Ultimi ascolti...

mauro paternò?!

24 gennaio 2006

The Artist

Da un po' di tempo ha fatto la sua comparsa nella barra laterale un nuovo link, che porta al sito dell'Artista.
L'Artista è amico di vecchia data, da anni dedito al Teatro - con la T maiuscola, mica cazzi - in qualità di attore, sceneggiatore e regista: pluripremiato, beninteso, in tutte tali vesti.
Ultimamente si è convinto ad informare il Mondo della propria presenza con un blog.
Prontamente diffondiamo la Parola...

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Madonna che fiuto

Consigliato dal solito mago, mi sono procurato l'ultimo disco di Madonna.
Per la verità l'idea mi faceva un po' ridere, non mi prendo un suo disco da quand'ero adolescente... mi sembra passata un'eternità da allora. Dopo mi sono limitato a seguirla distrattamente da lontano, stupendomi della sua abilità di fare dischi sempre accattivanti. O meglio, di trovare sempre il produttore giusto, quello più di tendenza oppure quello che con lei può dare il meglio. Mi ricordo ad esempio che in passato già Ray Of Light era un buon disco, prodotto dal genietto della musica inglese William Orbit - produttore anche di un disco fondamentale per i Blur come 13, per quanto a me non piaccia, perché ha inaugurato un nuovo corso per i Blur che non ho condiviso - oppure lo stesso Music, prodotto da Mirways (quello di Production, bel dischetto anche quello).
Poteva smentirsi stavolta?
Certo che no. Stavolta è il turno di Stuart Price (a.k.a. Jacques Lu Cont, o meglio ancora Les Rythmes Digitales). Risultato?
Un disco strano, a prima vista monocorde, in realtà l'erronea impressione iniziale è data soltanto dall'omogeneità delle tracce del lavoro. La verità è che il disco è un bel po' furbo, che gioca a rincorrere le sonorità house/elettroniche/pop/dance più in voga negli ultimi 15 anni, citandole o reinventandole in un unico megamix che si beve con avidità dall'inizio alla fine... però mi piace.

Innegabile, questa donna ha naso per le produzioni.

Il disco corre sempre pericolosamente in bilico tra il sound dance giusto e la cafonata da discoteca... ma riesce sempre a restare in equilibrio, senza cadere nel pezzo becero tout court (per quanto l'incipit di Sorry, con quel "mi dispiace" ripetuto in tutte le lingue è veramente una boarata) e senza tentare di staccarsi troppo dal mainstream.
Forse proprio quest'ambiguità del lavoro, questa capacità di accattivarsi l'ascoltatore facendogli provare un po' di rimorso - "ma questa roba che mi piace così tanto è commendevole ascoltarla oppure no?" - costituisce la sostanza del suo irresistibile magnetismo. Segnalo in proposito un commento del mago su questo disco: domenica mi ha detto che secondo lui è la colonna sonora perfetta da luna park... così dicendo, si è generata nella mia testa la visione di un qualche buzzurrone che balla in perenne equilibrio al centro di un tagadà spaventosamente sobbalzante durante la "Sagra degli gnocchi" di Tramonte (PD). Ho riso, ma la visione che ho avuto è plausibilissima e potrebbe concretizzarsi realmente nel maggio prossimo. Orrore! Mi piace un disco da sagra!

...insomma, è un po' un frutto proibito.

Da gustare a lungo...

...anche fino alla prossima primavera.

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23 gennaio 2006

Piccoli casini col blog

Come dicevo nel post precedente, le idee da parte degli sviluppatori ci sono, ma devono essere portate avanti. Ho fatto qualche ricerca in rete ed ho constatato su alcuni siti di smanettoni che il client per bloggare che ho usato per quel post (gnome-blog) non è il massimo, anzi, presente vistose lacune.
Ne ho allora installato un altro (BloGTK 1.0) che non fa funzionare i titoli dei post (come il primo) ma sembra un po' meglio. Se non altro ci sono molte più funzioni implementate... E le lacune, ho scoperto, non sono colpa degli sviluppatori: Blogger has moved to the super-advanced new Atom API. The Atom API uses a totally different system from the other blogging APIs, which is why BloGTK doesn't support it yet, although you can bet it will soon.
Insomma, sembrerebbe che ci sia solo da aspettare... io intanto smanetto ancora un po' con le altre applicazioni di Ubuntu dedicate ai blog. Ce ne sono di cose da dire sugli eventi recenti...

Ubuntu calling

Giornata di aggiornamento ad un corso di formazione insulso, avente ad oggetto internet e la posta elettronica.Praticamente un'intera giornata persa ad ascoltare cose del tutto ovvie, persino per me che non capisco granché di pc, pur passandoci davanti parecchie ore al giorno per lavoro.

