Ultimi ascolti...

mauro paternò?!

29 dicembre 2006

Largo ai giovani

Guardando le ultime notizie, ci si rende conto che la nostra classe politica è sempre più spesso in ospedale. Ultimamente c’è stata un’ecatombe politica sul fronte salute. Berlusconi qualche giorno fa si è accasciato di fronte ai suoi e dopo pochi giorni è volato in America a farsi mettere un bypass (stranamente non si fida dei progressi compiuti dal Servizio Sanitario Nazionale dopo 5 anni di suo governo e si fa operare all’estero, lui che può). Ma i guai sul fronte della salute, a causa dell’età avanzata della nostra classe politica, sono, come va di moda dire oggi, assolutamente bipartisan o, come si diceva qualche tempo fa, trasversali. Infatti, è di oggi la notizia che Giuliano Amato, responsabile del Viminale, si è sottoposto ad un intervento di angioplastica coronarica, mentre sul fronte bertinottiano si registra l’asportazione della prostata. L'ex operaio adesso è operato. Si sospetta che anche Fini si sia sottoposto a qualche tipo di accertamento medico, ma lui si è affrettato immediatamente a smentire e a querelare per "diffamazione" (sic!).
Le disavventure testé riportate evidenziano inevitabilmente un dato sconfortante: l’Italia è sempre più una gerontocrazia, una nazione in mano a gente in età sempre più avanzata, da un lato soggetta ai problemi tipici della vecchiaia – infatti alcuni danno inequivocabili segnali di problemi neurologici – dall’altro poco sensibile ai problemi delle nuove generazioni. Ovvio che tendano a tagliare le pensioni: loro ci sono già! Anzi, non è esatto: loro non sono ancora andati in pensione e non ci andranno mai, fino alla fine dei loro giorni resteranno bene assestati sulle posizioni di potere a godere dei privilegi di chi comanda, parassitando sui giovani.
Sembrano esagerazioni? Vogliamo parlare della crescente precarizzazione del lavoro? È naturale che i politici se ne freghino del lavoro temporaneo e lascino sempre più mano libera ai datori di lavoro: tanto, si tratta di un problema dei soli giovani, i vecchi sono sempre saldi al comando, mentre i più giovani annaspano sottopagati, costretti a farsi il mazzo per la concessione dell’agognata conferma, li rinnovo del contratto di lavoro per un altro anno, o per altri sei mesi, e via prorogando, rosicchiando brevi rinvii a garanzia della propria sussistenza... E la tendenza a sfruttare il lavoro precario non è più appannaggio delle sole aziende, anche la Pubblica Amministrazione non mette più a concorso posizioni a tempo indeterminato, ma soltanto quelle a tempo determinato. Anche i contratti di formazione e lavoro, a tempo determinato ma finalizzati alla stabilizzazione del rapporto di lavoro, sono prorogati di anno in anno con provvedimenti legislativi, dato che la Pubblica Amministrazione tende a rinviarne la conversione il più possibile. Esempio: l’ultima finanziaria, all’articolo 1, comma 528 (solo?), prevede che, in attesa delle procedure di conversione dei contratti di formazione e lavoro già prorogati al 31/12/2006 e di quelli in essere alla data del 31/09/2006, i contratti medesimi siano prorogati al 31/12/2007. Per inciso, il contratto di formazione e lavoro dovrebbe durare al massimo due anni, ma conosco gente il cui contratto di formazione era già stato prorogato l’anno passato, e che adesso è già alla seconda proroga, disposta con la finanziaria il 21/12/2006, a soli 10 giorni dalla scadenza della proroga precedente. È bello lavorare così, con delle salde certezze sul proprio futuro... Tanto ai vecchi babbioni che ci comandano non frega nulla, non è mica un problema loro.
Ma non dobbiamo disperare, all’attuale generazione che si trova intorno alla trentina non serve altro che aspettare, tenendo duro in condizioni precarie, fino alla terza età. Solo allora giungeremo nelle stanze dei bottoni, ai posti di comando, un battaglione di vecchi con l’Alzheimer, cateterizzati o con pannoloni per incontinenti, in sedie a rotelle o minuti di flebo, tutti accomunati dagli onnipresenti acciacchi e dalla fame, a lungo insoddisfatta, di potere. Allora prenderemo le redini e saremo incattiviti e senza pietà.
Nei confronti dei giovani, ovviamente.

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14 dicembre 2006

Ci risiamo coi capricci

Stavolta tocca ad Alfonso Lopez Trujillo, il Presidente del Consiglio Vaticano per la famiglia, mica un cardinale qualunque, dire che gli omosessuali che sentono la necessità di una forma di riconoscimento legale alle proprie unioni non hanno un'esigenza legittima, bensì un "capriccio", quasi fossero dei bambini riottosi che non vogliono andare a letto quando giungono le nove di sera. "Non fare i capricci", diceva la mamma...
Proprio l'equivalente con tunica di genitori rompicoglioni, questi prelati paternalisti, che obdurano nella negazione di diritti legittimi, insistendo nel tacitare chi non la pensa come loro e nel cercare di precludere a tutti la possibilità di scegliere e di decidere per sé.
Proprio come fanno i genitori con i figli minori, ancora legalmente incapaci di intendere e di volere.
Indigna ancora di più questa notizia, perché il modo di liquidare, minimizzandola a capriccio, una urgenza generalmente sentita in una fetta consistente della cittadinanza, è identico a quello utilizzato poco tempo fa dall'ex Presidente del Senato, quello della Legislatura Più Lunga Della Storia Della Repubblica (nonché la più triste) che avrebbe dovuto essere figura imparziale e garante di tutti i cittadini...
Un flashback agghiacciante.

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13 dicembre 2006

Stylissimo!

Il servizio fornito da Blogger è stato recentemente rinnovato ed è attualmente disponibile in versione beta. Naturalmente è stata fornita la possibilità ai vecchi utenti come il sottoscritto di passare alla nuova versione, più ricca di funzionalità e più facilmente personalizzabile, anche senza conoscere bene il codice html.
Inutile dire che mi sono fiondato subito a cambiare servizio e, forte dell'esempio del mago, ne ho approfittato anche io per modificare il modello utilizzato per il blog.
Un intervento di chirurgia estetica come tanti altri: elimina alcune imperfezioni (sono sparite le chicche che avevo linkato in sidebar, non so se le rimetterò) altre le lascia invariate (il banner di Sloganizer è una cosa stupidissima ma mi piace troppo per toglierlo) ma non incide sul contenuto, che rimane assolutamente invariato.
Potranno esserci altri cambiamenti più leggeri nei colori di sfondo, o altre fesserie... ma la sostanza del blog resta la stessa.
Alla fine si tratta della solita discarica.

