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mauro paternò?!

09 dicembre 2010

Sciopero, giustizia e danni irreparabili secondo il Pdl

Domani avrebbe dovuto aver luogo lo sciopero generale del trasporto pubblico... Ma non ci sarà, questo perché l'attuale Ministro dei Trasporti, tale Altero Matteoli, ha precettato i lavoratori rinviandolo a data da destinarsi perché “il provvedimento si è reso necessario ed urgente allo scopo di evitare un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di libera circolazione costituzionalmente garantito". Lo dice testualmente questo Matteoli in una nota in cui comunica il differimento dello sciopero, proclamato da Filt-Cgil, Fit-Cisl, UilTrasporti, Ugl Trasporti, Orsa, Faisa e Fast-Confsal (praticamente tutti i sindacati maggiormente rappresentativi).

A parte i sindacati, che hanno ovviamente protestato, ciò che mi colpisce è che nessuna voce si sia levata in difesa dello sciopero, contro un atto che comprime indebitamente tale fondamentale diritto, l'unico il cui esercizio può permettere ai lavoratori di far valere le proprie legittime rivendicazioni.

È ovvio che l'esercizio del diritto di sciopero nel settore dei trasporti comporta dei disagi alla circolazione pubblica, nessuno si è mai sognato di sostenere il contrario. Ma dire ciò che dice l'ineffabile Matteoli equivale a sostenere che l'esercizio del diritto di respirare comporta un pregiudizio grave ed irreparabile al diritto di non avere l'aria inquinata dall'anidride carbonica espirata.

Che razza di discorso è? La Costituzione afferma all'articolo 16 il diritto alla circolazione dei cittadini, che non può essere limitato per ragioni politiche. La norma della Costituzione repubblicana vuole evitare, dopo il regime fascista, che si possano disporre misure limitative della libertà personale, come ad esempio il confino, utilizzato per neutralizzare gli oppositori politici. Ma cosa c'entra questo con il diritto di sciopero?

E pure se c'entrasse qualcosa, è normale che ogni sciopero comporti dei disagi, ed è altrettanto evidente che esiste una gerarchia tra i diritti costituzionalmente garantiti, che pertanto permette che un diritto ceda di fronte all'esercizio di un altro. Nessuno si è mai sognato di mettere in dubbio verità così lapalissiane, a parte questo mirabolante ministro. Lo sciopero, oltretutto, può comprimere altri diritti, ma solo per un periodo di tempo molto limitato. Quindi, dov'è il pregiudizio grave ed irreparabile? Cosa avrebbe questo sciopero di differente dagli altri scioperi che in passato hanno normalmente avuto luogo senza che alcun ministro sia intervenuto a bloccare illegittimamente l'uso, da parte dei lavoratori, dell'unico strumento che possa loro permettere di far sentire la propria voce? Naturalmente niente.

È evidente che sono tutte quante fesserie, accampate solo per fare l'unica cosa che questo Governo sa fare: frustrare in ogni occasione le legittime rivendicazioni dei lavoratori, con buona pace dei grassatori e delinquenti, indultati fin troppo generosamente per salvare il solito mandante. I criminali indultati e gli evasori fiscali condonati, quelli sì che non hanno danneggiato nessuno, a parte la società civile e lo Stato.

Questo è il concetto di giustizia e progresso sociale di questa gente.

08 dicembre 2010

30 anni fa


29 luglio 2010

Ubuntu Lucid Point Release 10.04.1 delay

A quanto pare, rispetto all'originaria data del 29/07/2010, la versione stabile dell'ultima LTS di Ubuntu (Lucid) sarà rilasciata con un ritardo di tre settimane rispetto alla roadmap stabilita in precedenza, il 12/08/2010.
Questo quanto risulta da una
email di Robbie Williamson, dello staff di Ubuntu, trovata su Launchpad.
Stavo aspettando la Point Release e il ritardo un po' mi secca (sul desktop di casa ho ancora la precedente LTS, non essendomi arrischiato ad installare la 10.04 originale) ma che si prendano pure tutto il tempo che gli serve, basta che la release sia
stabile.

Aggiornamento del 13/07/2010: la data del rilascio è ulteriormente slittata al 17/08/2010! Cliccando su questo link maggiori dettagli.

12 luglio 2010

"La politica del cucù"

La bestemmia sceglietela voi.

22 giugno 2010

Il Fatto Quotidiano

Oggi “esce” online Il Fatto Quotidiano, che, dal blog L’Antefatto assume finalmente la forma di vero e proprio giornale online, al pari di La Repubblica, Il Corriere e altri giornali.

O meglio, dovrei scrivere “dovrebbe uscire”, visto che se si tenta di accedere, il messaggio che si vede è questo:


Sono cose che danno soddisfazione.

16 giugno 2010

Ci vuole coraggio

...a chiamare tagli agli "SPRECHI" il mancato aumento delle retribuzioni dei dipendenti pubblici. Nemmeno l'adeguamento all'inflazione del C.C.N.L. ampiamente scaduto.
Un altro grandioso risultato di questo governo: impoverire una bella fetta di famiglie italiane.
Ovviamente la manovra è definita "equa" dal governo.
Come no.

