve in un minuto. Gli inconvenienti con i tasti di attivazione/disattivazione del touchpad e del wireless permangono, mentre la sospensione e l'ibernazione del sistema adesso funzionano senza problemi. Buon Ubuntu a tutti...]

[Ulteriore aggiornamento al 03/06/2009: posto ancora perché magari può servire, vedo che questa pagina è ancora molto vista e da tutto il mondo, per giunta, pensa te che successone! Anyway, con il rilascio di Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope ho deciso di fare una reinstallazione da zero di tutto il sistema operativo, formattando tutte le partizioni ad esclusione della /home, il cui contenuto, pertanto, è rimasto invariato, compresi i file di configurazione. Non so se è per questo motivo - avere conservato i file di configurazione - ma al primo avvio
tutto funzionava, scheda wireless Atheros inclusa, senza bisogno di pasticciare in alcun modo. Ripeto, non sono in grado di capire se si tratti di un miglioramento della distribuzione o di un beneficio derivante dall'avere utilizzato la stessa home con le configurazioni già presenti in Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex, nel primo caso si tratterebbe di un risultato ragguardevole, non vi pare?]

ENGLISH VERSION:

After spending weeks in analyzing all the commercial offers, after checking pages and pages of forum pages concerning notebook models (some threads are even 160 pages long!) I decided to buy a Compaq Presario CQ60-103EL.
I write about my experience here, in order to let other Ubuntu users know how this distribution will work on this notebook before buying it.
The notebook is nice, the display is, strangely, 15.6” and not 15.4” as the displays all other notebooks have, it has a little numerical keyboard on the right of the standard notebook keyboard, that’s compact and not noisy. The display has a very good resolution and it’s really bright, the problem is that the OS, the well known Windows Vista Home Basic, has all his well known problems. The new features of this OS are few, but it’s slower than XP was, it eats a lot of system resources even in idle state and it comes with a lot of third party programs, all shareware, always asking you to be buyed with annoying banners. There’s also the Norton antivirus suite, with Live Update too: it took several minutes only to uninstall this one…
Anyway, I already knew it, because my father last year bought another notebook that came with preinstalled Vista and I was really astonished by the slowness of that OS. But I bought it in order to install Ubuntu on it, because it is an open source, freeware and very stable OS that has a backing community offering the best support (even better than the one you can find for a lot of commercial OS) so… I jailed Vista in a 40 GB partition thanks to the great Ubuntu v. 8.04 (64 bit version) installation cd and I formatted the rest, installing on the new partition the mythical Hardy, that within the end of the month will be replaced by the newer Intrepid Ibex.
The video card works with the proprietary drivers provided by Nvidia, that, as usual, have been automatically downloaded and installed by Ubuntu with no issue at all. So I could soon use Compiz, including the cube and all the other eyecandy effects, with no problem.
The webcam works good, it works with Cheese and Skype, but not with Camorama – “could not connect to video device” is the irrevocable verdict, the same I already received for a Philips webcam I installed on my desktop pc. But it fits for my needs.
The only thing that gave me problems was the wireless device. It is an Atheros AR5007, very famous on the net for its issues with Linux, but the solution can be found in a lot of sites (here, as an example) and it works, after some trouble.
The only issues: the touchpad on/off button does not works, just as the on/off wireless button. This causes the touchpad to be always on, with some occasional drawback dued to unintentional skimming and it causes the wireless module to be always working too, in can be disabled only by software. The full operation of the wireless device is not as fast as in Windows Vista (I have to admit it), and you have to wait some seconds to have it fully active. The wireless light is always on orange (that means that the device is not working) even when it’s ok, while on Windows when the device is ok it turns to blue.
Furthermore, the hibernate system and suspend system functions don’t work, unfortunately.
They’re all unimportant issues, compared to the possibility to have Ubuntu 8.04 on this netbook, a light, fully customizable and, most of all, stable OS, that doesn’t ask much system resources in order to work.
What could someone want in addition?
Maybe a Leopard-like interface and a cool iconset like Hydroxygen by Deviantdark… luckily, they’re both installable for free, with a little work.
Now I have a wonderful Ubuntubook, which will drive me in a thousand adventures!

[UPDATE: Doing some odd stuff in order to share my home folder on my local net, I messed up all the permissions and the system didn’t start anymore. Because, in the meantime, Ubuntu 8.10 had came out, I installed on my Ubuntubook this new OS version. Installing is as easy as it was on the older version, for the wireless device the procedure is a bit different than before, but, as usual, it takes a while to find with Google the right advice to have it working. The issues with the touchpad and wireless on/off buttons still exist, while the suspend and hibernate functions now are working out of the box. Good Ubuntu to everyone…]

[Further update, 06/03/2009: I write again because maybe someone will appreciate it, I’ve seen that this page is still being visited, from all over the world, too, what a success! Anyway, after Ubuntu 9.04 Jaunty Jackalope came out, I decided to reinstall all the OS from scratch, formatting all the partitions except /home, whose content, then, remained unchanged, configuration files included. I don’t know if this is the cause, but everything worked out of the box, wireless device included (not on/off buttons I wrote about before), with no need to work on it at all. I’m not able to know if the cause of it has been having preserved the configuration file from the previous installation of Ubuntu 8.10 Intrepid Ibex, or if it’s an improvement of the distribution. In the latter assumption, it would be a remarkable improvement, wouldn’t it?]