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12 dicembre 2006

Il mistero dello sgabuzzino scomparso

Questo blog sta seriamente rischiando di diventare una raccolta di sfoghi relativi agli insuccessi della mia ricerca immobiliare. Ma, in fin dei conti, ultimamente la mia esistenza è dominata da questa ricerca, per cui la cosa non è così preoccupante.
Bene, ecco, dopo lunga latitanza, un nuovo post, che potrebbe agganciarsi, per l'argomento trattato, al precedente post sul cialtrone di successo. Ecco i fatti.
Giungo presso un'agenzia immobiliare per recarmi, insieme ad alcuni dei responsabili della filiale, a visitare un immobile di nuova costruzione. Avevo avuto già un'esperienza non incoraggiante con questa agenzia, ma non si sa mai, chissà, penso... lo sterco non è anche un ottimo concime?
Esce il titolare: impressione pessima.
Capello mediamente lunghetto e riccio, per giunta unticcio di gel, Belstaff e abbronzatura tropicale d'ordinanza. Niente da dire, si tratta proprio di un agente immobiliare. Il primo pensiero è che da questo tizio non comprerei nemmeno un etto di mortadella, figuriamoci una casa. La prima impressione, purtroppo, è presto confermata nella sua fondatezza.
Il lampadato ci porta a visitare un immobile del tutto fuori budget (sottolineo che gli ho lasciato una scheda compilata in ogni sua parte e il mio budget massimo è stato da me correttamente indicato). Per di più, scopro di essere stato segnalato al costruttore come possibile acquirente di un immobile del tutto differente dalla tipologia da me richiesta. In altre parole: capisco di avere appena gettato via un pomeriggio di lavoro per avere dato retta ad un idiota.
Come se non bastasse, la moglie del costruttore (lui non c'è ma ci ha mandato la sua vaiassa sui 45 anni che avrà addosso almeno 6.000 euro in vestiti) ci fa vedere l'unico degli appartamenti ancora disponibili nel condominio in costruzione che visitiamo... il soggiorno-cottura è insolitamente ampio, ci sono due camere, due bagni e manca il ripostiglio. Come mai? Ovvio... un rapido esame dell'immobile rivela le dimensioni davvero limitate di uno dei due bagni (che è anche cieco). Un dubbio mi assale e un esame della planimetria conferma il mio sospetto: il secondo bagno misura solo 3,60 metri quadri di superficie, perché in realtà è accatastato come ripostiglio!
Pazzesco... ecco perché in tutte le case di nuova costruzione ci sono due bagni e non c'è mai il ripostiglio. Lo travestono da bagno - che viene fuori, quindi, microscopico e senza finestre, così puoi goderti gli aromi persistenti - per fare alzare il prezzo!
Fortunatamente ho già fissato altri tre appuntamenti con altrettante agenzie per visitare altre case nel corso dello stesso pomeriggio, ma mi girano le scatole a mille lo stesso: questi se ne fregano delle tue esigenze e, pur sapendo che arrivi da un'altra città, ti fanno vedere cose fuori portata e ti fanno sentire pure un pezzente se non acconsenti a sganciargli su due piedi una fesseria come 40.000 euro in più ("Nel caso vi piaccia, sareste mica disposti a salire col budget, magari?").
Io, mia morosa e la vaiassa siamo visibilmente contrariati, quest'ultima solo perché si è disturbata a venire fin qui, a sporcarsi le zampacce di fango, per due pezzenti che non hanno soldi da buttare. Il titolare dell'agenzia getta eroicamente la croce addosso al proprio collaboratore. Poi l'unticcio mi prende in disparte e mi fa scivolare in mano di nascosto un biglietto da visita, sussurrandomi nell'orecchio in tono vagamente allusivo, quasi mi sembra che mi stia corteggiando: "Ho un'altra filiale, la gestione è diversa perché me ne occupo direttamente io, è meglio che ci sentiamo noi due, ho altre occasioni...". A questo punto sono davvero incazzato: se sei così bravo nel tuo lavoro, che ce lo hai messo a fare un collaboratore imbecille in una filiale che porta comunque il tuo nome, genio, per gioco? Questi sono dei cialtroni pazzeschi!
Se resto ancora un secondo, scoppio.
Parto di volata verso la mia macchina senza dire una parola a nessuno, senza voltarmi, incrocio per un attimo lo sguardo della mia ragazza che ha capito subito l'aria che tira e mi raggiunge immediatamente.
Mi fiondo in macchina, metto in moto, faccio salire la mia ragazza e, mentre il collaboratore idiota che ci ha raggiunto mi batte sul finestrino con un sorriso ebete facendomi un cenno con la mano tipo cornetta del telefono ("ci sentiamo?") parto a tutta birra, piantandoli tutti in blocco.
L'unico rammarico è che non riesco ad imbrattare nessuno col fango di cui straripa il cantiere. Sarà per un'altra volta...

... infatti temo che non mancheranno nuove occasioni di farlo con altri geni del mercato dell'intermediazione immobiliare.

