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mauro paternò?!

17 dicembre 2007

Music according to Rose

Rose, un amico, si è sottoposto, con mio enorme stupore, alla radiografia musicale di Blixxxa, segnalata qualche post fa. Avrei dovuto metterlo nei commenti a quel post, ma visto che alla fine come commento sarebbe prolisso e, poi, non avrebbe il rilievo che merita (soprattutto per alcune chiose rigorosamente politically uncorrect) posto qui a seguire la tracklist dei gusti rosiniani.

· Il primo "disco" acquistato? Bruce Springsteen live 1975-85 in cd senza avere un lettore CD
· L'ultimo disco ascoltato? Love and Theft Bob Dylan
· La tua copertina preferita? Dark Side of The Moon
· La miglior colonna sonora? Pulp Fiction Trainspotting
· Il peggior cantante di tutti i tempi? Jovanotti (ma e’ un cantante?)
· Il peggior gruppo di tutti i tempi? KLF, un sacco di merda anni 80 e i Bee Gees
· Il miglior cantante di sempre? Bruce Springsteen, Robert Plant, David Gilmore, Lucio Dalla.
· La miglior cantante di sempre? Mina, la cantante dei Raveonettes
· Miglior gruppo di sempre? Pink Floyd – Led Zeppelin
· La canzone che vorresti fosse stata scritta per te? Born To Run, Thunder Road, Bruce
· La canzone che ti fa venire in mente l'infanzia? Non ho avuto un’infanzia, ma magari moonlight shadow
· La canzone che riassume la tua adolescenza? ........ ci pensero’.
· La canzone con cui vorresti addormentarti? Haja que Ouver Madredeus
· La canzone che vorresti per un tramonto? Vedi sopra
· La canzone più brutta di tutti i tempi? Ce ne sono troppe. Forse lo Zoo e’ qui di Ligabue
· La canzone che non vorresti sentire mai più? All you need is Love
· La canzone che ti mette ottimismo? Ottimismo che?
· La canzone che ti mette di buonumore? Merdman di Lucio Dalla. Disperato Erotico Stomp.
· La canzone che vorresti al tuo matrimonio? Non mi sposero’. Forse Anybody Seen my Babe? Rolling Stones
· La canzone che vorresti al tuo funerale? Born To Run acustica
· La canzone che descrive un momento della tua vita? Like a Rolling Stone Bob Dylan
· La canzone che più ti piace nella collezione dei tuoi genitori? Love to me Love Babe di Donna Summer, piena di urletti da troia e Vecchio Frac di Modugno.
· La canzone che piace ai tuoi genitori nella tua collezione? Qualcos di Dalla per forza.
· La canzone che ti fa venire in mente la tua prima "cotta"? colonna sonora di Top Gun, non cotta ma altro 1000 giorni di te e di me suonata da un jukebox.
· La canzone che ti fa venire in mente un/a tuo "ex"? Wild World cantata da Jimmy Cliff.
· La canzone che non conosceresti se non fosse per un amico? Il vino di Ciampi rifatta dai La Crus. Landing in london Bruce Dickinson
· La canzone che ti fa pensare al sesso? Disperato Erotico Stomp, Red Headed Woman (Bruce).
· La canzone che ti fa pensare alla solitudine? Tutto l’album Blood Tracks di Dylan e The River di Bruce Springsteen
· La canzone più triste? In The Arm of Sleep Smashing Pumpkins
· La canzone per quando sei incazzato? Bullet With Butterfly Wings – Smashing Pumpkins – Killing In The Name Of – Rage Against The Machine
· La canzone con il miglior inizio? Killing In The Name – Rage Against The Machine
· La canzone con il miglior finale? Layla (original version) Eric Clapton
· La canzone da ascoltare con gli amici? Sabotage Beastie Boys – Paradise City GnR
· La canzone da cantare sotto la doccia? Mi Piace la **** – Rose [editato su richiesta dell'autore, n.d.r.]
· La canzone che ti fa venir voglia di ballare?Non so ballare, pogavo con i Rage tempo fa.
· La canzone con il testo più originale? Anidride Solforosa Lucio Dalla, Mio Fratello e’ figlio unico di Rino Gaetano
· La canzone che è un'ottima cover? I Shall Be Released Joe Cocker (Bob Dylan)
· La canzone su cui fare l'amore? Fare l’amore?
· La canzone più nostalgica? O Mar dei Madredeus, You are a Big Girl now di Bob Dylan che sto ascoltando ora.
· La canzone col titolo più bello? Bollicine, My Best Was Never Good Enough (B.S)
· La canzone da sapere a memoria? Libri Di Sangue – Frankie Hi NRG M.C.
· La canzone su un vero amore? BASTAAAAAAAAAAAA!!!
· La canzone storica per eccellenza? BORN IN THE U.S.A.
· La canzone che ti è stata dedicata? Nessuna dedicatemi una canzone dio bramino!
· La canzone più inquietante? Be Careful With That Axe, Eugene!
· La canzone che ascolteresti mentre sei nello spazio e si sgancia il cordone che ti lega alla navicella? Che domanda del cazzo!
· La canzone che odiavi ma adesso ami? ____
· La canzone che più ti estranea dalla realtà? L’album Animals Madredeus
· La canzone da ascoltare mentre guidi? Rock n Roll Led Zeppelin,
· La canzone che ti fa più paura al buio? Be Careful With That Axe, Eugene! – Pink Floyd
· Il miglior duetto? Somebody to love con quei due froci di George Michael e Elthon Jhon
· La canzone da dedicare a chi non la pensa come te musicalmente? No
· La canzone da dedicare al tuo peggior nemico? Laciodrom Litfiba
· La canzone per una dichiarazione galante? Portatemi Dio.
· La canzone da ballare al buio abbracciati? Porcod
· La canzone perfetta per un party? Atomic – Bloindie
· La canzone da suonare a tutta forza? Dai basta
· La canzone più tormentone del momento? Vivo all’Estero. Om Mani Padme Hum Mantra tibetano.
· La canzone più struggente? Battisti vario.
· La canzone che ti dipinge a pennello? Oggi un dio non ho di RAF ma solo per il titolo
· La canzone che vorresti aver scritto?. sono troppe

Niente male, a parte l'eccesso di Bruce (ma Rose mi piace così).


