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mauro paternò?!

27 maggio 2008

Stronza Italia

Ho preso il giornale di recente e sembrava di leggere un libro di fantascienza malriuscito. Analizziamo i primi provvedimenti e proclami della maggioranza e vediamo un po’ cosa bolle in pentola.
Discariche trasformate in siti di interesse strategico e militare, arresto per chi manifesta contro le stesse e fino a 5 anni di galera per i promotori di tali manifestazioni. Manifestare il proprio pensiero non è più un diritto, a quanto pare.
Si torna al nucleare e non importa che in Europa si siano prese altre direzioni, che si cerchino dappertutto energie alternative, che ancora non si siano trovati i siti per smaltire le scorie delle prime centrali nucleari italiane bloccate trent’anni fa dal referendum: il nucleare si farà, è definitivo. Un tripudio di decisionismo, un azionismo esasperato ma non fondato su studi né su progetti ponderati né sulla conoscenza reale di ciò di cui si parla, bensì sulla sola ricerca del sensazionalismo mediatico, alla faccia del confronto democratico e della necessaria condivisione di scelte così importanti (e pericolose). Sarebbe il caso di fare un altro referendum, almeno per vedere che cosa ne pensano oggi gli italiani, no? L'idea non sfiora nemmeno chi ci governa. A parte il fatto che, col lavaggio del cervello televisivo in atto, potrebbe anche registrarsi un verdetto favorevole... i mezzi a disposizione di chi governa per conficcare idee prefabbricate in testa alla gente sono infiniti (e li stanno già utilizzando tutti).
Pugno di ferro per i clandestini: essere immigrati clandestini sarà reato. È proprio il Partito della Libertà. Con buona pace del sovraffollamento delle carceri e del conseguente ulteriore intasamento dei tribunali che inevitabilmente si verificherà. Chi non avrà i documenti di identificazione potrà essere trattenuto per gli accertamenti del caso fino a 18 mesi... un anno e mezzo. Non vorrei proprio essere un giudice della Corte Costituzionale, prevedo nei prossimi anni un superlavoro da quelle parti.
Il nuovo sindaco dell’Urbe si è già distinto per le idee lanciate nella prima seduta del Consiglio (finita anzitempo per non far parlare l’opposizione): manco a dirlo, la priorità è invitare il Papa a parlare in consiglio comunale per “riparare all’offesa fatta dagli studenti della Sapienza”, rei di essersi chiesti che cosa c’entri il Papa col sapere. Come dar loro torto? Da Paese laico (sulla carta, ché l’Italia non lo è mai stata davvero) ci avviciniamo a grandi passi verso una forma di Stato apertamente confessionale. Un bel passo avanti, non c’è che dire. Altra idea del neosindaco di Roma è quella di intitolare strade ai politici che hanno fatto la storia dell’Italia: Craxi, Fanfani, Almirante... Accidenti. Il revisionismo inizia dalle piccole cose, non si può dire che questi qua stiano perdendo tempo.
Non perdono tempo nemmeno con le altre priorità “nazionali” (si fa per dire, ovviamente): salvare Rete 4 dall’esecuzione delle sentenze favorevoli alla disgraziata rete televisiva Europa 7, rete che non vedrà mai la luce, perché ha la sfortuna di doversi scontrare con il solito conflitto di interessi. Oggi la mossa non è riuscita per un errore della maggioranza, ma è solo questione di tempo.
Mancanza di confronto democratico sui temi fondamentali, provvedimenti a favore delle proprietà di certuni (sempre il solito personaggio), restrizioni ingiustificate delle libertà fondamentali, arroganza, cialtroneria, pressappochismo... Ce n’è per tutti i gusti, insomma. Il “nuovo” che avanza.

Un film già visto, in verità, ma con in più un sapore amaro: l’ultimo risultato elettorale è recentissimo e a circa soli due anni dal funesto Governo Più Lungo Della Storia Della Repubblica. Insomma, si sapeva a cosa saremmo andati incontro, non si può credere che la gente già non se ne ricordasse più.
Davvero gli italiani volevano questo, in cambio dell’eliminazione dell’ICI? Ma che razza di Paese è questo?

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