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31 ottobre 2006

Life in outer space

Ultimamente proprio non ho avuto tempo per dedicarmi al blog, nemmeno per aggiornarlo con qualche notizia fugace... almeno avrei potuto raccontare la mia partecipazione alla Strapadova Viva (in pattini, of course!) in barba al veto opposto dai vertici della Polizia Municipale alla partecipazione dei rotellisti... eventi che hanno fruttato a me e agli amici skaters la pubblicazione di una foto (addirittura!) su un quotidiano locale – di quelli scrausi gratuiti, però.
Ma non è soltanto colpa della mia proverbiale pigrizia. Un’assenza tanto prolungata dalla mia discarica personale non potrebbe avere solo questa causa, ma non va nemmeno ricercata in motivazioni profonde, come ad esempio crisi di identità, sentimentali... nulla di tutto ciò.
O meglio, potrebbe essere sì una crisi personale, visto che l’unica causa della mia inattività è l’avere intrapreso la ricerca di un’abitazione da acquistare. Un buco nero all’interno del quale la mia vita è stata quasi interamente risucchiata da più di un mese. E non vedo spiragli all’orizzonte.
Non avevo mai passato un periodo peggiore nella mia esistenza: trascorro il mio tempo fuori dal lavoro telefonando a persone senza scrupoli per fissare appuntamenti in ogni mio momento libero allo scopo di visitare immobili – naturalmente sto cercando casa in un comune diverso da quello di attuale residenza e ben distante da questo, con tutti i problemi logistici conseguenti, in primis perdere un sacco di tempo in macchina per i necessari spostamenti. Buona parte dei mediatori immobiliari che ho incontrato, poi, erano tra le persone più spregevoli, forse anche peggio di alcuni venditori di automobili disonesti. Come questi ultimi, insistono nel presentare appartamenti improponibili (per le dimensioni lillipuziane, per la pessima organizzazione degli ambienti, per la loro esposizione, per i quartieri depressi/malfamati in cui sono situati) come delle regge principesche, negando l’evidenza come e quasi meglio degli avvocati. Ho incontrato avvoltoi della peggiore specie, che di fronte ad un cubicolo ricavato in una vecchia torre campanaria che cade a pezzi sarebbero capaci di dire che non è un buco piccolo, squallido e invivibile, ma che ci troviamo di fronte ad un “accogliente attico con vista panoramica in signorile contesto, spese condominiali zero, in posizione invidiabile”.
Ne ho viste di tutti i colori, specialmente nel campo degli immobili di nuova costruzione. A parte che nei primi tempi cercavo a Mestre (Mestre! Cavolo, ma dovevo essermi rimbecillito!), cosa che meriterebbe un post a parte sulla situazione immobiliare e urbanistica di quel comune, quasi un caso a sé in Italia.
Ma facendo un discorso che prescinde da Mestre (magari ci tornerò in un secondo momento) gli immobili di nuova costruzione sono orripilanti, specialmente nella tendenza a ricavare spazio in tutti i modi, principalmente eliminando gli ambienti utili: sembra che il bagno sia diventato la stanza più importante della casa, in esso c’è sempre la massima cura per i dettagli e gli accessori. I sanitari, in particolare, ormai non poggiano più a terra ma sembrano levitare, sospesi nell’aere, in attesa di ricevere le nostre nobilissime deiezioni. Non manca mai pure la vasca per l’idromassaggio, come se l’essere umano medio trascorresse metà della propria esistenza chiuso in bagno.
Come non menzionare la piaga delle nuove costruzioni, il famigerato angolo cottura? Mentre il gabinetto, ormai, nelle menti dei progettisti (mi rifiuto di credere che siano architetti, però) riveste il ruolo di ambiente principale della casa (anche se non per lo spazio, dato che le sue dimensioni spesso sono minime), la cucina è relegata al gradino più basso delle dotazioni di un’abitazione. Perché realizzare una cucina abitabile, come nelle case in cui siamo cresciuti tutti, dato che al giorno d’oggi non si cucina più? Molto meglio fare un angolo cottura in salotto: lo spazio da dedicare in fase di progettazione alla cucina è risparmiato, basta piastrellare un angolo del soggiorno, fare gli attacchi dell’acqua e il gioco è fatto. E per te, o disgraziato che avrai la sfortuna di andarci a vivere, è ugualmente comodissimo: puoi controllare lo scongelamento del precotto nel forno a microonde mentre guardi la TV, comodamente sprofondato sul divano del salotto, a 2 metri di distanza dal microonde, il massimo della sciccheria. Magari, con un adeguato sistema di argani e paranchi, si può cucinare senza nemmeno alzarsi dal divano. Basta con questo inutile spreco di spazio rappresentato dalla cucina abitabile di una volta... Vuoi mettere, poi, la soddisfazione di farti un risotto e di continuare a godere dell’aroma persistente del soffritto in salotto, sul divano e sulle tende, per giorni e giorni? Questi piccoli piaceri della vita contemporanea non hanno prezzo. Carne e pesce alla griglia è meglio scordarseli, specie in inverno, stagione nella quale le finestre è meglio tenerle aperte il minor tempo possibile per non disperdere calore. E poi, via, si economizzano le energie con la cucina in soggiorno. Mettiamo che di sera, sonnecchiando davanti alla televisione, ci si svegli di botto con il dubbio amletico: “avrò chiuso il gas?”. Nelle case di nuova costruzione non ci si dovrà più alzare, mezzi intontiti dal sonno, per percorrere a piedi (follia!) quei dieci metri che ci separavano dalla cucina... no, basterà voltare la testa a destra (o a sinistra, dipende da dove sistemerete il divano) per vedere se il gas è aperto o chiuso. E poi riprendere a dormire, rassicurati. Sono progressi, indubbiamente.
Per non parlare dell’organizzazione degli spazi restanti... anche qui i geni della progettazione immobiliare si sono sbizzarriti nella ricerca delle soluzioni peggiori dal punto di vista del comfort offerto dall’appartamento. Il parquet è dappertutto, sia in soggiorno, sia nelle camere da letto, non manca mai, va bene, ma il ripostiglio è considerato dalla maggioranza dei progettisti inutile, quindi, semplicemente non c’è. Chiaro, perché la roba in più la metti sotto il letto, no? A questo servono i letti, meglio se soppalcati, giusto? Assolutamente vietato il futon, ovviamente, a meno di non rassegnarsi a gettare la roba per terra e ammucchiarla negli angoli. Razionalissimo, certo.
Parliamo delle restanti stanze, delle camere singole, delle matrimoniali e delle cucine (quando ci sono). La disposizione delle finestre, delle porte e delle porte-finestra è così errata che spesso nelle cucine non è possibile mettere un tavolo normale, altrimenti ne ostacolerebbe l’apertura. Idem dicasi per armadi capienti e cassettiere nelle camere da letto. Spesso di fronte al letto non c’è lo spazio per mettere nulla e lateralmente non si possono mettere mobili di fronte alla finestra, sull’altro lato c’è la porta che deve potersi aprire... risultato, resta una sola parete, da dividere tra armadio (piccolo) e cassettone (se avanza spazio). Per non parlare delle stanze singole, dove l’unico modo per avere un armadio è incassare il letto singolo in un armadio a ponte... per restare con una stanza in tutto simile ad una cuccetta ferroviaria.