01 giugno 2010

appello ai lavoratori pubblici ed ai cittadini

[Il testo che segue è un copia-incolla da un comunicato stampa della CGIL]

sono un dipendente pubblico, non sono un manager pubblico, non sono corrotto, nessuno mi ha pagato la casa a mia insaputa, guadagno mediamente 1200,00 euro al mese, svolgo il mio lavoro con le scarse risorse che lo Stato mi affida, cerco di far fronte alle mille problematiche che i cittadini sono costretti ad affrontare quotidianamente e di risolvere i loro problemi, applico le regole dello Stato per garantire a tutti le stesse possibilità anche se il Governo di questo Stato è insofferente alle regole, garantisco, o almeno ci provo, servizi e diritti.

Sono un cittadino italiano

Eppure per il Governo Berlusconi io non sono tale. Questo Governo mi dice che con la manovra economica non metterà le mani nelle tasche degli italiani ed invece a me le ha già messe togliendomi nel 2008 il 20% del mio salario accessorio che era già nelle mie tasche ed oggi mi blocca i rinnovi contrattuali per i prossimi quattro anni a partire da quello in corso, che significa con l’inflazione che sale che il mio salario perderà potere d’acquisto.

Io non ho provocato la crisi. Eppure a me che ho già dato il Governo chiede un atto di responsabilità perché io non rischio il posto di lavoro come i lavoratori privati però il Governo non dice che nel lavoro pubblico si perderanno con questa manovra 45 mila posti di lavoro, lavoratori a tempo determinato ed interinali, che insieme a noi hanno fino ad oggi permesso agli uffici pubblici di funzionare e che non ci sarà alcun rinnovo generazionale perché bloccano il turn over e tagliano ancora gli organici delle Pubbliche Amministrazioni impedendo qualsiasi tipo di assunzioni.

E se fossi vicino alla pensione rischio di vedere allungato il mio rimanente percorso lavorativo e se invece mi permetteranno di uscire dal lavoro mi dilazioneranno in tre rate il mio TFR, il mio denaro che ho messo via nel corso degli anni, e se fossi una donna dal prossimo anno sarò costretta ad andare in pensione a 62 anni e dal 2016 a 65.

PER TUTTO QUESTO IL 12 GIUGNO A ROMA ALLA MANIFESTAZIONE INDETTA DALLA CGIL DI TUTTO IL LAVORO PUBBLICO E POI ALLO SCIOPERO GENERALE

IO CI SARO’

31 maggio 2010

Il fascino incomprensibile della cialtroneria

Credo che dopo puttanopoli, i massaggi di Bertolaso, le foto di Topolanek col cazzo in tiro a Villa Certosa, Tarantini, le porcate di Vespa e Minzolini degne del giornalismo di stato ai tempi dell'U.R.S.S., dopo le bugie sulla tenuta dei conti pubblici italiani, solidissimi a parole fino alla manovra da 25 miliardi di euro (manovra che,come sempre, pesca dove si è sempre pescato lasciando intatti i patrimoni degli evasori), dopo gli inesistenti tagli agli sprechi della classe politica, dopo la legge che mette la mordacchia all'informazione, degna dei peggiori regimi dittatoriali sudamericani, dopo tutto questo e molto di più, apparirà evidente anche al più stolto degli italiani che il governo Berlusconi è un'accozzaglia di cialtroni, servi dell'unico padrone, privi di senso di responsabilità e dello stato.
Nonostante questo,sono certo che gli italiani lo rivoteranno fino alla morte, perché gli italiani vogliono essere dominati, non rispettati.

04 maggio 2010

"Abbiamo perso un ministro capace..."

...non ha detto di cosa è capace, ma un'idea ce la siamo fatta.

Speriamo non lo facciano ministro per la terza volta.

Da noi, tutto è possibile.

03 maggio 2010

Guess who's a biker?





11 marzo 2010

Il fine umorismo di ortograffia

Oggi, in ufficio, si parlava con un collega dell'imminente ascesa della Lega alle prossime elezioni regionali.
Io, scherzando, mi lamentavo del fatto che, col cognome che porto, mi toccherà certamente tornarmene in meridione.

Collega: "Non credere che sia così, in fin dei conti Bossi ha una moglie meridionale."

Io: "Ma che c'entra, l'ha sposata perché gli piace fottere i terroni."

(Applausi e risate scroscianti dei colleghi presenti)

24 febbraio 2010

Il Messia è sempre assolto

Da qualche giorno, causa frane e smottamenti vari, chi aveva fatto finta di dimettersi, rinunciando al proprio incarico, ha preso l'occasione al volo e si fa vedere sempre sul luogo del disastro. Giubbino blu della Protezione Civile, a volte il caschetto che fa tanto capocantiere, compare generalmente al capezzale di signore disperate, in lacrime, che gli raccontano di aver perso la casa, averi, tutto quanto. Egli le ascolta, con lo sguardo compassionevole, lo sguardo pensoso, già volto alla ricostruzione, che è il suo mestiere. Se a volte non rispetta la legge bisogna sorvolare, ché quelli come lui stanno al mondo solo per dare risposte immediate - all'emergenza, si intende, non agli imprenditori mezzani, per carità.