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06 ottobre 2008

Guerra fra poveri

Non c'entra niente il buon disco rap di Mr. Phil dall'omonimo titolo... no, quello di cui vorrei parlare stavolta è il clima che la banda di cialtroni che ci governa sta creando.
Posto che questa gente governa per modo di dire, in quanto persegue unicamente il proprio tornaconto e non esita per un momento a devastare il sistema con ricadute disastrose per tutti pur di conseguire vantaggi personali, vorrei soffermarmi su come riescono a far dimenticare alla gente le proprie porcate. Esattamente con lo stesso metodo, vecchio millenni: il capro espiatorio.
Anticamente il capro espiatorio era un animale il cui sacrificio serviva a placare la collera degli dei e a mondare gli offerenti dai propri peccati.
Oggi, nell'Italietta dei berluscones, anno domini 2008, niente è cambiato. Che si fa per fare in modo che la gente non pensi al fatto che i propri stipendi sono fermi al palo mentre i prezzi galoppano, con il placet del governo e delle cosiddette autorità di garanzia che dovrebbero sorvegliare gli imprenditori, che hanno il "vizietto" di aumentare i prezzi in maniera indiscriminata? Come fanno a far dimenticare alle persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese che l'unico modo che hanno per portarsi a casa qualche soldo in più è fare gli straordinari? Come fare dimenticare alla gente gli sprechi astronomici di denaro pubblico da parte della Pubblica Amministrazione, scialacquato per pagare i soliti consulenti di nomina politica? Come distogliere l'attenzione dai veri responsabili del dissesto?
E' semplice: chi ci governa, forte del proprio controllo di 6 canali televisivi a diffusione nazionale e di un buon numero di giornali, ha iniziato a indicare il capro.
In primis, il pubblico dipendente, lo statale, additato dall'azione martellante della loro stampa come improduttivo con una tale pervicacia da essere trasformato, nell'immaginario collettivo, nell'archetipo del fannullone tout court, senza possibilità di redenzione da tale mistificazione: è colpa del pubblico dipendente se tutto va a rotoli, "è gente che non lavora un cazzo, sempre in malattia, piena di privilegi e che va a farsi la spesa in orario di lavoro". Se una busta paga netta di 1.250 euro per un laureato è un privilegio... ma questa è "solo" la verità dei fatti, che però non può essere conosciuta dai più, perché il capro è già dato in pasto ai lavoratori dipendenti privati, che invece che incazzarsi per il fatto che i loro stipendi non aumentano come i prezzi di ciò che devono comprare per sopravvivere, si incazzano con una categoria di disgraziati come loro, che guadagna pure meno di loro, pur lavorando costantemente per tutelare l'interesse pubblico. E va a finire che la nazione saluta addirittura con plauso l'iniziativa di lasciare la retribuzione dei pubblici dipendenti al minimo, spogliata di tutti gli elementi accessori, per i primi 10 giorni di malattia. Come dire: ti ammali? E io ti taglio lo stipendio. Si è giunti alla soppressione di una garanzia fondamentale per i lavoratori e nessuno si lamenta, sindacati inclusi, che non hanno fatto nulla per contrastare questa iniziativa. Ma gli stessi che gioiscono per l'eliminazione di fatto della possibilità di assentarsi per malattia (meglio prendersi ferie in caso di malattia per non perdere lo stipendio) non pensano che, macellato per bene il pubblico impiego, il prossimo passo dei cialtroni sarà macellare anche gli altri lavoratori dipendenti, quelli privati.
Anche per le sfighe dei pubblici dipendenti il governo si è inventato un capro espiatorio: niente aumento di stipendio e peggioramento delle loro condizioni per i buchi nel bilancio statale? La colpa è di Alitalia, che si prende milioni di euro come un pozzo senza fondo, "piena di hostess, steward e piloti che guadagnano un sacco di soldi sostanzialmente lavorando pochissimo". Questi sono i nuovi capri espiatori. Poco conta che anche in questo caso tutto quanto strombazzato dai giornali sia falso: una lettera di un pilota che spiega la verità, quando ha la fortuna di essere pubblicata, non ha la possibilità di arginare il mare di fesserie e di bugie che i giornali rovesciano a valanga sulla categoria di volta in volta prescelta quale obiettivo della campagna denigratoria. I sindacati dormicchiano, non sia mai che prendano una posizione precisa e determinata in difesa dei propri tesserati. La colpa della malgestione dovrebbe essere ricercata altrove, nelle decisioni degli strapagati vertici societari, (ir)responsabili dei buchi nei bilanci, che se ne vanno con liquidazioni da urlo senza rendere conto dei propri errori alla società e agli azionisti, per fare un esempio. Ma siamo in Italia ed è più facile gettare la croce sulla massa dei lavoratori, svendendo la Società alla CAI, composta dai soliti amici e amici degli amici che se la acquisteranno per un tozzo di pane, mentre la bad company (la parte di Alitalia coi debiti), quella se la cuccherà lo Stato, in sostanza noi, che finiremo per pagarne i debiti con le nostre tasse. Ma la colpa è già stata attribuita a piloti e hostess, mica ai veri responsabili dello sfascio, né a chi sta portando in porto questa "soluzione" all'italiana.
In sostanza, questo governo, per coprire le proprie o altrui colpe, avvia sistematicamente campagne di stampa volte a delegittimare una categoria poco tempo prima di fregarla, generando una sorta di guerra fra poveri: i lavoratori dipendenti se la prendono con i dipendenti pubblici, che se la prendono con i piloti alitalia, che se la prenderanno coi dipendenti di banca (probabilmente saranno loro a fare le spese della crisi finanziaria iniziata in America), che se la prenderanno con qualcun'altro... e via così. Una guerra tra poveri permanente, un circolo vizioso di invidia/odio per motivazioni fasulle o fortemente opinabili, che ha l'indubbio beneficio per i governanti di distogliere l'attenzione generale dai veri responsabili dello sfascio.
Purtroppo la "ggente" abbocca, basta ascoltare i discorsi che sempre più persone fanno... "quelli non lavorano un cazzo e fanno un sacco di soldi" è un ritornello sempre più diffuso, quasi una litania, che ripetuta allo sfinimento a proposito della categoria di turno, come tutti gli slogan, perde di senso. Ma è facile da dire, si memorizza subito, lo si sente dire da tutti i mezzi di (dis)informazione e lo si ripete a pappagallo. E' così facile e liberatorio ripeterlo... troppa fatica, invece, pensare ai veri responsabili, che sono altrove, a godersi la lenta morte della nostra capacità di pensare.

in un canale ci manda i gossip e nasconde il cadavere
e il fatto vero sta dietro le telecamere
(
Mr Phil, Danno, Lord Bean - "Piombo E Fango", da Guerra Fra Poveri)

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24 agosto 2008

...e alla fine Calafuria

Interrompo il mio silenzio millenario perché l'altro giorno ho scoperto un disco pazzesco, che mi costringe ad ascoltarlo senza sosta. Il disco dei Fratelli Calafuria di Milano, Senza Titolo: Del Fregarsene Di Tutto e Del Non Fregarsene Di Niente.
Una sgroppata di una quarantina di minuti in un indie rock isterico, con connotazioni varie, che al primo ascolto ricorda molto i Supergrass di I Should Coco (quanto l'ho ascoltato quel disco!), poi anche qualcosa dei migliori Foo Fighters (in particolare La Nobile Arte), poi un po' i Q.O.T.S.A. (Calodis E Rotonina)... insomma, tutta musica buona.
Testi piuttosto nonsense, apparenti fesserie che nascondono qualche piccola verità, con il solito meccanismo utilizzato oggi: essere abbastanza ambigui in modo che ciascuno legga nel testo quello che vuole... il cantante, poi, indulge con piacere nella pratica degli urlettini, che, pure se qualche volta appaiono buttati un po' a cazzo, in generale ci stanno bene.
L'impianto sonoro è granitico (la formazione è un power trio classico) e davvero spacca di brutto. Come se ti mettono uno sgabello nel OOOUUUHEEEHIIII....
Per la forza dell'impatto del disco di un gruppo semisconosciuto sull'ascoltatore mi ricorda un po' l'effetto che fece Catartica dei Marlene Kuntz quando uscì. Naturalmente i due dischi non hanno musicalmente molto in comune.
E' praticamente impossibile stare fermi all'ascolto e, se dal vivo mantengono le promesse, i loro concerti devono essere divertimento puro. Devo attendere un mesetto scarso e poi potrò giudicare di persona. Francamente, non vedo l'ora.
La mia ragazza mi ucciderà, perché non gradisce tanto questo disco mentre io me lo ascolto dalla mattina alla sera, perché io me ne frego e faccio eh oh eh oh...
Davvero mancava in Italia un disco così immediato e potente.
Adesso ce l'abbiamo.

[EDIT: il concerto me lo sono perso, ahimè. A meno che non fissino nuove date in giro presto, mi sa che mi toccherà fare un salto a Milano per vederli dal vivo.]

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27 maggio 2008

Stronza Italia

Ho preso il giornale di recente e sembrava di leggere un libro di fantascienza malriuscito. Analizziamo i primi provvedimenti e proclami della maggioranza e vediamo un po’ cosa bolle in pentola.
Discariche trasformate in siti di interesse strategico e militare, arresto per chi manifesta contro le stesse e fino a 5 anni di galera per i promotori di tali manifestazioni. Manifestare il proprio pensiero non è più un diritto, a quanto pare.
Si torna al nucleare e non importa che in Europa si siano prese altre direzioni, che si cerchino dappertutto energie alternative, che ancora non si siano trovati i siti per smaltire le scorie delle prime centrali nucleari italiane bloccate trent’anni fa dal referendum: il nucleare si farà, è definitivo. Un tripudio di decisionismo, un azionismo esasperato ma non fondato su studi né su progetti ponderati né sulla conoscenza reale di ciò di cui si parla, bensì sulla sola ricerca del sensazionalismo mediatico, alla faccia del confronto democratico e della necessaria condivisione di scelte così importanti (e pericolose). Sarebbe il caso di fare un altro referendum, almeno per vedere che cosa ne pensano oggi gli italiani, no? L'idea non sfiora nemmeno chi ci governa. A parte il fatto che, col lavaggio del cervello televisivo in atto, potrebbe anche registrarsi un verdetto favorevole... i mezzi a disposizione di chi governa per conficcare idee prefabbricate in testa alla gente sono infiniti (e li stanno già utilizzando tutti).
Pugno di ferro per i clandestini: essere immigrati clandestini sarà reato. È proprio il Partito della Libertà. Con buona pace del sovraffollamento delle carceri e del conseguente ulteriore intasamento dei tribunali che inevitabilmente si verificherà. Chi non avrà i documenti di identificazione potrà essere trattenuto per gli accertamenti del caso fino a 18 mesi... un anno e mezzo. Non vorrei proprio essere un giudice della Corte Costituzionale, prevedo nei prossimi anni un superlavoro da quelle parti.
Il nuovo sindaco dell’Urbe si è già distinto per le idee lanciate nella prima seduta del Consiglio (finita anzitempo per non far parlare l’opposizione): manco a dirlo, la priorità è invitare il Papa a parlare in consiglio comunale per “riparare all’offesa fatta dagli studenti della Sapienza”, rei di essersi chiesti che cosa c’entri il Papa col sapere. Come dar loro torto? Da Paese laico (sulla carta, ché l’Italia non lo è mai stata davvero) ci avviciniamo a grandi passi verso una forma di Stato apertamente confessionale. Un bel passo avanti, non c’è che dire. Altra idea del neosindaco di Roma è quella di intitolare strade ai politici che hanno fatto la storia dell’Italia: Craxi, Fanfani, Almirante... Accidenti. Il revisionismo inizia dalle piccole cose, non si può dire che questi qua stiano perdendo tempo.
Non perdono tempo nemmeno con le altre priorità “nazionali” (si fa per dire, ovviamente): salvare Rete 4 dall’esecuzione delle sentenze favorevoli alla disgraziata rete televisiva Europa 7, rete che non vedrà mai la luce, perché ha la sfortuna di doversi scontrare con il solito conflitto di interessi. Oggi la mossa non è riuscita per un errore della maggioranza, ma è solo questione di tempo.
Mancanza di confronto democratico sui temi fondamentali, provvedimenti a favore delle proprietà di certuni (sempre il solito personaggio), restrizioni ingiustificate delle libertà fondamentali, arroganza, cialtroneria, pressappochismo... Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Il “nuovo” che avanza.