Hanno voglia tutti, in tv, nelle riviste, nelle conferenze per addetti ai lavori, a riempirsi la bocca di bioedilizia, di ergonomia, degli innumerevoli comforts offerti dagli immobili residenziali contemporanei. Prima di parlare, vadano a farsi un giro nelle case di nuova costruzione che i mediatori immobiliari propongono ordinariamente a noi comuni mortali.
E pure a carissimo prezzo, per giunta.

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12 ottobre 2006

Per chi io valgo?

Spinto dalla curiosità di vedere se il servizio di valutazione economica dei blog di Technorati, dopo l'inserimento di un link ad un mio post nella home di libero e, poco dopo, in alcuni blog con un certo seguito, ha registrato delle variazioni, mi sono detto: rifacciamo il giochino, chissà che è successo. Il responso è stato sconvolgente...


My blog is worth $3,387.24.
How much is your blog worth?


Ma qualcosa non mi torna. Ok, può lusingare raggiungere un risultato del genere, ma la piccola soddisfazione è presto cancellata se mi pongo un semplice interrogativo...

Chi cavolo potrebbe mai voler comprare questo blog e a quale scopo?

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02 ottobre 2006

Young again

Matrimonio di una coppia di amici il 24 settembre scorso, un'occasione per incontrare molte persone che non vedo da tanto tempo, disperse qua e là per l'orbe terracqueo. È entusiasmante poterli rivedere tutti insieme per un evento felice.
Dopo la bella cerimonia ci spostiamo altrove per il ricevimento ed il pranzo. Location adeguata, megavilla nel vicentino con giardino e parco immensi.
Si comincia con un buffet, veramente buono e ricchissimo, poi si prosegue con un pranzo interminabile. Roba da turnarsi al bagno a vomitare per fare posto ad altro cibo. Anche il livello alcolico si mantiene altino, complici i vari vini pregiati che si alternano sulla nostra tavola. Si giunge così fino alle sette circa, quando finisce il pranzo e la parola magica diventa “open bar”. Abbiamo già bevuto di tutto, fra fase aperitivi e pranzo, ma è qui che si inizia a giocare pesante. Vari bicchieri di whisky, rigorosamente Irish, del whisky cola (che mi faccio quando mi accorgo che le mie condizioni psicofisiche degenerano rapidamente) un paio di Becks in bottiglia, tre lattine di birra di cui non ricordo il nome... e sono pronto per lo show. Anche i miei amici non si sono fatti pregare per sderenarsi con l’alcol, è già un po’ che si balla e buona parte degli invitati è andata o sul punto di andarsene. Ormai è giunto il momento in cui restano in pochi ma buoni, padroni della scena. Occupiamo la pista, coadiuvati dal deejay, preventivamente istruito (e successivamente tormentato) per darci quanto vogliamo. Alcuni elementi della scaletta: Pearl Jam, Bruce Springsteeen, The Prodigy, Red Hot Chili Peppers, Rage Against The Machine, Dee-Lite, The Who, Led Zeppelin, Madness, Meganoidi e altro ska vario...
All’ascolto delle prime note di One Step Beyond mollo le persone con cui sto parlando e mi scaravento in pista, trovandovi a ballare il Mozambo, già scamiciato, con gli occhiali da sole (!) devastato al punto giusto e coadiuvato da Zanna Bianca, il Bruxellese, The Polish Hoe, il Parigino e lo sposo stesso: siamo in tanti a scaraventarci l’uno contro l’altro, in preda allo sconvolgimento alcolico. Alcune ragazze in abito lungo che ballano in pista da prima, vista la mala parata, si spostano ai bordi della pista per poi sparire definitivamente dopo un paio di pezzi.
Passati i Subsonica e qualche pezzo interlocutorio, durante il quale si continua a cazzeggiare sulla pista consumando altre bevande, è la volta dei Prodigy: lo sposo apre la camicia e balla a torso nudo (cravatta ancora annodata al collo, però) e arremba un tavolino in mezzo alla pista, montandovi in equilibrio precario per poi saltare giù tipo Pete Townshend degli Who; Zanna, pure lui con gli occhiali da sole, ha perso una delle lenti e sembra una versione folle e alcolizzata di Capitan Harlock; il Mozambo irrompe scaraventando un paio di sedie in vimini in pista e poi di nuovo sull’erba, poco prima che si sloghi la caviglia. Non rinuncia solo per questo a cazzeggiare in pista, mentre gli si versa birra gelata sull’articolazione, quasi fosse un unguento lenitivo.
La situazione rapidamente degenera. (come, direte, più di così? Sì.). Dato che il livello alcolico è ormai giunto ben oltre i limiti, le scene sono tantissime.
Riporto alcuni flash (i ricordi a questo punto si fanno un po’ frammentari): ballo scatenato sul bel prato all’inglese, Zampa balla prima da solo in cima al pozzo mentre noi lo si prende a pallonate, poi andiamo in massa a ballare in cima alla gradinata/balcone posta all’ingresso della villa, mentre facciamo da bersaglio alle pallonate degli altri, qualcuno arriva e ci scaccia dicendo che rischiamo di danneggiare i vetri della villa; coreografie pazzesche in pista (quasi tutti ormai scalzi) su Give It Away dei Red Hot (pare che esista un video che documenta fedelmente quanto accaduto in questa fase); il deejay che prende il microfono in mano e si complimenta con lo sposo e gli invitati “perché è la prima volta che mi chiedono Paradise City ad un matrimonio”; salti e pogo bestiale su Bulls On Parade dei R.A.T.M... e via così.
La mia ragazza, che ha assistito attonita e divertita a tutto quanto è accaduto, ha in seguito detto che “sembrava di guardare un video musicale, hai presente, quelli un po’ demenziali...”.

Insomma, in qualche modo la macchina del tempo l’altra sera si è messa in funzione e, nonostante gli anni trascorsi, ha riportato ancora tutto com’era una decina d’anni fa.

Conclusione del racconto: torno a casa all’una, distrutto, sveglia alle sei del mattino come ogni giorno per andare in ufficio. Bruciori di stomaco, mal di testa e, appena mi alzo, un bel giramento di testa come le mattine di certe domeniche dei vecchi tempi. Punto la sveglia alle otto per telefonare in ufficio e avvertire che prendo un giorno di ferie e torno a dormire.
Per oggi il presente può aspettare.