A casa avevo una nuova installazione su una partizione linux dell'ultima Ubuntu stabile che mi attendeva perché ci giochicchiassi un po' e più passava il tempo e più non vedevo l'ora di esplorarla un pochettino... proprio adesso ho scoperto che è fornita di un'applicazione di nome "Blog Entry Poster". Tre click e - voilà! - anche un ignorante del pc come me è riuscito a settarla per postare ulteriori fesserie sul mio blog senza nemmeno scomodarmi ad aprire il composer di blogger.com. Correttore ortografico integrato, formattazione - sia pure minimale - del testo, possibilità di aggiungere links... Piccole gioie concessemi dagli sviluppatori di linux. Davvero bellino, peccato che non si possano inserire le immagini direttamente da qua, e che
si possa configurare in pochissimi aspetti. Se sapessi smanettare, potrei darmi da fare per sviluppare quest'applicazione implementando le nuove funzionalità di cui sento l'esigenza, facendo inoltre un favore a me stesso ma anche al prossimo. Ma col pc sono una mezza sega.

Questo pensiero mi porta ad un'altra considerazione. Che bello sarebbe essere un geek... se fossi bravo, magari la stampante - quella che su linux non va MAI - me la potrei configurare da solo in due minuti! Invece devo rassegnarmi a vederla muta e inattiva, come sempre, Mandriva o Ubuntu che sia.

Ma anche parassitare le idee intelligenti del prossimo mi va bene, per adesso.

Basteranno queste cazzatine a farmi migrare definitivamente da Winzozz?

Finché non riesco a stampare, direi proprio di no.

[edit posteriore: e poi postare in questo modo ha dato origine ad un post senza titolo con la formattazione scompaginata rispetto allo stile del blog... altro che semplificazione! Ho dovuto crearne uno ex novo ed eliminare l'altro... Oddio, magari se ci smanetto trovo un'applicazione fatta un pochino meglio, comunque la cosa mi rafforza nella mia diffidenza verso linux.]

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02 gennaio 2006

Lo Zen e l'arte di lavorare sotto le ferie

Ieri sera, pensando che oggi mi sarei svegliato prestissimo per andare, come sempre, in ufficio, mi stavo deprimendo, ma avevo torto.
Ero lanciatissimo questa mattina, per niente scocciato dal fatto che stavo andando a lavorare il 2 gennaio. È la prima volta che mi capita; in passato sono sempre riuscito a prendermi tutte le festività natalizie e per questo stamattina avrei dovuto essere giù di corda.
Invece ero felicissimo. Il bus era in perfetto orario (non c'è traffico in questi giorni perché la maggior parte della gente è in ferie) e ci ha messo solo 10 minuti per arrivare in stazione (stesso motivo). Sono riuscito a comprare il giornale e a prendere il treno che mi avrebbe fatto giungere in perfetto orario al lavoro. Al binario non ho avuto nessun problema per salire sul treno, non c'è stata la solita lotta... le carrozze erano deserte e non c'erano gli immancabili rompiscatole che parlano ad alta voce al telefono per tutta la durata del viaggio. Un silenzio quasi irreale ha accompagnato il viaggio: per una volta, il lettore mp3 è rimasto ad oziare nella borsa e ho potuto leggere in santa pace il mio quotidiano.
In ufficio, poi, era tutto perfetto: non essendoci la maggior parte della gente (sono tutti in ferie) si poteva stare tranquilli e sbrigare con calma le proprie cose, rimettersi in pari con il lavoro arretrato... in più, somma gioia, la collega isterica con cui divido la mia stanza oggi non c'è!
Meraviglioso.
Sono completamente tranquillo e rilassato, nelle orecchie mi sembra di sentire "Today Was A Good Day" di Ice Cube, sono in sintonia con l'universo: troppo zen.

Dura poco.
Dopo tre quarti d'ora, l'odiata collega d'ufficio fa il suo inatteso ingresso in stanza. Oggi c'è, e per tutto il giorno.
Per l'occasione ha anche deciso di rispolverare tutto il campionario di comportamenti irritanti di cui è capace: sarà una mezz'ora che sta parlando da sola - sta controllando al minuto tutte le ore di lavoro che ha fatto il mese scorso per vedere se è in credito di qualche centesimo - discorre amabilmente con la stampante quando si rifiuta di stampare, fa frequenti telefonate tutte latte e miele al moroso - a voce altissima -, fa continuamente domande su cose di nessunissimo interesse - nemmeno per lei -, canticchia rumorosamente, scoppia in improvvise risate... insomma, tutto il campionario dei nevrotici.

Così stando le cose, è un miracolo concentrarsi. In occasioni analoghe, nel 2005, andavo fuori di testa...

Ma oggi la giornata è iniziata troppo bene e ci vuole ben altro per scalfire il mio mood da Ice Cube in buona. Ha il diritto di vivere anche lei, in fondo: sarebbe stato splendido se fosse rimasta fuori dai coglioni per oggi, ma alla fine non può essere tutto perfetto: il mondo sarebbe innaturale, squilibrato. No, anche i seccatori, oggi, sono utili: riequilibrano il mondo.

Perché oggi sono zen.

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