Un film già visto, in verità, ma con in più un sapore amaro: l’ultimo risultato elettorale è recentissimo e a circa soli due anni dal funesto Governo Più Lungo Della Storia Della Repubblica. Insomma, si sapeva a cosa saremmo andati incontro, non si può credere che la gente già non se ne ricordasse più.
Davvero gli italiani volevano questo, in cambio dell’eliminazione dell’ICI? Ma che razza di Paese è questo?

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15 aprile 2008

...and piattume for all

E alla fine ce l’abbiamo nel didietro.
Il risultato elettorale supera i peggiori incubi: la gente ha votato coloro che per 5 anni hanno fatto quasi esclusivamente i cavoli propri. Due anni di un governo di centrosinistra, azzoppato da una legge elettorale fatta apposta per azzopparlo, sono bastati agli italiani per dimenticare i 5 funesti anni del Governo Più Lungo Della Storia Della Repubblica.
Il risultato è un parlamento appiattito fra due megacoalizioni, una uguale all’altra, che dicono più o meno le stesse cose. Con buona pace delle istanze diverse.

La sinistra (quella che ancora si può, con alcune concessioni, definirsi tale) e i Verdi non sono nemmeno più forza parlamentare. La sinistra, peraltro, è stata giustamente punita perché si è dimenticata della sua vocazione storica, la tutela dei lavoratori. Che non si sa bene, nel quadro politico che emerge dal voto, da chi saranno tutelati.
Prevedibilmente, da nessuno (anche se avesse vinto il PD, non avremmo potuto aspettarci molto nemmeno da loro).

Una magra consolazione: Ferrara ha imparato a sue spese che non si gioca con l'utero altrui. Poco male; ricomincerà, come in passato, a sostenere il futuro governo Berlusconi dalla tribuna di Otto E Mezzo.

Almeno avremo misure incisive, per una volta a favore della gente: non pagheremo il bollo auto, avremo il bonus bebè, le centrali nucleari fatte dagli stessi ammanicati che fornivano agli ospedali valvole mitraliche difettate – it’s the italian way, baby – il Ponte Sullo Stretto, niente più ICI.

Si parla già di Tremonti Ministro dell’Economia, un film (dell’orrore) già visto. Gli imprenditori stanno già stracciando le dichiarazioni dei redditi, si torna all’antico...

Gli stipendi resteranno quelli che sono, ma se vuoi che la tua retribuzione sia adeguata all’inflazione ci sarà la defiscalizzazione dello straordinario: stai di più a lavorare e guadagni di più. Ho già lo slogan per il PDL: con noi lo straordinario diventa ordinario.

Attendiamo con ansia i siparetti del premier (Berlusconi non è mica un Presidente del Consiglio, meglio chiamarlo con l'appellativo che gli piace tanto) alle conventions internazionali, le foto con le corna, le allusioni alle storie tra sua moglie e Cacciari durante i pranzi ufficiali, gli insulti agli europarlamentari, gli editti bulgari, l’evasione fiscale "moralmente giustificata", le battute sessiste sulle donne in politica, le innumerevoli boutade subito smentite sempre allo stesso modo (“sono stato frainteso, non ho mai detto quanto è stato riportato dai giornalisti, colpa dei giornali che sono tutti in mano alla sinistra, ecc.”), il revisionismo della Resistenza sui libri scolastici, la cancellazione dell’evoluzionismo anche dai programmi delle scuole superiori, le leggi ad personam, gli attacchi alla magistratura...
In due parole, che bello.

Altri 5 anni così sono troppo per chiunque. Ma non per la maggioranza degli italiani, evidentemente.


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11 gennaio 2008

Can you tell the difference?

Da Humor-spiked.com quest'immagine che sottolinea alcune delle contraddizioni della guerra globale in cui stiamo attualmente vivendo.



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07 gennaio 2008

Buon 2008 al P.P.U.G.!




Per tutti i pattinatori su rollerblade della penisola, Pattininews mette a disposizione in download gratuito il file PDF dell'edizione 2008 del calendario P.P.U.G. (Piste Pattinabili Users Group).
Contiene numerose notizie interessanti, come i riferimenti di tutte le associazioni e i gruppi di pattinatori che fanno parte del coordinamento nazionale P.P.U.G., le date delle pattinate cittadine in tutte le città italiane, delle pattinate amatoriali organizzate da ciascun gruppo nel corso dell'anno (le varie expeditions) e le manifestazioni sportive, agonistiche e non, tutto per gli amanti delle otto ruote!
Un must per il 2008 dei pattinatori in linea.

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17 dicembre 2007

Music according to Rose

Rose, un amico, si è sottoposto, con mio enorme stupore, alla radiografia musicale di Blixxxa, segnalata qualche post fa. Avrei dovuto metterlo nei commenti a quel post, ma visto che alla fine come commento sarebbe prolisso e, poi, non avrebbe il rilievo che merita (soprattutto per alcune chiose rigorosamente politically uncorrect) posto qui a seguire la tracklist dei gusti rosiniani.