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16 settembre 2006

Back To Save The Universe

Ancora una volta sono tornato a Gardaland, per una giornata di svago... tecnicamente è andata benissimo e l'avevo anche studiata bene, poco sole quindi poco caldo, puntatina infrasettimanale subito dopo la riapertura delle scuole e conseguentemente file prossime allo zero e macchinari quasi sempre liberi...
Ma la nota stonata c'è stata: alcuni bar, vista la scarsa affluenza, erano chiusi. Questo fattore, unito alla scarsa frequentazione e all'assenza del sole, quasi sempre coperto da quella bella cappa grigia che ci accompagnerà per tutto l'inverno, conferiva all'insieme una certa malinconia autunnale. Mentre aspettavi quei 5 minuti (soltanto 5, incredibile) prima di tuffarti nel terrore delle acrobazie del Blu Tornado, il tuo occhio non poteva fare a meno di fissare le foglie che cadevano incessantemente.
In certi momenti, malgrado l'atmosfera ludica del luogo e le onnipresenti urla di divertimento, sono stato colto dal senso della caducità della vita, che mi ha sopraffatto.
Mi sono sorpreso a pensare a cose tristi, ai traguardi da raggiungere, a quelli, purtroppo, mancati lungo la strada della mia esistenza, a tutte le cose che ancora non ho fatto e soprattutto al tempo che inesorabilmente scorre via...

Per fortuna questa malinconia eteroindotta è durata solo pochi minuti e, con enorme sollievo di chi mi accompagnava, sono ritornato in me, lasciando i brutti pensieri alle spalle e, a farla breve, tornando il solito cazzaro di sempre.

Ancora una volta il mondo è salvo.

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25 agosto 2006

Classe (si fa per dire) dirigente veneta

Ieri mattina, come quasi ogni giorno, compro il quotidiano prima di salire in treno. Mi piace essere informato su quanto succede nel mondo. Ieri si dà il caso che io abbia preso il Corriere della Sera, anche perché c'era il doppio gusto: il Corriere del Veneto in omaggio.
Possiamo dire che il primo è il giornale più serio, quello delle notizie e dei fondi interessanti, come l'intervento sulla storia del multiculturalismo nel mondo di ieri: una lettura stimolante per la riflessione sulle attuali condizioni del multiculturalismo nell'orbe terracqueo, in questi tempi di guerre preventive, di democrazie che si esportano all'estero un po' come le pizze, ma a suon di bombe, di scontri tra culture...
Il secondo giornale riporta le notizie di rilievo locale, con articoli di cronaca spesso pittoreschi, soprattutto quando riportano gli atti e le dichiarazioni degli amministratori pubblici, non soltanto quelli di enti più vicini ai cittadini come Provincia e Comune, ma anche quelli della Regione.
Sembrerebbe incredibile a chi vive in una regione normale che anche gli assessori o i Presidenti di Regione possano essere spunto di ilarità, ma non a chi vive nel Veneto, che deve leggere quasi quotidianamente le improvvide dichiarazioni dei personaggini locali in cerca di voti o semplicemente di notorietà, si tratti del tempestoso Presidente o dei vari assessorucoli o degli esponenti della maggioranza (ma anche la minoranza le spara grosse a volte) del Consiglio Regionale.
È andata così anche ieri mattina: dopo il gustosissimo articolo tratto dal New York Times, mi è toccato leggere questa notizia, che potete leggere QUI come appariva nel riassunto in prima pagina e QUI in versione integrale.
La compagine politica che sfortunatamente governa questa parte di territorio italiano purtroppo supera ogni volta sé stessa, quando si tratta di fare sfoggio di mancanza di cultura, maleducazione, intolleranza... c'è solo l'imbarazzo della scelta.
Ma ieri si sono superati: tale Diego Cancian, consigliere regionale di PNE (Partito Nord Est, il partito di Giorgio Panto, il personaggio che, tutto sommato, ci ha salvato da un altro governo Berlusconi sottraendo voti importantissimi alla Cdl) ha comunicato alla stampa di avere intenzione di proporre la prossima settimana una legge regionale per vietare agli ospedali pubblici e alle cliniche convenzionate di assumere infermieri immigrati. Leggendo queste parole mi sono tornate alla mente le leggi razziali del ventennio fascista.
No, mi sono detto, stavolta non possono averla fatta così grossa... eppure rileggo, ed è proprio così. Il PNE, fin dal nome, tradisce evidente la propria visione estremamente localista della politica... va bene, trattasi di partito espressione del popolo della partita I.V.A. del Veneto, quindi che facciano fesserie del genere ce lo si può anche aspettare. Ma non è così nel caso dell'Assessore regionale alla Sanità Flavio Tosi, che dichiara candidamente, come se nulla fosse: “Non vogliamo che i nostri ospedali si riempiano di extracomunitari” (sic).
Per quale motivo? Pare che si siano verificati alcuni casi di infermieri musulmani che si sarebbero rifiutati di obbedire alle disposizioni loro impartite da superiori donna (es. tipico, la caposala). Sembra che un caso si sia verificato presso la clinica privata “Rizzola” di San Donà di Piave (l'avrebbe denunciato un medico ma la direzione smentisce).
Ma torniamo ai nostri due beniamini: l'immaginifico Cancian fa di tutta l'erba un fascio e se ne esce con frasi come questa: “I dogmi musulmani sono inconciliabili con il nostro sistema sanitario, che esige tempestività e disciplina, con il modo di essere e di pensare degli italiani”. Trattasi quindi di un fine conoscitore, oltre che del Corano e della religione islamica, anche dei principali caratteri sociologici dell'archetipo dell'italiano. Se si parla di tempestività, in verità, avremmo delle riserve ad attribuire tale caratteristica agli italiani, come pure crediamo che la disciplina non rientri proprio tra le nostre doti peculiari.
Circa la bella proposta di legge che sarà presentata dal partito dell'imprenditore diventato famoso grazie al programma televisivo degli anni '80 “Colpo grosso” (del quale era lo sponsor) Tosi dice: “Ideologicamente la appoggio [!!!] anche il mio assessorato tende a non incentivare le varie richieste di formare e facilitare l'inserimento di personale di etnie non facilmente integrabili con lingua e tradizioni italiane”.
In base a quali valutazioni, e di chi, si stabilisca in modo incontrovertibile la particolare non integrabilità di una certa etnia, proprio non riusciamo ad immaginarlo. Ma Tosi ci soccorre: “Ho cestinato decine di queste domande.” Cestinare è un po' diverso da "non incentivare". Naturalmente è lui che può liberamente valutare chi deve essere discriminato nella politica delle assunzioni degli ospedali per motivi etnici e religiosi: perché con la legge proposta si tratterebbe di istituzionalizzare la discriminazione etnica e religiosa, alla faccia dei diritti fondamentali garantiti a tutti dalla nostra Carta Costituzionale.
Ma Tosi appare consapevole almeno di questo aspetto. Anche se resta fermo che “corriamo il rischio di riempire gli ospedali di immigrati e questo non lo vogliamo” - Dio ce ne scampi! - sembra rendersi conto che “...messa giù [sic!] come dice Cancian, la legge sullo stop alle assunzioni di musulmani rischia di avere un profilo incostituzionale [rischia? Ma va? Solo un profilo?] e quindi di crollare al primo ricorso”. E allora? Pensate che costoro ne deducano l'impossibilità pratica di attuare i propri propositi discriminatori? Macché: l'unica conseguenza che ne trae Tosi è che la legge “Va pensata diversamente”. Tutte cose dichiarate senza vergogna ai giornali, come in una seduta di autoanalisi nella quale emergono tutti i pregiudizi e la mentalità retriva di questa classe dirigente, che di classe ne dimostra ben poca.
Un'altra giustificazione che l'assessore fornisce alle proprie asserzioni è che “la loro preparazione non è al livello della nostra, alla quale non è giusto equipararla. Non dimentichiamo che gli infermieri italiani sono laureati”.
In linea di principio l'argomento potrebbe anche reggere, se fosse fondato, beninteso. Però c'è un passo falso. Il buon Tosi infatti, dichiara poi bellamente che, visto che la legge da proporre la prossima settimana è difficile che non presenti profili di incostituzionalità, per arginare il numero di infermieri extracomunitari, invierà a settembre alle U.S.L. una circolare che imporrà loro di non assumere più infermieri, ma operatori socio sanitari (quindi non sussiste nessun criterio discriminatorio in base alla etnia o alla religione di appartenenza). Tuttavia, se confrontiamo l'iter formativo di queste figure – solo 1.200 ore di formazione obbligatorie - con l'iter che seguono gli infermieri – cinque anni di università – anche l'argomento di cui sopra cade: per non avere personale non specializzato si impedisce di assumere gli infermieri (più preparati) a favore degli O.S.S., che sono per definizione molto meno preparati dei primi.
Ma hanno un pregio, sottolinea l'assessore: non sono figure “importabili” dai Paesi di religione islamica.
Certo, nulla vieta che gli extracomunitari si formino come operatori socio sanitari qui da noi, se non ci fosse il solerte assessore Tosi a “cestinare” decine e decine di domande degli extracomunitari.
Non c'è che dire, è proprio la Casa delle Libertà: libertà dal rispetto delle norme fondamentali che stabiliscono i diritti di base dei singoli, in ossequio alla cecità derivante da pregiudizi medievali.
Peccato che sia lo stesso Coordinamento Regionale del Collegio degli infermieri ad affermare che gli infermieri comunitari, favoriti rispetto agli extracomunitari in quanto non devono, ottenere il riconoscimento del titolo, né sostenere l'esame di lingua, né l'esame sulla conoscenza delle norme della professione: tutti requisiti richiesti ai primi per potere lavorare.
Ma non è per questo detto che gli infermieri comunitari siano i migliori nel lavoro: lo stesso Coordinamento sottolinea che spesso gli infermieri tedeschi, spagnoli, francesi ecc. spesso sono messi a lavorare in corsia senza sapere nemmeno una parola di italiano, con le immaginabili conseguenze per la sicurezza dei pazienti.
Però sono di religione cattolica, vuoi mettere... certamente saranno migliori degli extracomunitari.
Cito in conclusione un pezzo rap di Metro Stars (Maxi B e Michelle da Lugano), “Dov'è Dio”, sui cattolici e le loro crociate (anzi, le loro croci) che nel caso appena illustrato è piuttosto illuminante:

Uno strumento di tortura appeso al muro non migliora una persona.


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18 agosto 2006

Genitori modello

La notizia del giorno è l’arresto in Thailandia e la confessione del presunto assassino di Jonbenet Ramsey, la bambina modella, avvenuto all’incirca dieci anni fa. Ho avuto modo di vedere gli spezzoni delle performance della bambina, riproposti dai telegiornali di questi giorni. Sono rimasto sconvolto e non soltanto perché penso, ovviamente, all’orrenda fine che ha fatto.
Al di là di ciò che avrebbe fatto il reo confesso, che indiscutibilmente è un crimine orribile e deve essere punito, mi ha sconvolto l’aberrazione rappresentata da quella bambina, che sculettava in minigonna come un’antesignana di Britney Spears, ballava, cantava, truccata come una donna adulta a soli sei anni.
Quella bambina brutalmente ass
assinata rappresentava già quando era in vita l’emblema dell’infanzia violentata, piegata da genitori senza scrupoli a vivere una vita anormale, a scimmiottare le donne adulte, esibendosi nella grottesca rappresentazione di una showgirl fatta da una bimba in fasce.
Che razza di genitori potevano essere quelli che avevano ridotto la propria bambina in questo modo?



Non a caso furono sospettati anche loro del delitto. Naturale che fosse così: prima ancora delle sevizie subite dall’assassino, quella bambina è stata sistematicamente violata dai suoi genitori, che l’hanno privata della propria condizione di bambina soltanto per un tornaconto economico.

Che pena.

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16 agosto 2006

Merdos Place

Taranto è stata funestata, nella sua zona di espansione, da architetti senza scrupoli che hanno realizzato cose immonde per soldi.
Approfittando di un passaggio da quelle parti, ho realizzato una galleria degli orrori su Flickr. Potete accedere alle singole foto che compongono il set da QUI e avrete
anche i commenti alle singole immagini.
Se preferite, QUI trovate invece le stesse foto in slideshow.

Vi avverto, se non avete lo stomaco forte, forse è meglio che lasciate perdere.

Una piccola anteprima.