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28 novembre 2007

Vota Gabibbo!

Ho letto sui giornali alcune esperienze degli italiani che hanno avuto l’opportunità di andare a vivere all’estero e sono stato preso dallo sconforto, una sensazione diffusa tra è costretto a vivere in Italia in questi anni disgraziati.
Dopo cinque anni di governo berlusconiano, al termine della sbornia filoimprenditoriale ("li han convinti che saranno tutti imprenditori", sintetizzava efficacemente il buon Caparezza), con l'avvento di un governo di centro-sinistra, ci si aspettava non dico una rivoluzione, ma almeno un'inversione di rotta, sul terreno delle politiche sociali e del lavoro in particolare.
Ma essa non c'è stata.
La tendenza attuale è sempre quella di mantenere lo status quo, nessuna strada concreta è stata imboccata ai fini di una lotta efficace all'evasione fiscale (c'è troppa paura di inimicarsi il ceto imprenditoriale e libero professionale, che è rimasto comunque l'ago della bilancia per determinare la condotta dei nostri governanti) e chi continua a tirare la carretta di uno stato spendaccione è sempre e solo la classe media, sono i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, che non potendo fregare il fisco come gli altri devono continuare a lavorare in condizioni peggiori, ma sempre allo stesso stipendio.
V'è di più: la causa di tutti i mali della società è proprio individuata nei pubblici dipendenti, bersaglio facile abbandonato agli strali di dubbi personaggi che hanno fatto la propria fortuna personale sul sindacato. Nessuno dice la verità su un sistema clientelare nella gestione della cosa pubblica che ormai ha fatto metastasi, su una Pubblica Amministrazione sempre più in balia dei consulenti privati di nomina politica dagli onorari stellari: questi personaggi sono veri e propri dipendenti stabili della P.A., non dei liberi professionisti, in quanto le loro consulenze sono rinnovate di anno in anno e si protraggono all'indefinito a costi esorbitanti (mediamente un consulente costa quanto quattro funzionari laureati di quello che una volta era denominato "settimo livello"). Alla faccia dell'efficienza nell'amministrazione della cosa pubblica (e dell'imparzialità), si strapagano queste persone per svolgere compiti che potrebbero essere normalmente assolti dalle strutture esistenti.
In ambito politico si continuano a fare le stesse porcate di sempre, forse anche più di prima. Con il placet di una magistratura sonnacchiosa su certe tematiche, salvo qualche risveglio sporadico, che sembra avere luogo giusto per poter dire "stiamo lavorando". I pochi magistrati che scoperchiano qualche pentola sono rimossi o perseguitati con azioni disciplinari, esattamente come faceva il precedente governo (leggi: i recenti "problemi disciplinari" di De Magistris e Forleo).
L'intreccio fra politica e impresa, alla faccia della legalità nella gestione delle risorse pubbliche, è la norma a qualsiasi livello. Procedure ad evidenza pubblica vinte, chissà come, sempre dai "soliti noti" e nessuno che dica niente... ma anche le rare volte che queste cose sono riportate dalla stampa non succede granché: magari cade qualche testa (i pochi sacrificabili e quelli che proprio non riescono ad evitarlo) e poi non se ne parla più. I responsabili del settore pubblico collusi generalmente fanno un breve periodo di "sospensione" (in panchina agli arresti domiciliari) e poi, se tengono la bocca chiusa, sono premiati con nuovi incarichi. E si riprende come prima.
I dirigenti di nomina pubblica prendono centinaia di migliaia di euro l'anno per lasciare le grandi aziende di Stato (Trenitalia, Alitalia, ecc.) in condizioni peggiori di quando ne hanno preso le redini e non sono mai chiamati a rispondere dei propri errori, mentre il sacrificio per ripianare i disavanzi i politici lo pretendono dalla maggioranza di persone che non nuotano nell'oro ma lavorano con contratti scaduti da anni, sempre con la medesima retribuzione. I giornali lo dicono, la gente si incazza, transitoriamente, poi il giorno dopo torna a lavorare. A tirare la carretta.
Il mood generale è desolante: sembra che non ci sia speranza, che in Italia si debba continuare in questo modo sempre e comunque, che ci si debba abituare a tirare la cinghia, che si debba rinunciare sempre più alla sanità, alla sicurezza, a dei trasporti pubblici decenti, per farla breve a tutti i servizi che costituiscono la giustificazione dell’esistenza stessa dello Stato.
Come esempio, basti analizzare la situazione dei trasporti ferroviari. I governi italiani dal 2001 ad oggi non hanno ritenuto necessario adeguare le risorse trasferite alle Regioni per far fronte agli oneri derivanti dai contratti di servizio per il trasporto pubblico locale ferroviario. Nonostante l'inflazione e gli ulteriori aumenti dei costi dell'energia elettrica e del carburante, beninteso. I gestori per sopravvivere, naturalmente tagliano, e tagliano cosa? In primis i posti di lavoro, ovviamente, e poi i servizi: si risparmia sulla manutenzione, sull'acquisto di nuovi mezzi... la colpa è gettata addosso agli affidatari dei servizi di trasporto, naturale. Ma chi patisce l’effetto delle politiche superficiali ed errate è sempre il cittadino, sul quale sono scaricate in ultima istanza tutte le inefficienze. Si viaggia su treni sporchi, fatiscenti, scomodi e soprattutto perennemente in ritardo. In Veneto un recente studio ha evidenziato che i treni oggi hanno tempi di percorrenza più lunghi, a parità di tratta, rispetto a quelli del Ventennio (che andavano a vapore).
E si continua, senza soldi, ad andare al lavoro (in ritardo, certo) con lo stesso stipendio nonostante il passare degli anni (il rinnovo dei contratti collettivi nazionali nella P.A., nei trasporti, per i giornalisti, i medici è sempre rinviato con la giustificazione della mancanza dei fondi). Secondo una notizia della settimana passata si è verificata negli ultimi cinque anni una perdita del potere d’acquisto degli stipendi quantificata intorno ai 1.900 euro. Poi si lamentano che l’economia non gira...
Però chi ci governa predispone gli specchietti per le allodole, dandoci l’impressione di falso benessere: in finanziaria si istituiscono contributi per permetterci di comprare i televisori ultrapiatti.
Il senso dell’iniziativa è più o meno questo: “ti abbiamo dato anche un televisore LCD da 42 pollici, cosa rompi le balle?”
Ma uno che cosa se ne fa di un telefonino ipertecnologico a pochi euro se non ha i soldi per pagare le chiamate?
Sembra non ci sia altra alternativa e che si debba necessariamente pagare per scelte assunte dall'alto senza alcun ragionamento sui bisogni reali dei cittadini, indipendentemente dalla maggioranza che si trova al potere.