· Il primo "disco" acquistato? Bruce Springsteen live 1975-85 in cd senza avere un lettore CD
· L'ultimo disco ascoltato? Love and Theft Bob Dylan
· La tua copertina preferita? Dark Side of The Moon
· La miglior colonna sonora? Pulp Fiction Trainspotting
· Il peggior cantante di tutti i tempi? Jovanotti (ma e’ un cantante?)
· Il peggior gruppo di tutti i tempi? KLF, un sacco di merda anni 80 e i Bee Gees
· Il miglior cantante di sempre? Bruce Springsteen, Robert Plant, David Gilmore, Lucio Dalla.
· La miglior cantante di sempre? Mina, la cantante dei Raveonettes
· Miglior gruppo di sempre? Pink Floyd – Led Zeppelin
· La canzone che vorresti fosse stata scritta per te? Born To Run, Thunder Road, Bruce
· La canzone che ti fa venire in mente l'infanzia? Non ho avuto un’infanzia, ma magari moonlight shadow
· La canzone che riassume la tua adolescenza? ........ ci pensero’.
· La canzone con cui vorresti addormentarti? Haja que Ouver Madredeus
· La canzone che vorresti per un tramonto? Vedi sopra
· La canzone più brutta di tutti i tempi? Ce ne sono troppe. Forse lo Zoo e’ qui di Ligabue
· La canzone che non vorresti sentire mai più? All you need is Love
· La canzone che ti mette ottimismo? Ottimismo che?
· La canzone che ti mette di buonumore? Merdman di Lucio Dalla. Disperato Erotico Stomp.
· La canzone che vorresti al tuo matrimonio? Non mi sposero’. Forse Anybody Seen my Babe? Rolling Stones
· La canzone che vorresti al tuo funerale? Born To Run acustica
· La canzone che descrive un momento della tua vita? Like a Rolling Stone Bob Dylan
· La canzone che più ti piace nella collezione dei tuoi genitori? Love to me Love Babe di Donna Summer, piena di urletti da troia e Vecchio Frac di Modugno.
· La canzone che piace ai tuoi genitori nella tua collezione? Qualcos di Dalla per forza.
· La canzone che ti fa venire in mente la tua prima "cotta"? colonna sonora di Top Gun, non cotta ma altro 1000 giorni di te e di me suonata da un jukebox.
· La canzone che ti fa venire in mente un/a tuo "ex"? Wild World cantata da Jimmy Cliff.
· La canzone che non conosceresti se non fosse per un amico? Il vino di Ciampi rifatta dai La Crus. Landing in london Bruce Dickinson
· La canzone che ti fa pensare al sesso? Disperato Erotico Stomp, Red Headed Woman (Bruce).
· La canzone che ti fa pensare alla solitudine? Tutto l’album Blood Tracks di Dylan e The River di Bruce Springsteen
· La canzone più triste? In The Arm of Sleep Smashing Pumpkins
· La canzone per quando sei incazzato? Bullet With Butterfly Wings – Smashing Pumpkins – Killing In The Name Of – Rage Against The Machine
· La canzone con il miglior inizio? Killing In The Name – Rage Against The Machine
· La canzone con il miglior finale? Layla (original version) Eric Clapton
· La canzone da ascoltare con gli amici? Sabotage Beastie Boys – Paradise City GnR
· La canzone da cantare sotto la doccia? Mi Piace la **** – Rose [editato su richiesta dell'autore, n.d.r.]
· La canzone che ti fa venir voglia di ballare?Non so ballare, pogavo con i Rage tempo fa.
· La canzone con il testo più originale? Anidride Solforosa Lucio Dalla, Mio Fratello e’ figlio unico di Rino Gaetano
· La canzone che è un'ottima cover? I Shall Be Released Joe Cocker (Bob Dylan)
· La canzone su cui fare l'amore? Fare l’amore?
· La canzone più nostalgica? O Mar dei Madredeus, You are a Big Girl now di Bob Dylan che sto ascoltando ora.
· La canzone col titolo più bello? Bollicine, My Best Was Never Good Enough (B.S)
· La canzone da sapere a memoria? Libri Di Sangue – Frankie Hi NRG M.C.
· La canzone su un vero amore? BASTAAAAAAAAAAAA!!!
· La canzone storica per eccellenza? BORN IN THE U.S.A.
· La canzone che ti è stata dedicata? Nessuna dedicatemi una canzone dio bramino!
· La canzone più inquietante? Be Careful With That Axe, Eugene!
· La canzone che ascolteresti mentre sei nello spazio e si sgancia il cordone che ti lega alla navicella? Che domanda del cazzo!
· La canzone che odiavi ma adesso ami? ____
· La canzone che più ti estranea dalla realtà? L’album Animals Madredeus
· La canzone da ascoltare mentre guidi? Rock n Roll Led Zeppelin,
· La canzone che ti fa più paura al buio? Be Careful With That Axe, Eugene! – Pink Floyd
· Il miglior duetto? Somebody to love con quei due froci di George Michael e Elthon Jhon
· La canzone da dedicare a chi non la pensa come te musicalmente? No
· La canzone da dedicare al tuo peggior nemico? Laciodrom Litfiba
· La canzone per una dichiarazione galante? Portatemi Dio.
· La canzone da ballare al buio abbracciati? Porcod
· La canzone perfetta per un party? Atomic – Bloindie
· La canzone da suonare a tutta forza? Dai basta
· La canzone più tormentone del momento? Vivo all’Estero. Om Mani Padme Hum Mantra tibetano.
· La canzone più struggente? Battisti vario.
· La canzone che ti dipinge a pennello? Oggi un dio non ho di RAF ma solo per il titolo
· La canzone che vorresti aver scritto?. sono troppe

Niente male, a parte l'eccesso di Bruce (ma Rose mi piace così).


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28 novembre 2007

Vota Gabibbo!

Ho letto sui giornali alcune esperienze degli italiani che hanno avuto l’opportunità di andare a vivere all’estero e sono stato preso dallo sconforto, una sensazione diffusa tra è costretto a vivere in Italia in questi anni disgraziati.
Dopo cinque anni di governo berlusconiano, al termine della sbornia filoimprenditoriale ("li han convinti che saranno tutti imprenditori", sintetizzava efficacemente il buon Caparezza), con l'avvento di un governo di centro-sinistra, ci si aspettava non dico una rivoluzione, ma almeno un'inversione di rotta, sul terreno delle politiche sociali e del lavoro in particolare.
Ma essa non c'è stata.
La tendenza attuale è sempre quella di mantenere lo status quo, nessuna strada concreta è stata imboccata ai fini di una lotta efficace all'evasione fiscale (c'è troppa paura di inimicarsi il ceto imprenditoriale e libero professionale, che è rimasto comunque l'ago della bilancia per determinare la condotta dei nostri governanti) e chi continua a tirare la carretta di uno stato spendaccione è sempre e solo la classe media, sono i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che non potendo fregare il fisco come gli altri devono continuare a lavorare in condizioni peggiori, ma sempre allo stesso stipendio.
V'è di più: la causa di tutti i mali della società è proprio individuata nei pubblici dipendenti, bersaglio facile abbandonato agli strali di dubbi personaggi che hanno fatto la propria fortuna personale sul sindacato. Nessuno dice la verità su un sistema clientelare nella gestione della cosa pubblica che ormai ha fatto metastasi, su una Pubblica Amministrazione sempre più in balia dei consulenti privati di nomina politica dagli onorari stellari: questi personaggi sono veri e propri dipendenti stabili della P.A., non dei liberi professionisti, in quanto le loro consulenze sono rinnovate di anno in anno e si protraggono all'indefinito a costi esorbitanti (mediamente un consulente costa quanto quattro funzionari laureati di quello che una volta era denominato "settimo livello"). Alla faccia dell'efficienza nell'amministrazione della cosa pubblica (e dell'imparzialità), si strapagano queste persone per svolgere compiti che potrebbero essere normalmente assolti dalle strutture esistenti.
In ambito politico si continuano a fare le stesse porcate di sempre, forse anche più di prima. Con il placet di una magistratura sonnacchiosa su certe tematiche, salvo qualche risveglio sporadico, che sembra avere luogo giusto per poter dire "stiamo lavorando". I pochi magistrati che scoperchiano qualche pentola sono rimossi o perseguitati con azioni disciplinari, esattamente come faceva il precedente governo (leggi: i recenti "problemi disciplinari" di De Magistris e Forleo).
L'intreccio fra politica e impresa, alla faccia della legalità nella gestione delle risorse pubbliche, è la norma a qualsiasi livello. Procedure ad evidenza pubblica vinte, chissà come, sempre dai "soliti noti" e nessuno che dica niente... ma anche le rare volte che queste cose sono riportate dalla stampa non succede granché: magari cade qualche testa (i pochi sacrificabili e quelli che proprio non riescono ad evitarlo) e poi non se ne parla più. I responsabili del settore pubblico collusi generalmente fanno un breve periodo di "sospensione" (in panchina agli arresti domiciliari) e poi, se tengono la bocca chiusa, sono premiati con nuovi incarichi. E si riprende come prima.
I dirigenti di nomina pubblica prendono centinaia di migliaia di euro l'anno per lasciare le grandi aziende di Stato (Trenitalia, Alitalia, ecc.) in condizioni peggiori di quando ne hanno preso le redini e non sono mai chiamati a rispondere dei propri errori, mentre il sacrificio per ripianare i disavanzi i politici lo pretendono dalla maggioranza di persone che non nuotano nell'oro ma lavorano con contratti scaduti da anni, sempre con la medesima retribuzione. I giornali lo dicono, la gente si incazza, transitoriamente, poi il giorno dopo torna a lavorare. A tirare la carretta.
Il mood generale è desolante: sembra che non ci sia speranza, che in Italia si debba continuare in questo modo sempre e comunque, che ci si debba abituare a tirare la cinghia, che si debba rinunciare sempre più alla sanità, alla sicurezza, a dei trasporti pubblici decenti, per farla breve a tutti i servizi che costituiscono la giustificazione dell’esistenza stessa dello Stato.
Come esempio, basti analizzare la situazione dei trasporti ferroviari. I governi italiani dal 2001 ad oggi non hanno ritenuto necessario adeguare le risorse trasferite alle Regioni per far fronte agli oneri derivanti dai contratti di servizio per il trasporto pubblico locale ferroviario. Nonostante l'inflazione e gli ulteriori aumenti dei costi dell'energia elettrica e del carburante, beninteso. I gestori per sopravvivere, naturalmente tagliano, e tagliano cosa? In primis i posti di lavoro, ovviamente, e poi i servizi: si risparmia sulla manutenzione, sull'acquisto di nuovi mezzi... la colpa è gettata addosso agli affidatari dei servizi di trasporto, naturale. Ma chi patisce l’effetto delle politiche superficiali ed errate è sempre il cittadino, sul quale sono scaricate in ultima istanza tutte le inefficienze. Si viaggia su treni sporchi, fatiscenti, scomodi e soprattutto perennemente in ritardo. In Veneto un recente studio ha evidenziato che i treni oggi hanno tempi di percorrenza più lunghi, a parità di tratta, rispetto a quelli del Ventennio (che andavano a vapore).
E si continua, senza soldi, ad andare al lavoro (in ritardo, certo) con lo stesso stipendio nonostante il passare degli anni (il rinnovo dei contratti collettivi nazionali nella P.A., nei trasporti, per i giornalisti, i medici è sempre rinviato con la giustificazione della mancanza dei fondi). Secondo una notizia della settimana passata si è verificata negli ultimi cinque anni una perdita del potere d’acquisto degli stipendi quantificata intorno ai 1.900 euro. Poi si lamentano che l’economia non gira...
Però chi ci governa predispone gli specchietti per le allodole, dandoci l’impressione di falso benessere: in finanziaria si istituiscono contributi per permetterci di comprare i televisori ultrapiatti.
Il senso dell’iniziativa è più o meno questo: “ti abbiamo dato anche un televisore LCD da 42 pollici, cosa rompi le balle?”
Ma uno che cosa se ne fa di un telefonino ipertecnologico a pochi euro se non ha i soldi per pagare le chiamate?
Sembra non ci sia altra alternativa e che si debba necessariamente pagare per scelte assunte dall'alto senza alcun ragionamento sui bisogni reali dei cittadini, indipendentemente dalla maggioranza che si trova al potere.