Se avrete il coraggio di guardarle tutte, penserete anche voi, come me, che quella volta Osama avrebbe potuto scegliere altri obiettivi.

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28 luglio 2006

Perché io valgo

Capobranco di PattiniNews mi ha appena informato dell'esistenza di questo servizio, powered by Technorati, che valuta il valore del tuo blog. Non sono riuscito a capire bene in base a quali parametri la valutazione sia effettuata, ma mi consola sapere che questa accozzaglia di fesserie per qualcuno possa valere qualcosa.
Questo il valore: $564!



Magari c'entra qualcosa con la valutazione positiva il fatto che io utilizzi abitualmente i tag Technorati? Mah...
Se volete una valutazione del vostro blog, potete cliccare sul banner qui sopra ed inserire l'indirizzo del vostro blog nella pagina che si aprirà.

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26 luglio 2006

Damned Street Skaters!

Gli sforzi profusi dal Breso nella preparazione dello stencil di Funblades - idea nata un mese e mezzo fa all'esito di una cena improvvisata a Spinea - si sono concretizzati in un bello stampo che sarà il nostro bagaglio obbligatorio durante tutte le prossime pattinate cittadine e non, per permetterci di marcare il territorio.
Ma allora è vero che skates e rollerblade vanno di pari passo col vandalismo...

Qui sotto, la prima pisciatina territoriale in quel del Prato della Valle, fatta sabato scorso sul pavimento davanti alla caserma dei Caramba e fotografata lunedì sera in presenza di alcuni rappresentanti degli Amici del Prato, sgomenti e anche un po' piccati per l'invasione di quello che considerano - a torto - solo il proprio territorio... atteggiamento un po' da sfigati.

Ma le loro facce di fronte al nostro omino saltante erano troppo divertenti, già solo per questo valeva la pena di farlo.



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24 luglio 2006

Padova tour by night

Giovedì sera campale per me e l'Ingegnere a rotelle.

Dopo una settimana certo non priva di occasioni per pattinare - caratterizzata da molteplici sessioni di pratica sui bicchierini davanti alla caserma dei Carabinieri in Prato della Valle - ci siamo aggregati agli Amici del Prato per il giro cittadino. Qui si trova la mappa del giro - interessante, lo fanno ogni giovedì sera - completa delle varie tappe intermedie.

Il giorno dopo, e 17 km all'incirca dopo, tanto, ma tanto sonno. Per non contare il male alle gambe...
Ma il pattinaggio in linea richiede ogni sacrificio a noi street skaters!

Senza contare che il giro è stata un'occasione per vedere tanti luoghi di Padova sotto una luce diversa - perfino i nuovi palazzi della Provincia alla Stanga sembravano belli! - e per tenersi in allenamento.

Da ripetere certamente nelle prossime settimane.

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21 luglio 2006

Una mirabile sintesi geopolitica

In questi tempi oscuri, di guerre (ops, "missioni di pace", pardon) iniziate per complicatissimi motivi e camuffate sotto le mentite spoglie di guerre preventive, liberazioni per esportare - con le bombe - la democrazia, prevenzione del terrorismo internazionale, in mezzo agli innumerevoli articoli di giornale, libri, pagine internet che analizzano gli interessi reali alla base degli attuali assetti geopolitici, è difficile per tutti capirci qualcosa.

Quasi per tutti, perché a Padova c'è un writer che deve avere le idee molto chiare in proposito, dato che, a fianco del proprio pezzo realizzato di recente in Piazza Cavour sul recinto di un cantiere (no, non ha imbrattato muri di interesse storico, tranquilli) ha magistralmente sintetizzato le cause degli attuali scontri geopolitici nei quali siamo direttamente coinvolti in un affresco che, oltre ad essere efficace nella sua essenzialità, ha anche una certa bellezza.
Attualmente lo utilizzo come sfondo del mio desktop.
Eccolo qua.




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22 giugno 2006

Referendum: uniti nel NO

Il responsabile dell'attuale dissesto economico italiano, quello che per cinque anni non ha pensato che ai fatti propri, continua nello sproloquio: "Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla riforma Costituzionale".
Questo continua ad insultare chi non la pensa come lui, come la volta che ha dato dei coglioni agli elettori di sinistra.
Se parla dell'italia che egli stesso rappresenta, vale a dire quella dell'ignoranza, della cialtronaggine, della strafottenza, della sistematica prevalenza dell'interesse privato sulle funzioni pubbliche, dell'evasione fiscale "moralmente giustificata", del ripristino dello jus primae noctis nei confronti delle neoelette in Parlamento (ipse dixit - il Corriere riporta: "Oggi comunque la navetta parlamentare degli azzurri registra notevoli new entry, come la bruna Mara Carfagna, approdata in Transatlantico su vertiginosi stiletti - per lei Berlusconi, affettuosamente s’intende, ha evocato la simpatica usanza dello jus primae noctis"), della volgarità, dell'ottimismo cieco e ridanciano, della sudditanza alle guerre degli U.S.A. per interessi economici mascherate da scontri tra religioni, se questa è la sua Italia, allora è l'Italia ad essere indegna di noi.

Leviamoci dalle scatole la sua riforma costituzionale sfascista, se non vogliamo, dopo le prossime elezioni, che lui vincerà quasi certamente, ritrovarci per altri cinque anni sotto una specie di ducetto onnipotente, padrone dei mezzi di informazione, che mette la mordacchia alla magistratura e al Capo dello Stato, ridotto dalla riforma a mero notaio-lustrascarpe.

Il nano erotico non è al Governo, ma continua a rappresentare un pericolo per l'ordinamento democratico del Paese. Il cancro ancora ci impesta, sta a noi curarci.
Votando compatti per il NO alla riforma dittatoriale dello stato, vomitata della destra (s)fascista.

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18 giugno 2006

Rollerday is cool

Legnaro, 11.06.2006. Una figata di giornata... cominciata con un po’ di stanchezza, che si è fatta sentire specialmente al momento del risveglio, è proseguita e terminata benissimo.