Non v’è differenza tra uno schieramento e l’altro, l’andazzo non cambia.

Scopriamo (l’acqua calda!) che negli anni del Governo Ad Oggi Più Lungo Nella Storia Della Repubblica i dirigenti delle reti di Stato si accordavano con quelle private (quasi tutte in mano allo stesso bizzarro e spregiudicato magnate) per “aggiustare” le notizie “scomode” e gettare nell’oblio quelle pericolose per la maggioranza allora al potere. Scandalo, articoli sui giornali, urla, strepiti all’inizio, ma adesso... si sente già un certo profumino di inciucio, tanto caro alla Prima come alla Seconda, disgraziata Repubblica. Con la scusa del dialogo sulla modifica della legge elettorale, l’impressione è che i politici di ambedue gli schieramenti si stiano accordando per “sistemare” anche questo problemuccio... Nessuno dei responsabili pagherà, l’esito è scontato. È sempre così.

E alcuni trovano sbagliato che la gente si affidi a comici che fanno qualunquismo come se fossero dei profeti. Che c’è di strano?

Se si presentasse alle politiche, voterei anche per il Gabibbo, pur di non rivedere queste facce al potere.

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04 novembre 2007

My Autumn

L'autunno ha fatto la sua comparsa sui Colli Euganei.
Sabato scorso, dopo un pranzo luculliano al Passo del Vento, ho fatto una passeggiata (digestiva) di qualche chilometro e per fortuna avevo con me la mia fida Canon Powershot A700.
Qui sotto i colori dell'autunno sui colli...


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05 ottobre 2007

Music addicts unite!

Riprendo dall'interessantissimo blog di Blixxxa un post interessante: si tratta di rispondere ad una serie di domande sulla musica, scegliendo i brani che, secondo te, sono più rappresentativi di momenti, eventi, stati d'animo.
Una follia farlo, perché la buona Blixxxa ha ulteriormente allargato la lista delle domande, rendendo il test una mostruosa radiografia dei propri gusti musicali.
Ho deciso di raccogliere la sfida e, anche se in alcuni casi mi sono sentito scoraggiato di fronte alla mole di domande (e in alcuni casi non me la sono proprio sentita di scegliere un solo brano tra i tanti) sono giunto alla fine.
Ecco di seguito il risultato di tanto lavoro:

  • Il primo "disco" acquistato? Picture Book – Simply Red (vinile)
  • L'ultimo disco ascoltato? Zeitgeist – Smashing Pumpkins (e mi è anche piaciuto, a differenza delle ultime fatiche del buon Billy Corgan)
  • La tua copertina preferita? Leisure – Blur
  • La miglior colonna sonora? Pulp Fiction, Full Monty
  • Il peggior cantante di tutti i tempi? Tiziano Ferro
  • Il peggior gruppo di tutti i tempi? I terribili Modern Talking
  • Il miglior cantante di sempre? Jamiroquai mi piace molto, poi Prince per l’eclettismo, anche Chris Cornell (nella sola era Soundgarden), Robert Plant ai bei tempi... troppi, non mi decido.
  • La miglior cantante di sempre? Bjork è una delle migliori, mi piace molto Roisin Murphy dei Moloko (anche se non è dotatissima dal punto di vista vocale), anche Feist, poi la cantante dei Cardigans (non mi ricordo il nome), anche perché molto sexy. Anche Cristina Donà... Ah, anche Beth Gibbons (Portishead) ha un posto molto particolare nel mio cuore.
  • Miglior gruppo di sempre? Direi proprio The Who
  • La canzone che vorresti fosse stata scritta per te? Tonight, Tonight – Smashing Pumpkins, oppure Plainsong – The Cure
  • La canzone che ti fa venire in mente l'infanzia? A Walk On The Wild Side – Lou Reed e a pari merito Cut The Cake – Average White Band
  • La canzone che riassume la tua adolescenza? Mi Ami? – C.C.C.P.
  • La canzone con cui vorresti addormentarti? Cose Difficili (SxM Remix) – Casino Royale
  • La canzone che vorresti per un tramonto? Protection – Massive Attack
  • La canzone più brutta di tutti i tempi? Zombie – The Cranberries a pari merito con The Wind Of Change degli Scorpions (questa pare che fosse la preferita di Gorbachev)
  • La canzone che non vorresti sentire mai più? I Will Always Love You – Whitney Houston
  • La canzone che ti mette ottimismo? Liberi Tutti – Subsonica
  • La canzone che ti mette di buonumore? Loser – Beck
  • La canzone che vorresti al tuo matrimonio? It Could Be Sweet - Portishead
  • La canzone che vorresti al tuo funerale? Untitled – The Cure
  • La canzone che descrive un momento della tua vita? Creep – Radiohead
  • La canzone che più ti piace nella collezione dei tuoi genitori? Just A Gigolo – Louis Prima
  • La canzone che piace ai tuoi genitori nella tua collezione? Blow Your Mind – Jamiroquai
  • La canzone che ti fa venire in mente la tua prima "cotta"? The Perfect Girl – The Cure
  • La canzone che ti fa venire in mente un tuo "ex"? L’Avvelenata – F. Guccini
  • La canzone che non conosceresti se non fosse per un amico? Hit The Lights – Metallica (e tantissimi altri pezzi metal)
  • La canzone che ti fa pensare al sesso? Closer – Nine Inch Nails
  • La canzone che ti fa pensare alla solitudine? Ineluttabile – Marlene Kuntz
  • La canzone più triste? Siamese Twins The Cure (qui sono d'accordo con Blixxxa)
  • La canzone per quando sei incazzato? Bullet With Butterfly Wings – Smashing Pumpkins
  • La canzone con il miglior inizio? Killing In The Name – Rage Against The Machine
  • La canzone con il miglior finale? Just – Radiohead (molto simile a Paranoid Android, che infatti metterei a pari merito)
  • La canzone da ascoltare con gli amici? Retrattile – Marlene Kuntz
  • La canzone da cantare sotto la doccia? A Me Me Piace O’ Blues – Pino Daniele
  • La canzone che ti fa venir voglia di ballare? Fucking In Heaven – Fatboyslim
  • La canzone con il testo più originale? Adesso Basta – Daniele Silvestri
  • La canzone che è un'ottima cover? I Can’t Get No Satisfaction nella versione rifatta dai Devo
  • La canzone su cui fare l'amore? Angel – Massive Attack
  • La canzone più nostalgica? Last Dance – The Cure
  • La canzone col titolo più bello? Should I Stay Or Should I Go? – The Clash
  • La canzone da sapere a memoria? Quelli Che Benpensano – Frankie Hi NRG M.C.
  • La canzone su un vero amore? Missing – Everything But The Girl
  • La canzone storica per eccellenza? Kick In The Eye – Bauhaus
  • La canzone che ti è stata dedicata? Rockafella Skank – Fatboy Slim
  • La canzone più inquietante? Strategie – Afterhours
  • La canzone che ascolteresti mentre sei nello spazio e si sgancia il cordone che ti lega alla navicella? Fell On Black Days – Soundgarden
  • La canzone che odiavi ma adesso ami? Could You Be Loved – Bob Marley
  • La canzone che più ti estranea dalla realtà? Never Let Me Down Again – Depeche Mode
  • La canzone da ascoltare mentre guidi? In My Head – Queens Of The Stone Age
  • La canzone che ti fa più paura al buio? Be Careful With That Axe, Eugene! – Pink Floyd
  • Il miglior duetto? A questa proprio non so che rispondere.
  • La canzone da dedicare a chi non la pensa come te musicalmente? So Watcha Want? – Beastie Boys
  • La canzone da dedicare al tuo peggior nemico? F.O.T.T.I.T.I. – Assalti Frontali
  • La canzone per una dichiarazione galante? Just Like Heaven – The Cure
  • La canzone da ballare al buio abbracciati? Nuotando Nell’Aria – Marlene Kuntz
  • La canzone perfetta per un party? Girls And Boys – Blur
  • La canzone da suonare a tutta forza? No One Knows – Queens Of The Stone Age
  • La canzone più tormentone del momento? Survivalism – Nine Inch Nails
  • La canzone più struggente? Crank Heart – Xiu Xiu
  • La canzone che ti dipinge a pennello? Ma Che Te Ne Fotte – Pino Daniele (quello dei bei tempi, col vocione, non l’odierno Pino post candeggio)
  • La canzone che vorresti aver scritto? Tutte quelle che mi fanno impazzire, davvero non saprei quale... sono troppe. Forse, 1979 – Smashing Pumpkins

FINITO!

Dopo tutta questa fatica, posso dire di conoscere meglio i miei gusti musicali? Mah...
Però, una cosa è certa: per un maniaco musicale come me, vale la pena ripensare a certe canzoni, specialmente quelle non ascoltate da tanto tempo. Si prova una sensazione particolare.
Il test è consigliatissimo a tutti i music addicts!


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22 agosto 2007

I bambini, perché nessuno pensa ai bambini!



Questo il costante grido accorato della moglie del reverendo Lovejoy dei Simpson, che interrompe ogni dibattito, quasi sempre a sproposito, ogniqualvolta la cittadinanza discute con fervore di qualche pressante problema.
I Simpson, stando alla notizia che ho letto oggi, si rivelano sempre più uno specchio della società contemporanea, non soltanto americana, ma anche italiana. Possibile che tanta precisione di pennello risieda in un semplice cartone animato della Fox?

Sembrerebbe di sì, perché oggi ho letto che il Moige (Movimento Italiano Genitori - “dedicato a tutte le Mamme ed i Papà impegnati nella tutela e crescita dei loro frutti più preziosi: i figli”) gruppo di solerti genitori animati, fra i tanti, anche dal proposito di tenere indenne la propria prole dalla devastante influenza del mezzo televisivo (proposito quanto mai encomiabile, peraltro) ha iniziato una polemica con Mediaset in merito alla programmazione, da parte di quest'ultima, per domenica 26/08/2007 alle 21,20, del film Eyes Wide Shut del compianto Stanley Kubrick. L'articolo di Repubblica si può leggere per intero qui.
I signori di questa associazione onlus (o quello che è) argomentano, per giustificare la propria opposizione alla programmazione, che gli occhi dei loro figlioletti non possono vedere, a prescindere dal valore artistico del film, scene di feste con orge, scambi di coppie, tradimenti, ecc.