Non v’è differenza tra uno schieramento e l’altro, l’andazzo non cambia.

Scopriamo (l’acqua calda!) che negli anni del Governo Ad Oggi Più Lungo Nella Storia Della Repubblica i dirigenti delle reti di Stato si accordavano con quelle private (quasi tutte in mano allo stesso bizzarro e spregiudicato magnate) per “aggiustare” le notizie “scomode” e gettare nell’oblio quelle pericolose per la maggioranza allora al potere. Scandalo, articoli sui giornali, urla, strepiti all’inizio, ma adesso... si sente già un certo profumino di inciucio, tanto caro alla Prima come alla Seconda, disgraziata Repubblica. Con la scusa del dialogo sulla modifica della legge elettorale, l’impressione è che i politici di ambedue gli schieramenti si stiano accordando per “sistemare” anche questo problemuccio... Nessuno dei responsabili pagherà, l’esito è scontato. È sempre così.

E alcuni trovano sbagliato che la gente si affidi a comici che fanno qualunquismo come se fossero dei profeti. Che c’è di strano?

Se si presentasse alle politiche, voterei anche per il Gabibbo, pur di non rivedere queste facce al potere.

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04 novembre 2007

My Autumn

L'autunno ha fatto la sua comparsa sui Colli Euganei.
Sabato scorso, dopo un pranzo luculliano al Passo del Vento, ho fatto una passeggiata (digestiva) di qualche chilometro e per fortuna avevo con me la mia fida Canon Powershot A700.
Qui sotto i colori dell'autunno sui colli...


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05 ottobre 2007

Music addicts unite!

Riprendo dall'interessantissimo blog di Blixxxa un post interessante: si tratta di rispondere ad una serie di domande sulla musica, scegliendo i brani che, secondo te, sono più rappresentativi di momenti, eventi, stati d'animo.
Una follia farlo, perché la buona Blixxxa ha ulteriormente allargato la lista delle domande, rendendo il test una mostruosa radiografia dei propri gusti musicali.
Ho deciso di raccogliere la sfida e, anche se in alcuni casi mi sono sentito scoraggiato di fronte alla mole di domande (e in alcuni casi non me la sono proprio sentita di scegliere un solo brano tra i tanti) sono giunto alla fine.
Ecco di seguito il risultato di tanto lavoro:

  • Il primo "disco" acquistato? Picture Book – Simply Red (vinile)
  • L'ultimo disco ascoltato? Zeitgeist – Smashing Pumpkins (e mi è anche piaciuto, a differenza delle ultime fatiche del buon Billy Corgan)
  • La tua copertina preferita? Leisure – Blur
  • La miglior colonna sonora? Pulp Fiction, Full Monty
  • Il peggior cantante di tutti i tempi? Tiziano Ferro
  • Il peggior gruppo di tutti i tempi? I terribili Modern Talking
  • Il miglior cantante di sempre? Jamiroquai mi piace molto, poi Prince per l’eclettismo, anche Chris Cornell (nella sola era Soundgarden), Robert Plant ai bei tempi... troppi, non mi decido.
  • La miglior cantante di sempre? Bjork è una delle migliori, mi piace molto Roisin Murphy dei Moloko (anche se non è dotatissima dal punto di vista vocale), anche Feist, poi la cantante dei Cardigans (non mi ricordo il nome), anche perché molto sexy. Anche Cristina Donà... Ah, anche Beth Gibbons (Portishead) ha un posto molto particolare nel mio cuore.
  • Miglior gruppo di sempre? Direi proprio The Who
  • La canzone che vorresti fosse stata scritta per te? Tonight, Tonight – Smashing Pumpkins, oppure Plainsong – The Cure
  • La canzone che ti fa venire in mente l'infanzia? A Walk On The Wild Side – Lou Reed e a pari merito Cut The Cake – Average White Band
  • La canzone che riassume la tua adolescenza? Mi Ami? – C.C.C.P.
  • La canzone con cui vorresti addormentarti? Cose Difficili (SxM Remix) – Casino Royale
  • La canzone che vorresti per un tramonto? Protection – Massive Attack
  • La canzone più brutta di tutti i tempi? Zombie – The Cranberries a pari merito con The Wind Of Change degli Scorpions (questa pare che fosse la preferita di Gorbachev)
  • La canzone che non vorresti sentire mai più? I Will Always Love You – Whitney Houston
  • La canzone che ti mette ottimismo? Liberi Tutti – Subsonica
  • La canzone che ti mette di buonumore? Loser – Beck
  • La canzone che vorresti al tuo matrimonio? It Could Be Sweet - Portishead
  • La canzone che vorresti al tuo funerale? Untitled – The Cure
  • La canzone che descrive un momento della tua vita? Creep – Radiohead
  • La canzone che più ti piace nella collezione dei tuoi genitori? Just A Gigolo – Louis Prima
  • La canzone che piace ai tuoi genitori nella tua collezione? Blow Your Mind – Jamiroquai
  • La canzone che ti fa venire in mente la tua prima "cotta"? The Perfect Girl – The Cure
  • La canzone che ti fa venire in mente un tuo "ex"? L’Avvelenata – F. Guccini
  • La canzone che non conosceresti se non fosse per un amico? Hit The Lights – Metallica (e tantissimi altri pezzi metal)
  • La canzone che ti fa pensare al sesso? Closer – Nine Inch Nails
  • La canzone che ti fa pensare alla solitudine? Ineluttabile – Marlene Kuntz
  • La canzone più triste? Siamese Twins The Cure (qui sono d'accordo con Blixxxa)
  • La canzone per quando sei incazzato? Bullet With Butterfly Wings – Smashing Pumpkins
  • La canzone con il miglior inizio? Killing In The Name – Rage Against The Machine
  • La canzone con il miglior finale? Just – Radiohead (molto simile a Paranoid Android, che infatti metterei a pari merito)
  • La canzone da ascoltare con gli amici? Retrattile – Marlene Kuntz
  • La canzone da cantare sotto la doccia? A Me Me Piace O’ Blues – Pino Daniele
  • La canzone che ti fa venir voglia di ballare? Fucking In Heaven – Fatboyslim
  • La canzone con il testo più originale? Adesso Basta – Daniele Silvestri
  • La canzone che è un'ottima cover? I Can’t Get No Satisfaction nella versione rifatta dai Devo
  • La canzone su cui fare l'amore? Angel – Massive Attack
  • La canzone più nostalgica? Last Dance – The Cure
  • La canzone col titolo più bello? Should I Stay Or Should I Go? – The Clash
  • La canzone da sapere a memoria? Quelli Che Benpensano – Frankie Hi NRG M.C.
  • La canzone su un vero amore? Missing – Everything But The Girl
  • La canzone storica per eccellenza? Kick In The Eye – Bauhaus
  • La canzone che ti è stata dedicata? Rockafella Skank – Fatboy Slim
  • La canzone più inquietante? Strategie – Afterhours
  • La canzone che ascolteresti mentre sei nello spazio e si sgancia il cordone che ti lega alla navicella? Fell On Black Days – Soundgarden
  • La canzone che odiavi ma adesso ami? Could You Be Loved – Bob Marley
  • La canzone che più ti estranea dalla realtà? Never Let Me Down Again – Depeche Mode
  • La canzone da ascoltare mentre guidi? In My Head – Queens Of The Stone Age
  • La canzone che ti fa più paura al buio? Be Careful With That Axe, Eugene! – Pink Floyd
  • Il miglior duetto? A questa proprio non so che rispondere.
  • La canzone da dedicare a chi non la pensa come te musicalmente? So Watcha Want? – Beastie Boys
  • La canzone da dedicare al tuo peggior nemico? F.O.T.T.I.T.I. – Assalti Frontali
  • La canzone per una dichiarazione galante? Just Like Heaven – The Cure
  • La canzone da ballare al buio abbracciati? Nuotando Nell’Aria – Marlene Kuntz
  • La canzone perfetta per un party? Girls And Boys – Blur
  • La canzone da suonare a tutta forza? No One Knows – Queens Of The Stone Age
  • La canzone più tormentone del momento? Survivalism – Nine Inch Nails
  • La canzone più struggente? Crank Heart – Xiu Xiu
  • La canzone che ti dipinge a pennello? Ma Che Te Ne Fotte – Pino Daniele (quello dei bei tempi, col vocione, non l’odierno Pino post candeggio)
  • La canzone che vorresti aver scritto? Tutte quelle che mi fanno impazzire, davvero non saprei quale... sono troppe. Forse, 1979 – Smashing Pumpkins

FINITO!

Dopo tutta questa fatica, posso dire di conoscere meglio i miei gusti musicali? Mah...
Però, una cosa è certa: per un maniaco musicale come me, vale la pena ripensare a certe canzoni, specialmente quelle non ascoltate da tanto tempo. Si prova una sensazione particolare.
Il test è consigliatissimo a tutti i music addicts!


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22 agosto 2007

I bambini, perché nessuno pensa ai bambini!



Questo il costante grido accorato della moglie del reverendo Lovejoy dei Simpson, che interrompe ogni dibattito, quasi sempre a sproposito, ogniqualvolta la cittadinanza discute con fervore di qualche pressante problema.
I Simpson, stando alla notizia che ho letto oggi, si rivelano sempre più uno specchio della società contemporanea, non soltanto americana, ma anche italiana. Possibile che tanta precisione di pennello risieda in un semplice cartone animato della Fox?

Sembrerebbe di sì, perché oggi ho letto che il Moige (Movimento Italiano Genitori - “dedicato a tutte le Mamme ed i Papà impegnati nella tutela e crescita dei loro frutti più preziosi: i figli”) gruppo di solerti genitori animati, fra i tanti, anche dal proposito di tenere indenne la propria prole dalla devastante influenza del mezzo televisivo (proposito quanto mai encomiabile, peraltro) ha iniziato una polemica con Mediaset in merito alla programmazione, da parte di quest'ultima, per domenica 26/08/2007 alle 21,20, del film Eyes Wide Shut del compianto Stanley Kubrick. L'articolo di Repubblica si può leggere per intero qui.
I signori di questa associazione onlus (o quello che è) argomentano, per giustificare la propria opposizione alla programmazione, che gli occhi dei loro figlioletti non possono vedere, a prescindere dal valore artistico del film, scene di feste con orge, scambi di coppie, tradimenti, ecc.

Accidenti, mi sono detto quando ho letto la notizia. Ma questi fanno sul serio?

Forse mi ricorderò male io, ma mi pare proprio che, quando ero piccino, alle 21,20 (ora in cui il film è in programma) ero a letto da tre quarti d'ora. Quando, in seguito, a quell'ora ottenni il permesso di stare alzato, non potevo comunque guardare quello che volevo. Ogni volta che guardavo la televisione di sera, con me c'erano i miei genitori che selezionavano preventivamente ciò che avremmo guardato, in modo da evitare che il mio cervellino fosse turbato da immagini non adatte a quell'età. Se c'era qualche immagine o scena forte, mi spiegavano che cosa significava, perché era stata rappresentata, quale fosse l'intento dell'autore nell'inserirla.
Questo fino a quando non hanno reputato che fossi abbastanza maturo per giudicare da solo.
Questo è ciò che il buon senso suggerisce di fare, la condotta che tutti i genitori ragionevoli tengono. Tranne che per quelli del Moige.
Che sostengono che, poiché d'estate le scuole sono chiuse, i loro pargoli tirano tardi davanti alla televisione, non essendo assillati dai pregnanti impegni scolastici e dalle necessarie sveglie ad orari antelucani.
Evidentemente, la ragionevolezza non rientra tra le doti dei zelanti membri del Moige, dato che pretendono l'esilio del programma in orari notturni, per evitare che i loro figli lo vedano.
E questi apprensivi genitori cosa fanno la domenica sera tra le 21,20 e le 23,00, lasciano i propri bimbi da soli davanti alla televisione (mentre loro magari si incontrano con altri genitori modello, a scrivere accorate lettere di protesta con cui tediare chi cura le programmazioni delle reti televisive)? Voglio sperare di no, staranno a casa anche loro. E allora che cavolo ci stanno a fare questi genitori? Evidentemente sono troppo assillati dalle problematiche della pedagogia applicata ai media per occuparsi dei propri figli e, conseguentemente, non hanno trovato niente di meglio da fare che delegare al medium televisivo le proprie pressanti responsabilità pedagogiche. Parcheggiano i figli da soli davanti alla tv, insomma, in orari in cui, si sa, la programmazione è destinata ad un pubblico adulto, non c'è altra spiegazione.
Fin qui, se stessero zitti, poco male.
Ma, ed è questo il peggio, questi parlano, urlano, strepitano, pretendendo che siano le reti televisive ad educare i figli al posto loro.