"Sono qui per questo", risponde con tono pacato, un po' confessore, un po' guaritore, uno sciamano con elmetto e cazzuola. E io che pensavo fosse giunto di corsa perché avevano aperto un nuovo centro sportivo con sala "massaggi", dei quali, a quanto pare, non riesce a fare a meno.
Comunque sia, l'ordine diramato alle televisioni dal Grande Comunicatore per proteggere l'immagine del suo pupillo deve essere lo stesso di sempre: bagni di folla adorante - per necessità e disperazione - che legittima il Messia. Il popolo, sempre il popolo a legittimare col suo favore ogni porcheria, a conferire la speciale patente di impunità, tanto ambita da chi ha la coscienza sporca. "È stato incastrato" è la litania scelta per fondare l'assoluzione popolare.
L'unica cosa che gli si sarà incastrata è la lampo dei pantaloni.

19 febbraio 2010

Le piccole differenze


Pulp Fiction, dialogo fra John Travolta e Samuel Jackson sulle piccole differenze che intercorrono tra Stati Uniti ed Europa: la citazione del titolo del post è presa da là.
Oggi a Roma verso l'una e un quarto mi avvicino alla scalinata della
metropolitana perché devo raggiungere una persona. Mi sono dimenticato dello sciopero del trasporto pubblico locale, però. Devo aspettare almeno tre quarti d'ora fino alla fine dello sciopero, ma poi non mi troverò più con i tempi. Appuntamento saltato. Faccio spallucce e chiamo la persona per annullare l'impegno... ci siamo abituati, che vuoi che sia... accettiamo questi contrattempi con fatalismo, come un male necessario. Anche perché se non scioperano, come fanno i lavoratori a farsi alzare lo stipendio in questa Italia del 2010?
Mi avvicinano tre ragazzi giapponesi, turisti, chiedendomi informazioni sul perché la metropolitana abbia i cancelli chiusi. Spiego che i trasporti locali oggi sono "on strike" e che quindi c'è da aspettare. Non capiscono. All'inizio diffido del mio inglese, poi della loro capacità di comprendonio, ma dopo un po' capisco: non conoscono il concetto di sciopero! Mi è venuto in mente che l'altro anno il ministro dei trasporti giapponese si è scusato perché per l'anno precedente tutti i treni di tutto il Giappone avevano realizzato un ritardo di tre minuti! Da noi, sarebbe l'eden.
Mi chiedono con quale frequenza ci siano gli scioperi qui da noi e quando io rispondo, emettono un verso tipo "TZOH!" che deve significare qualcosa tipo "seeee..." o "minchia!".
Su richiesta, spiego che succede in tutti i settori, per legittime rivendicazioni salariali, peraltro.

"TZOH!"

Spiego che, inoltre, da noi i treni sono sempre in ritardo e nessuno si è mai sognato di chiedere scusa per i disservizi.

"TZOH!"

Che c'entra col titolo? The little differences.
...appunto.

17 febbraio 2010

N4no profeta in patria



A quanto pare, la corsa dell'attuale ministro della funzione pubblica alla poltrona (pardon, carega) di sindaco di Venezia non è ben vista da tutti i veneziani, se si continuano a registrare segnali di dissenso riportati sui manifesti coi quali il nostro ha subissato la città. A quanto pare i veneziani, storicamente piuttosto esigenti coi propri primi cittadini, non hanno apprezzato che il nostro abbia dichiarato che, in caso di vittoria, non lascerebbe il ministero, esercitando contemporaneamente ambedue le funzioni.
Il concetto è questo, ma l'anonimo graffitaro della seconda foto lo ha espresso con ragguardevole ed efficace capacità di sintesi.
Vedere per credere.


09 febbraio 2010

Campagna elettorale a Venezia

C'è un personaggio che sta facendo di tutto per essere eletto sindaco di Venezia, non contento dei danni causati alla Funzione Pubblica in poco più di un anno.
Tuttavia, l'ometto non demorde e affitta una serie di spazi pubblicitari - tutti appartenenti alla medesima tipologia - occupandoli con la propria foto (una che non rende giustizia dell'orrore che solitamente si prova alla sua apparizione).

A prescindere dalle plurime operazioni di maquillage operate dai cittadini veneziani ai suddetti manifesti (epiteti ingiuriosi, aggiunta di trucco femminile o da burattino: basta guardare agli approdi dell'A.C.T.V.), una cosa è certa: mai collocazione fu più azzeccata.


(Per i meno svegli: trattasi del tipo di cestino per le immondizie utilizzato a Venezia)