Accidenti, mi sono detto quando ho letto la notizia. Ma questi fanno sul serio?

Forse mi ricorderò male io, ma mi pare proprio che, quando ero piccino, alle 21,20 (ora in cui il film è in programma) ero a letto da tre quarti d'ora. Quando, in seguito, a quell'ora ottenni il permesso di stare alzato, non potevo comunque guardare quello che volevo. Ogni volta che guardavo la televisione di sera, con me c'erano i miei genitori che selezionavano preventivamente ciò che avremmo guardato, in modo da evitare che il mio cervellino fosse turbato da immagini non adatte a quell'età. Se c'era qualche immagine o scena forte, mi spiegavano che cosa significava, perché era stata rappresentata, quale fosse l'intento dell'autore nell'inserirla.
Questo fino a quando non hanno reputato che fossi abbastanza maturo per giudicare da solo.
Questo è ciò che il buon senso suggerisce di fare, la condotta che tutti i genitori ragionevoli tengono. Tranne che per quelli del Moige.
Che sostengono che, poiché d'estate le scuole sono chiuse, i loro pargoli tirano tardi davanti alla televisione, non essendo assillati dai pregnanti impegni scolastici e dalle necessarie sveglie ad orari antelucani.
Evidentemente, la ragionevolezza non rientra tra le doti dei zelanti membri del Moige, dato che pretendono l'esilio del programma in orari notturni, per evitare che i loro figli lo vedano.
E questi apprensivi genitori cosa fanno la domenica sera tra le 21,20 e le 23,00, lasciano i propri bimbi da soli davanti alla televisione (mentre loro magari si incontrano con altri genitori modello, a scrivere accorate lettere di protesta con cui tediare chi cura le programmazioni delle reti televisive)? Voglio sperare di no, staranno a casa anche loro. E allora che cavolo ci stanno a fare questi genitori? Evidentemente sono troppo assillati dalle problematiche della pedagogia applicata ai media per occuparsi dei propri figli e, conseguentemente, non hanno trovato niente di meglio da fare che delegare al medium televisivo le proprie pressanti responsabilità pedagogiche. Parcheggiano i figli da soli davanti alla tv, insomma, in orari in cui, si sa, la programmazione è destinata ad un pubblico adulto, non c'è altra spiegazione.
Fin qui, se stessero zitti, poco male.
Ma, ed è questo il peggio, questi parlano, urlano, strepitano, pretendendo che siano le reti televisive ad educare i figli al posto loro.

E poi, perché prendersela solo con Kubrick in prima serata? Perché non si occupano anche dei cartoni animati (l'altra sera Jerry il topo ha fracassato i denti di Tom con una mazza da baseball e gli ha cacciato un candelotto di dinamite in bocca e ha commesso chissà quante altre nefandezze che non ricordo al momento) oppure delle telenovelas pomeridiane, (quelle dove avvenenti matrigne tradiscono i mariti per trombare allegramente coi figliastri)? Di pomeriggio è probabile che ci siano più bambini che guardano la televisione da soli... Ma probabilmente di pomeriggio questi genitori modello sono sempre troppo occupati a combattere le loro fondamentali battaglie educative per accorgersi di ciò che la tv passa ordinariamente (a titolo esemplificativo: culi e tette sparati a profusione a tutte le ore, pubblicità con scoiattoli scoreggioni, orde di veline, ricuccini, lapi, lapislazzuli, lapidei
glutei ostentati tangamuniti e tutta l'altra immondizia quotidiana). Meglio rompere l'anima per un film di Kubrick... che può non piacere, ma è stato pur sempre un regista di riconosciuto valore.

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Ma questi scherzano o fanno sul serio? Pare che non siano nuovi ad iniziative del genere. E la Stampa, la Repubblica e le agenzie giornalistiche perdono anche tempo a rilanciare le alzate d'ingegno di questi personaggi...

Intendiamoci, a me i Simpson piacciono molto, ma la moglie di Lovejoy non mi fa ridere nemmeno un po' se le sue fesserie da mamma apprensiva rimbalzano a valanga sui maggiori giornali e agenzie di stampa.