E poi, perché prendersela solo con Kubrick in prima serata? Perché non si occupano anche dei cartoni animati (l'altra sera Jerry il topo ha fracassato i denti di Tom con una mazza da baseball e gli ha cacciato un candelotto di dinamite in bocca e ha commesso chissà quante altre nefandezze che non ricordo al momento) oppure delle telenovelas pomeridiane, (quelle dove avvenenti matrigne tradiscono i mariti per trombare allegramente coi figliastri)? Di pomeriggio è probabile che ci siano più bambini che guardano la televisione da soli... Ma probabilmente di pomeriggio questi genitori modello sono sempre troppo occupati a combattere le loro fondamentali battaglie educative per accorgersi di ciò che la tv passa ordinariamente (a titolo esemplificativo: culi e tette sparati a profusione a tutte le ore, pubblicità con scoiattoli scoreggioni, orde di veline, ricuccini, lapi, lapislazzuli, lapidei
glutei ostentati tangamuniti e tutta l'altra immondizia quotidiana). Meglio rompere l'anima per un film di Kubrick... che può non piacere, ma è stato pur sempre un regista di riconosciuto valore.

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Ma questi scherzano o fanno sul serio? Pare che non siano nuovi ad iniziative del genere. E la Stampa, la Repubblica e le agenzie giornalistiche perdono anche tempo a rilanciare le alzate d'ingegno di questi personaggi...

Intendiamoci, a me i Simpson piacciono molto, ma la moglie di Lovejoy non mi fa ridere nemmeno un po' se le sue fesserie da mamma apprensiva rimbalzano a valanga sui maggiori giornali e agenzie di stampa.

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11 agosto 2007

Porcelain God

È scoppiata da un paio di giorni la bomba: Valentino Rossi probabilmente è un evasore fiscale. Di quelli seri.
La notizia non colpisce tanto per l'entità dell'evaso o della sanzione comminata dall'erario: 112 milioni di euro a fronte di introiti non dichiarati per almeno 60 milioni di euro, che comportano una evasione fiscale di 43,7 milioni per Irpef, Irap e Iva, che è comunque una cifra stratosferica, quasi inimmaginabile per le persone normali. Una simile cifra si pronuncia senza poterne afferrare compiutamente il significato.
Non colpisce nemmeno la vastità dei beni dei quali si scopre che Valentino Rossi è proprietario. Insomma, in definitiva uno che è stato più volte campione del mondo del motomondiale, polverizzando una marea di record, si suppone che sia letteralmente pieno di soldi... panfili, appartamenti sfarzosi all'estero e in Italia, automobili lussuose a pioggia... Tutto ciò, pur senza saperlo, possiamo benissimo immaginarcelo. e non è mica un problema che sia davvero tanta roba. Se la merita, che diamine, siamo in un sistema capitalistico, ultimamente si porta molto il concetto di meritocrazia, ognuno guadagna proporzionalmente alle proprie possibilità, bla-bla-bla. Non siamo mica quei bacchettoni veterocomunisti della sinistra italiana, no?
No, la cosa che personalmente mi ha colpito di più non ha a che vedere con tutto questo, o per lo meno non direttamente.
La maggior parte degli italiani, pur non essendo patiti fan del motomondiale, ha seguito le gesta di Valentino Rossi con un certo interesse e partecipazione. Le motivazioni di questa attenzione sono plurime: senza dubbio le implicazioni campaniliste (Rossi è un italiano che si fa strada a livello mondiale in modo inarrestabile), l'innegabile carisma del personaggio, la sua simpatia, la sconvolgente bravura (quella vera che, pur essendo frutto di duri sacrifici, fa quasi sembrare semplice e scontato il raggiungimento della vittoria), l'atteggiamento di Valentino che è indubbiamente quello dei veri vincenti (anche se odio questa parola, fa sempre venire in mente quei corsi di formazione motivazionali da due soldi per venditori)...
Una delle cose che personalmente mi ha sempre affascinato del personaggio è l'aria da eterno ragazzino. Quando lo vedi alla televisione, coi capelli ricci e l'orecchino, te lo immagini senza difficoltà a fare le impennate con gli amici su un Fifty truccato per fare colpo su qualche sbarba, anche se ormai il nostro ha varcato la soglia dei trent'anni. Un campione del motomondiale che dà l'idea di poter essere uno di quei ragazzini che stazionano con gli amici al baretto a giocare a calciobalilla e poi, a mezzanotte, via in giro, a scegliersi la disco più adatta per cuccare.
Valentino ha sempre suggerito un'idea di naturalezza, di spontaneità, di semplicità. Spontaneità nelle dichiarazioni a fine gara (anche quando duellava a distanza con gli avversari di sempre mostrando grande maturità e lucidità), naturalezza nel vincere, nel comportamento, nelle battute... Un piccolo Peter Pan, che dà l'impressione di vincere non con la fatica e il sacrificio, ma quasi divertendosi. Un pilota capace di sorpassi incredibili, che giungono sempre al momento giusto, con apparente facilità, come se si trattasse di una garetta tra amici adolescenti sui cinquantini, improvvisata sulla strada per andare al mare in una mattina d'estate. La sua immagine, stampata nel nostro immaginario di sfigati che tirano la carretta col mutuo, concorda con il quadro delineato: in definitiva un ragazzo pulito, nonostante il successo e i soldi.
Scoprire che questo non è vero è la cosa che brucia di più.
Anche lui, purtroppo, se le notizie riportate dai giornali si dimostreranno fondate, sembra essere caduto nel meschino errore di tanti altri prima di lui. Pur guadagnando milioni di euro, avrebbe cercato non già di pagare meno tasse, ma di non pagarne affatto al proprio Paese. Il Paese con la cui bandiera Rossi si avvolge nel consueto giro d'onore a suggello di ogni vittoria. Il Paese il cui inno nazionale ha salutato tutti i suoi successi. Quello che, nelle domeniche del motomondiale, stava incollato davanti allo schermo a tifare per il ragazzino.
I dettagli della storia, per il resto, sanno di già visto: residenza fittizia all'estero; solito nugolo di società alle quali suddividere in mille rivoli gli introiti delle proprie attività sportive e correlate (sponsorizzazioni, gadgets per i fan, spot pubblicitari, ecc.) per nasconderle meglio al fisco; perfino un tentativo di ottenere il condono con il pagamento di una cifra irrisoria, praticamente uno sfregio...
Solo che dall'eterno ragazzino non ce lo si aspettava, non anche da questo supereroe col volto pulito. È come una pugnalata alla schiena.
Nemmeno lui era vero, alla fine.

Lo slogan di uno degli spot fatti da Valentino per una famosa marca di birra recitava: “C'è più gusto ad essere italiani”. Già, certo.
Salvo quando si tratta di fare il proprio dovere di cittadini.

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23 luglio 2007

Bright Baffo D'Oro

Dopo l'exploit di un paio di settimane fa, quando vi ho visto i Sonic Youth, la splendida cornice di Piazza Castello a Ferrara ci ha offerto martedì scorso un altro regalo, lo splendido concerto di Bright Eyes, il cui frontman è Conor Oberst, l'ex enfant prodige americano del folk, un cantautore dalla grande abilità compositiva.

Aveva dietro di tutto, archi, fiati, tastiere, coristi, tutti
suonavano quasi ogni strumento in un turbine di combinazioni differenti nella formazione dei musicisti. E una scenografia con una montagna di fiori dappertutto, che manco a Sanremo ai tempi di Nilla Pizzi.
Grande partecipazione del pubblico, in più lui era
contentissimo di essere là, il caldo non era nemmeno troppo insopportabile... insomma, la serata per me e la mia concerts mate è stata bella. Una bella sorpresa, anche perché lo conoscevo poco (ho solo Digital Ash In A Digital Urn, di certo non il suo disco più rappresentativo)

In più, grazie alle possibilità offerte dalla risoluzione della mia fotocamera digitale, abbiamo risolto un mistero (che cavolo di birra beveva il tipo durante il concerto?).
Come si vede nel riquadro, anche Conor apprezza "la sincerità", come recita la pubblicità della nota marca di birra.

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12 luglio 2007

Frequent flyers

Di recente ho avuto la possibilità di vedere all'opera alcuni ragazzi che fanno freestyle sui rollerblade veramente in gamba (e di ricevere anche qualche dritta da loro).
Posto qui lo slideshow con le foto scattate al volo mentre sono all'opera.