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11 agosto 2007

Porcelain God

È scoppiata da un paio di giorni la bomba: Valentino Rossi probabilmente è un evasore fiscale. Di quelli seri.
La notizia non colpisce tanto per l'entità dell'evaso o della sanzione comminata dall'erario: 112 milioni di euro a fronte di introiti non dichiarati per almeno 60 milioni di euro, che comportano una evasione fiscale di 43,7 milioni per Irpef, Irap e Iva, che è comunque una cifra stratosferica, quasi inimmaginabile per le persone normali. Una simile cifra si pronuncia senza poterne afferrare compiutamente il significato.
Non colpisce nemmeno la vastità dei beni dei quali si scopre che Valentino Rossi è proprietario. Insomma, in definitiva uno che è stato più volte campione del mondo del motomondiale, polverizzando una marea di record, si suppone che sia letteralmente pieno di soldi... panfili, appartamenti sfarzosi all'estero e in Italia, automobili lussuose a pioggia... Tutto ciò, pur senza saperlo, possiamo benissimo immaginarcelo. e non è mica un problema che sia davvero tanta roba. Se la merita, che diamine, siamo in un sistema capitalistico, ultimamente si porta molto il concetto di meritocrazia, ognuno guadagna proporzionalmente alle proprie possibilità, bla-bla-bla. Non siamo mica quei bacchettoni veterocomunisti della sinistra italiana, no?
No, la cosa che personalmente mi ha colpito di più non ha a che vedere con tutto questo, o per lo meno non direttamente.
La maggior parte degli italiani, pur non essendo patiti fan del motomondiale, ha seguito le gesta di Valentino Rossi con un certo interesse e partecipazione. Le motivazioni di questa attenzione sono plurime: senza dubbio le implicazioni campaniliste (Rossi è un italiano che si fa strada a livello mondiale in modo inarrestabile), l'innegabile carisma del personaggio, la sua simpatia, la sconvolgente bravura (quella vera che, pur essendo frutto di duri sacrifici, fa quasi sembrare semplice e scontato il raggiungimento della vittoria), l'atteggiamento di Valentino che è indubbiamente quello dei veri vincenti (anche se odio questa parola, fa sempre venire in mente quei corsi di formazione motivazionali da due soldi per venditori)...
Una delle cose che personalmente mi ha sempre affascinato del personaggio è l'aria da eterno ragazzino. Quando lo vedi alla televisione, coi capelli ricci e l'orecchino, te lo immagini senza difficoltà a fare le impennate con gli amici su un Fifty truccato per fare colpo su qualche sbarba, anche se ormai il nostro ha varcato la soglia dei trent'anni. Un campione del motomondiale che dà l'idea di poter essere uno di quei ragazzini che stazionano con gli amici al baretto a giocare a calciobalilla e poi, a mezzanotte, via in giro, a scegliersi la disco più adatta per cuccare.
Valentino ha sempre suggerito un'idea di naturalezza, di spontaneità, di semplicità. Spontaneità nelle dichiarazioni a fine gara (anche quando duellava a distanza con gli avversari di sempre mostrando grande maturità e lucidità), naturalezza nel vincere, nel comportamento, nelle battute... Un piccolo Peter Pan, che dà l'impressione di vincere non con la fatica e il sacrificio, ma quasi divertendosi. Un pilota capace di sorpassi incredibili, che giungono sempre al momento giusto, con apparente facilità, come se si trattasse di una garetta tra amici adolescenti sui cinquantini, improvvisata sulla strada per andare al mare in una mattina d'estate. La sua immagine, stampata nel nostro immaginario di sfigati che tirano la carretta col mutuo, concorda con il quadro delineato: in definitiva un ragazzo pulito, nonostante il successo e i soldi.
Scoprire che questo non è vero è la cosa che brucia di più.
Anche lui, purtroppo, se le notizie riportate dai giornali si dimostreranno fondate, sembra essere caduto nel meschino errore di tanti altri prima di lui. Pur guadagnando milioni di euro, avrebbe cercato non già di pagare meno tasse, ma di non pagarne affatto al proprio Paese. Il Paese con la cui bandiera Rossi si avvolge nel consueto giro d'onore a suggello di ogni vittoria. Il Paese il cui inno nazionale ha salutato tutti i suoi successi. Quello che, nelle domeniche del motomondiale, stava incollato davanti allo schermo a tifare per il ragazzino.
I dettagli della storia, per il resto, sanno di già visto: residenza fittizia all'estero; solito nugolo di società alle quali suddividere in mille rivoli gli introiti delle proprie attività sportive e correlate (sponsorizzazioni, gadgets per i fan, spot pubblicitari, ecc.) per nasconderle meglio al fisco; perfino un tentativo di ottenere il condono con il pagamento di una cifra irrisoria, praticamente uno sfregio...
Solo che dall'eterno ragazzino non ce lo si aspettava, non anche da questo supereroe col volto pulito. È come una pugnalata alla schiena.
Nemmeno lui era vero, alla fine.

Lo slogan di uno degli spot fatti da Valentino per una famosa marca di birra recitava: “C'è più gusto ad essere italiani”. Già, certo.
Salvo quando si tratta di fare il proprio dovere di cittadini.

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23 luglio 2007

Bright Baffo D'Oro

Dopo l'exploit di un paio di settimane fa, quando vi ho visto i Sonic Youth, la splendida cornice di Piazza Castello a Ferrara ci ha offerto martedì scorso un altro regalo, lo splendido concerto di Bright Eyes, il cui frontman è Conor Oberst, l'ex enfant prodige americano del folk, un cantautore dalla grande abilità compositiva.

Aveva dietro di tutto, archi, fiati, tastiere, coristi, tutti
suonavano quasi ogni strumento in un turbine di combinazioni differenti nella formazione dei musicisti. E una scenografia con una montagna di fiori dappertutto, che manco a Sanremo ai tempi di Nilla Pizzi.
Grande partecipazione del pubblico, in più lui era
contentissimo di essere là, il caldo non era nemmeno troppo insopportabile... insomma, la serata per me e la mia concerts mate è stata bella. Una bella sorpresa, anche perché lo conoscevo poco (ho solo Digital Ash In A Digital Urn, di certo non il suo disco più rappresentativo)

In più, grazie alle possibilità offerte dalla risoluzione della mia fotocamera digitale, abbiamo risolto un mistero (che cavolo di birra beveva il tipo durante il concerto?).
Come si vede nel riquadro, anche Conor apprezza "la sincerità", come recita la pubblicità della nota marca di birra.

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12 luglio 2007

Frequent flyers

Di recente ho avuto la possibilità di vedere all'opera alcuni ragazzi che fanno freestyle sui rollerblade veramente in gamba (e di ricevere anche qualche dritta da loro).
Posto qui lo slideshow con le foto scattate al volo mentre sono all'opera.


Created with Paul's flickrSLiDR.

Quello con la maglietta rossa è Francesco Maselli dei Pattinatori del Pincio, maestro F.I.H.P. e fra i migliori in Italia nella disciplina. Impressionante l'apparente facilità con cui se la viaggiava in slalom in mezzo ai conetti a 80 cm (e anche più vicini).

Le foto (gli originali li trovate qui) forse non saranno tecnicamente perfette, perché sono state fatte in fretta e un po' come venivano, ma
penso che rendano comunque l'idea di quello che quei ragazzi erano in grado di fare.
Assicuro che dal vivo sembravano dei danzatori, per la perfezione dei tricks eseguiti.