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Quello con la maglietta rossa è Francesco Maselli dei Pattinatori del Pincio, maestro F.I.H.P. e fra i migliori in Italia nella disciplina. Impressionante l'apparente facilità con cui se la viaggiava in slalom in mezzo ai conetti a 80 cm (e anche più vicini).

Le foto (gli originali li trovate qui) forse non saranno tecnicamente perfette, perché sono state fatte in fretta e un po' come venivano, ma
penso che rendano comunque l'idea di quello che quei ragazzi erano in grado di fare.
Assicuro che dal vivo sembravano dei danzatori, per la perfezione dei tricks eseguiti.

Che c'entra il titolo del post?
C'entra, perché loro sui conetti volano.

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19 giugno 2007

Young again (Pt. 2)

Ieri sera ho visto il mio secondo concerto dei Queens Of The Stone Age.
La gioventù ha pervaso i nostri stanchi corpi un'altra volta, ravvivandoli per il tempo necessario a sopravvivere in mezzo alla folla di ragazzini urlanti e poganti, tutti rigorosamente sudati, in un Alcatraz con la temperatura intorno ai 50 °C, e un tasso di umidità del 200%.
Il risultato si può ammirare in dettaglio qui sotto (notare la copiosa sudorazione).

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Una serata straordinaria, grazie a Josh Homme, chitarrista granitico (anche nelle dimensioni, dato che le chitarre che utilizzava, imbracciate da lui, sembravano tutte invariabilmente dei giocattoli).

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Una serata da ricordare, anche perché abbiamo fatto conoscenza con Bulby, il personaggio più scrauso nella storia del rock, nonché il peggiore soggetto da utilizzare sulle magliette promozionali. Anche questo dimostra l'attitudine indie dei nostri eroi...
Guardate un po' il video qui sotto e godetevi lo stile trash di Bulby.



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14 giugno 2007

Timex is on my side

Risolto il mistero dell'orologio di Bush, scomparso durante il bagno di folla a Tirana. La NBC ha mostrato una ripresa che mostra Bush intento a togliersi l'orologio per metterlo nella tasca dei pantaloni, forse per non perderlo o non farselo fregare.
Finalmente le agenzie di stampa possono occuparsi di altro.

Ma, che si trattasse, come alcuni hanno detto, di un orologio di famiglia o no, nessuno si è stupito per il fatto che il Presidente della nazione più potente del mondo porti al polso un Timex da 50 dollari (e che si preoccupi se glielo rubano o meno)!

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07 giugno 2007

Que viva el doctor que viaja!

Solo un breve post per segnalare l'aggiunta, nei links a destra, del collegamento al blog di un amico, un "dottore senza frontiere"... l'espressione non è da intendere nel senso classico: è un medico che lavora per l'OMS e il suo lavoro è sorvegliare, a distanza e sul posto, i focolai di infezione sparsi per il mondo che possono diventare epidemie, fornendo informazioni sui protocolli da attivare per il contenimento delle malattie agli operatori sanitari dei vari Paesi mondiali. Questi i suoi compiti, più o meno, riassunti in modo un po' pedestre.
Una figata di lavoro, se date un occhio al sito e vedete i posti dove solitamente è "costretto" a lavorare... voi non ci mettereste la firma?

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03 giugno 2007

La vittoria (di Pirro) dei "fannulloni"

Leggo con sempre più fastidio e insofferenza i commenti sui giornali riguardanti quei “fannulloni” che prestano la propria opera alle dipendenze dello Stato e degli enti pubblici. La corrente di pensiero che individua quale capro espiatorio dei guai dell’Italia il pubblico dipendente è stata iniziata dalla fervida mente di un ex sindacalista, oggi professore universitario (quindi appartenente anche lui alla deprecata categoria), che ne ha cavato fuori il solito instant book, cavalcando l’onda del liberismo di stampo vagamente berlusconiano che individua nell’imprenditore l’unico soggetto capace di risollevare le italiche sorti, l’unico che “produce” a favore della società. Fa ridere sentire i rappresentanti degli industriali pontificare sul merito. Fa incazzare sentire gli imprenditori e i capitalisti italiani rivendicare un ruolo di primo piano nel risanamento del Paese, quando l’unica cosa che storicamente sono stati capaci di fare è privatizzare i profitti e collettivizzare le perdite. Tale categoria produttiva notoriamente specula erodendo i diritti dei lavoratori per aumentare il profitto, che non viene certo condiviso (le dichiarazioni dei redditi degli orafi che guadagnano meno degli operai ne sono un esempio), bensì imboscato all’estero... poi, quando le cose vanno male, si ricorre allo Stato, col solito ricatto, “sono in gioco migliaia di posti di lavoro”, certo... tanto tocca alla collettività sostenere il peso delle scelte sbagliate di certi paladini del liberismo.
Vogliamo parlare delle aziende che “delocalizzano” (leggasi: “chiudono le fabbriche in Italia per riaprirle in Stati così poveri da accettare lo sfruttamento schiavistico della propria manodopera, pur di mangiare le briciole che le imprese estere gli lasciano”)? Begli imprenditori, quelli, meritevoli, certo.
Ma, a parte la premessa (un po’ velenosa, ma non se ne può più di sentire certe panzane spacciate come verità universali) una cosa che non sopporto è sentire parlare del recente accordo Governo-Sindacati sul contratto economico degli statali come se fosse stata una vittoria per i lavoratori dipendenti. I commenti, pressoché unanimi, di giornalisti che nella migliore delle ipotesi hanno il prosciutto sugli occhi e nella peggiore, falsano la realtà a beneficio degli attori della vicenda, hanno dell’incredibile e suonano tutti così: il Governo ha calato le braghe davanti ai fannulloni.
È vero? Vediamo un po’ in dettaglio i termini dell’accordo:

  • l’aumento accordato ammonta a 101 € lordi (in busta paga, se va bene, ne arriveranno 40-50 netti, che non corrispondono certo all’aumento dell’inflazione - senza parlare dell’aumento della pressione fiscale che normalmente in pochi mesi quei pochi euro se li mangia con le trattenute sulla busta paga);
  • sono state cancellate tutte le differenze retributive relative all'anno 2006, anno in cui il vecchio contratto è scaduto. Il Governo ha calato così tanto le braghe che un anno di differenze retributive non sarà mai corrisposto ai lavoratori;
  • le differenze retributive relative al 2007, dovute da febbraio (non gennaio, non si sa perché), i pubblici dipendenti le vedranno in busta solo alla fine del 2007 (probabilmente per il solito motivo: mancano i soldi);
  • il contratto è diventato da biennale a triennale, quindi quei 40 € netti in busta paga, i dipendenti se li dovranno fare bastare per 3 anni, non più 2. A questo proposito, al fine di indorare la pillola, è stato detto che il triennio economico è solo una sperimentazione, ma sappiamo bene che in Italia gli esperimenti durano a lungo: per fare un esempio, i Tribunali hanno ospitato il registro delle imprese presso le proprie cancellerie, in via provvisoria, s’intende, per 50 anni;
  • (conseguenza del punto precedente) basandoci sull’esperienza degli ultimi anni, il contratto triennale sarà con ogni probabilità rinnovato con un ritardo rispetto alla sua scadenza stimabile in 2/3 anni (come già avviene adesso, il nuovo contratto biennale nuovo è sempre stato firmato a pochi mesi del temine finale della sua vigenza). C’è da attendersi che i sindacati acconsentiranno all’eliminazione retroattiva di più anni di differenze retributive, come quest'anno è avvenuto per il solo 2006.
In sintesi, si tratta proprio di una grande vittoria dei pubblici dipendenti. Con buona pace di tutti quelli che nel settore pubblico lavorano sul serio e sono additati e trattati alla stregua di nullafacenti. Proprio bello lavorare nel pubblico impiego: mansioni da laureati e stipendi da operai, quando con la disinformazione che i giornali stanno facendo su questo rinnovo contrattuale, sembra quasi che i sindacati abbiano riportato una vittoria epocale. In realtà si sono smutandati con un Governo che, nei confronti dei lavoratori dipendenti, forse è riuscito a fare anche peggio del precedente.
Un bel primato, non c’è che dire.

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