Che c'entra il titolo del post?
C'entra, perché loro sui conetti volano.

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19 giugno 2007

Young again (Pt. 2)

Ieri sera ho visto il mio secondo concerto dei Queens Of The Stone Age.
La gioventù ha pervaso i nostri stanchi corpi un'altra volta, ravvivandoli per il tempo necessario a sopravvivere in mezzo alla folla di ragazzini urlanti e poganti, tutti rigorosamente sudati, in un Alcatraz con la temperatura intorno ai 50 °C, e un tasso di umidità del 200%.
Il risultato si può ammirare in dettaglio qui sotto (notare la copiosa sudorazione).

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Una serata straordinaria, grazie a Josh Homme, chitarrista granitico (anche nelle dimensioni, dato che le chitarre che utilizzava, imbracciate da lui, sembravano tutte invariabilmente dei giocattoli).

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Una serata da ricordare, anche perché abbiamo fatto conoscenza con Bulby, il personaggio più scrauso nella storia del rock, nonché il peggiore soggetto da utilizzare sulle magliette promozionali. Anche questo dimostra l'attitudine indie dei nostri eroi...
Guardate un po' il video qui sotto e godetevi lo stile trash di Bulby.



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14 giugno 2007

Timex is on my side

Risolto il mistero dell'orologio di Bush, scomparso durante il bagno di folla a Tirana. La NBC ha mostrato una ripresa che mostra Bush intento a togliersi l'orologio per metterlo nella tasca dei pantaloni, forse per non perderlo o non farselo fregare.
Finalmente le agenzie di stampa possono occuparsi di altro.

Ma, che si trattasse, come alcuni hanno detto, di un orologio di famiglia o no, nessuno si è stupito per il fatto che il Presidente della nazione più potente del mondo porti al polso un Timex da 50 dollari (e che si preoccupi se glielo rubano o meno)!

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07 giugno 2007

Que viva el doctor que viaja!

Solo un breve post per segnalare l'aggiunta, nei links a destra, del collegamento al blog di un amico, un "dottore senza frontiere"... l'espressione non è da intendere nel senso classico: è un medico che lavora per l'OMS e il suo lavoro è sorvegliare, a distanza e sul posto, i focolai di infezione sparsi per il mondo che possono diventare epidemie, fornendo informazioni sui protocolli da attivare per il contenimento delle malattie agli operatori sanitari dei vari Paesi mondiali. Questi i suoi compiti, più o meno, riassunti in modo un po' pedestre.
Una figata di lavoro, se date un occhio al sito e vedete i posti dove solitamente è "costretto" a lavorare... voi non ci mettereste la firma?

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03 giugno 2007

La vittoria (di Pirro) dei "fannulloni"

Leggo con sempre più fastidio e insofferenza i commenti sui giornali riguardanti quei “fannulloni” che prestano la propria opera alle dipendenze dello Stato e degli enti pubblici. La corrente di pensiero che individua quale capro espiatorio dei guai dell’Italia il pubblico dipendente è stata iniziata dalla fervida mente di un ex sindacalista, oggi professore universitario (quindi appartenente anche lui alla deprecata categoria), che ne ha cavato fuori il solito instant book, cavalcando l’onda del liberismo di stampo vagamente berlusconiano che individua nell’imprenditore l’unico soggetto capace di risollevare le italiche sorti, l’unico che “produce” a favore della società. Fa ridere sentire i rappresentanti degli industriali pontificare sul merito. Fa incazzare sentire gli imprenditori e i capitalisti italiani rivendicare un ruolo di primo piano nel risanamento del Paese, quando l’unica cosa che storicamente sono stati capaci di fare è privatizzare i profitti e collettivizzare le perdite. Tale categoria produttiva notoriamente specula erodendo i diritti dei lavoratori per aumentare il profitto, che non viene certo condiviso (le dichiarazioni dei redditi degli orafi che guadagnano meno degli operai ne sono un esempio), bensì imboscato all’estero... poi, quando le cose vanno male, si ricorre allo Stato, col solito ricatto, “sono in gioco migliaia di posti di lavoro”, certo... tanto tocca alla collettività sostenere il peso delle scelte sbagliate di certi paladini del liberismo.
Vogliamo parlare delle aziende che “delocalizzano” (leggasi: “chiudono le fabbriche in Italia per riaprirle in Stati così poveri da accettare lo sfruttamento schiavistico della propria manodopera, pur di mangiare le briciole che le imprese estere gli lasciano”)? Begli imprenditori, quelli, meritevoli, certo.
Ma, a parte la premessa (un po’ velenosa, ma non se ne può più di sentire certe panzane spacciate come verità universali) una cosa che non sopporto è sentire parlare del recente accordo Governo-Sindacati sul contratto economico degli statali come se fosse stata una vittoria per i lavoratori dipendenti. I commenti, pressoché unanimi, di giornalisti che nella migliore delle ipotesi hanno il prosciutto sugli occhi e nella peggiore, falsano la realtà a beneficio degli attori della vicenda, hanno dell’incredibile e suonano tutti così: il Governo ha calato le braghe davanti ai fannulloni.
È vero? Vediamo un po’ in dettaglio i termini dell’accordo:

  • l’aumento accordato ammonta a 101 € lordi (in busta paga, se va bene, ne arriveranno 40-50 netti, che non corrispondono certo all’aumento dell’inflazione - senza parlare dell’aumento della pressione fiscale che normalmente in pochi mesi quei pochi euro se li mangia con le trattenute sulla busta paga);
  • sono state cancellate tutte le differenze retributive relative all'anno 2006, anno in cui il vecchio contratto è scaduto. Il Governo ha calato così tanto le braghe che un anno di differenze retributive non sarà mai corrisposto ai lavoratori;
  • le differenze retributive relative al 2007, dovute da febbraio (non gennaio, non si sa perché), i pubblici dipendenti le vedranno in busta solo alla fine del 2007 (probabilmente per il solito motivo: mancano i soldi);
  • il contratto è diventato da biennale a triennale, quindi quei 40 € netti in busta paga, i dipendenti se li dovranno fare bastare per 3 anni, non più 2. A questo proposito, al fine di indorare la pillola, è stato detto che il triennio economico è solo una sperimentazione, ma sappiamo bene che in Italia gli esperimenti durano a lungo: per fare un esempio, i Tribunali hanno ospitato il registro delle imprese presso le proprie cancellerie, in via provvisoria, s’intende, per 50 anni;
  • (conseguenza del punto precedente) basandoci sull’esperienza degli ultimi anni, il contratto triennale sarà con ogni probabilità rinnovato con un ritardo rispetto alla sua scadenza stimabile in 2/3 anni (come già avviene adesso, il nuovo contratto biennale nuovo è sempre stato firmato a pochi mesi del temine finale della sua vigenza). C’è da attendersi che i sindacati acconsentiranno all’eliminazione retroattiva di più anni di differenze retributive, come quest'anno è avvenuto per il solo 2006.
In sintesi, si tratta proprio di una grande vittoria dei pubblici dipendenti. Con buona pace di tutti quelli che nel settore pubblico lavorano sul serio e sono additati e trattati alla stregua di nullafacenti. Proprio bello lavorare nel pubblico impiego: mansioni da laureati e stipendi da operai, quando con la disinformazione che i giornali stanno facendo su questo rinnovo contrattuale, sembra quasi che i sindacati abbiano riportato una vittoria epocale. In realtà si sono smutandati con un Governo che, nei confronti dei lavoratori dipendenti, forse è riuscito a fare anche peggio del precedente.
Un bel primato, non c’è che dire.

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08 marzo 2007

Il mio mantra pomeridiano

Tutti abbiamo una collega folle, nessun ufficio è escluso da tale inevitabile legge cosmica. Non so io cosa ho fatto nella mia vita precedente per meritare questo, ma devo avere sicuramente commesso qualcosa di terribile.
La folle si sta per sposare e questa è la cronaca di un quarto d'ora di uno dei tremendi pomeriggi che mi tocca sopportare attualmente.

Telefonate in continuazione con il fidanzato (tale Mauro) e mamma/sorella/amiche varie.
Controlla sui siti internet in tempo reale l'aggiornamento della lista nozze.
Riporto alcuni stralci di conversazione.

(h. 17.10)
Hanno appena preso le pentole Lagostina e il set di mestoli con lo sbucciapatate alla lista Euromarket!

...anche le sei tazzine da tè!


...e pure la zuccheriera e lattiera dell'Alessi.

Penso che ogni 15 minuti ci siano sue telefonate per aggiornare moroso/mamma/non-so-chi sull'andamento degli acquisti per il matrimonio da parte degli sventurati che sono invitati.
Dopo la telefonata di aggiornamento col negozio.
Col quale comunque è collegata via internet per controllare minuto per minuto chi-sta-comprando-cosa per lei.

Non ne posso più.

Questa volta è appena toccato a Mauro, che ha appena obbligato a chiamare non so chi.
Mauromauromauro, aspetta [finge di parlare in silenzio ma ovviamente è udibilissima]
Per favore chiama tu daidaidaidaidai tipregotipregotiprego
tipregotipregotiprego tipregotipregotiprego

...tredici quattordici quindici sedici diciassette diciotto...

Non so cosa stia contando ma è impegnata a sgranare un udibilissimo rosario di cifre, intervallato da

AH - UH - E ME NE MANCANO ANCORA - PORCA PUTTANA - SONO BEN DI PIU' - EH - OH - IH - SI', QUESTO... - HIHIHIHI HO SBAGLIATO I CONTI - SIIIIIIIIIIIII...

Un folle soliloquio.

Se domani non mi vedete sui giornali come suo assassino avviate pure le pratiche per la mia canonizzazione.

...volevo dirti che in ufficio da me siamo in 47... [pregustando i soldi di quei poveri deficienti che le faranno un regalo per il suo fottutissimo matrimonio col quale sta sfracellando i maroni a TUTTI]

entra ed esce 2000 volte dalla stanza, digita calcoli sulla calcolatrice contabile (quella rumorosa, ovviamente, con il foglietto tipo scontrino che viene fuori).

...Voglio dire, ma scusa, 168 euro cosa gli costava prendere qualche altra cosa per fare cifra tonda.

...Mi sa che alla fine la lavatrice non me la regala nessuno e mi regalano tutti il TV al plasma.

...e via così.

Io cerco di resistere.

Ripeto mentalmente, cercando di soffocare gli istinti omicidi: Il Signore è il mio pastore.
Il Signore è il mio pastore.
Il Signore è il mio pastore.
Il Signore è il mio pastore...

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08 febbraio 2007

Ascolti Big Brother

Un post, il primo dell'anno - l'otto di febbraio! - per annunciare che, nonostante il periodo decisamente pieno di impegni che non mi lascia molto per dedicarmi alle mie passioni, sono riuscito da ieri sera ad aggiungere al blog una nuova, succosa feature: la playlist dei miei ultimi ascolti (inclusi quelli fatti su iPod, se avrò l'accortezza di scaricare i dati relativi sul pc come si deve, cosa che finora è avvenuta solo una volta).
Una bella figata, non c'è che dire. Se ne sentiva proprio il bisogno.

Ringraziamenti vivissimi a Capobranco, che ha avuto
anche l'idea di utilizzare il servizio offerto dal sito Last.fm per creare "RadioPattiniNews", un broadcast formato dai gusti musicali e dalle preferenze dei pattinatori iscritti.
In bocca al lupo al nuovo network dei rotellisti!

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