Prima uscita coi nuovi Astro 6: ho partecipato alla marcia breve di 10 km (su fondo non sempre buono) realizzando un risultato discreto, merito esclusivo dei nuovi pattini.
C’è da dire, infatti, che, anche se il carrello più lungo e le ruote da 80 col profilo a V invece che ad U mi ostacolano nello slalom e nel controllo del pattino in genere – in sostanza devo imparare nuovamente a pattinarci sopra – questi Astro 6 filano che è una bellezza... anche qualche sera fa in Prato andavo a razzo, sia pure senza spingere molto.
Al pomeriggio c’è stata una fantastica esibizione di Funblades con ospiti speciali... certi numeri di slalom erano davvero da panico e anche i salti del Breso sono stati fantastici.
Subito dopo a noi del corso avanzato del Breso – del quale io sono a malapena la mascotte, beninteso – non è stata risparmiata l’umiliazione dell’esibizione di aerobica.



Come se non mi fosse bastata l’umiliazione dello speakeraggio, che ormai mi vede sempre impegnato a sparare fesserie amplificate a centinaia di decibel, di fronte a decine di sconosciuti. Pare comunque che la cosa piaccia, a meno che non mi si menta (per non demoralizzarmi, oppure perché nessun altro è disposto a farlo al posto mio).
Finito il tutto, fuga a rotta di collo alle 19.00 per supportare Bambi – c’era il saggio delle sue allieve a Vigonza. Ma il buon Breso all’ultimo istante ha trovato il modo di infilare un’esibizione di Funblades anche in mezzo a questa manifestazione, cacciandovi in mezzo un po’ di slalom e salti in lungo su pavimentazione composta da bambini festanti (foto di Vigonza non ce ne sono, purtroppo). È stato molto divertente, anche i numeri dei bambini erano simpaticissimi.
Alla sera ero stremato, ma mi sono divertito.
È stata proprio una giornata piacevole, grazie all’impegno degli organizzatori di PattiniNews e di tutti i partecipanti, provenienti un po’ da tutto il nord dell’Italia – qualcuno anche dal centro.


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13 giugno 2006

Morte di un paio di pattini

Venerdì 9 giugno, un tranquillo giro con la morosa e il mitico Max... sembra tutto ok... ho appena cambiato le ruote dei miei pattini della Decathlon, quelli sfigati che adesso sono venduti a 39 euro (io li avevo pagati 10 euro in più a settembre).
Si parte dal Prato della Valle per poi andare in centro e tornare indietro, in quella che ormai, dal 2 giugno scorso – giorno in cui io e mia morosa con nostro grande stupore riuscimmo a farla per la prima volta senza ucciderci e senza cadere nemmeno una volta, aiutati dal Breso e da Fiore – è diventata una piacevole consuetudine.
Arrivato in centro, in Piazza dei Signori perdo la vite della ruota anteriore del pattino sinistro e mi ritrovo in panico totale: che faccio? Non ho con me le scarpe, lasciate in macchina, of course. Mettersi scalzo e tornare in Prato a piedi o proseguire con le sole tre ruote posteriori? Optno per la seconda (una volta il Breso al corso ci aveva già fatto provare per un po’ l’ebbrezza di andare senza le ruote anteriori per una decina di minuti, al fine di aiutarci a migliorare la sensibilità sul pattino). L’idea è quella di tornare indietro subito, facendo un giro un po’ più lungo per evitare i tratti col fondo in porfido. Ci portiamo quindi sulla circonvallazione ovest, di fronte al “cinema” Cristallo e poco prima di giungervi, perdo l’altra ruota anteriore. Nulla da fare, devo andare avanti così.



Proseguiamo fino alla chiesa della Sacra Famiglia, deviazione attraverso la città giardino per evitare il traffico, poi via fino alla chiesa di Santa Giustina, dietro la quale ho lasciato la macchina. Ci avremo messo tre quarti d’ora... senza cadere nemmeno una volta.



ERRROOOOOOEEEEE NEL VENTOOOOOOOOOUUUUUUUU!!!

Per la cronaca, alla fine il giorno dopo sono stato costretto a correre in fretta e furia a comprarmi dei pattini nuovi, ed ho optato per un paio di Rollerblade Astro 6. Telaio in alluminio, chiusura semplicissima, ruote da 80 e cuscinetti ABEC 5. Un bel salto di qualità rispetto ai vecchi pattini sfigati. E sono pure belli.



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12 giugno 2006

The brave speaker

Domenica 4 aprile, Conselve (PD).
Esibizione del team Funblades nel corso della giornata dello sport, a base di slalom e salti sui pattini in linea.

Mentre Damiano (qui sotto)



e il Breso (qui sotto)



saltavano fino a 2 metri e 50, l’esibizione è stata accompagnata dallo speaker in prova... (qui sotto)



Osceno, ma vero.

Il Breso non sembra averne avuto abbastanza e lo speaker è stato confermato per le prossime esibizioni (!).

Come dire che se si tratta di sparare cazzate, sia pure per la prima volta con un microfono in mano e di fronte ad un mucchio di persone, a quanto pare mi difendo bene.


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29 maggio 2006

Ridateci il P.d.C.!

Dopo cinque anni di lavaggio del cervello mediatico, l'Italia porta ancora i segni evidenti della devastazione. Anche i giornalisti non si esprimono più con proprietà di linguaggio.
Un esempio: la parola premier.
Trattasi di termine non appartenente alla nostra terminologia costituzionale. Nella nostra Costituzione si parla solo di Presidente del Consiglio. Negli ultimi anni, con i continui riferimenti al sistema maggioriario e al bipolarismo, si è fatto un eccessivo uso di questo termine. Berlusconi, poi, grazie al controllo avuto per cinque anni sui tre tg della televisione di Stato e degli altri tre di Mediaset, ha fatto in modo che di lui si parlasse quasi sempre come del premier, molto raramente come Presidente del Consiglio. Credo che lo abbia fatto sia per sottolineare la propria posizione di primazia all'interno del Consiglio dei Ministri e della Cdl - supremazia incontestabile - sia per soddisfare le proprie manie di grandezza - incontestabili anch'esse - sia, credo, con l'intento di far passare a livello inconscio nella massa dei cittadini l'idea che il Presidente del Consiglio sia una specie di superuomo, legibus solutus, che non deve rendere conto a nessun organo istituzionale delle proprie scelte: quella figura che lui ha dapprima teorizzato e poi concretamente incarnato.
Il termine, pur essendo privo di valore giuridico da noi, è utilizzato negli ordinamenti di altri Stati, per designare il capo dell'esecutivo che ha in sé una vasta serie di poteri, non ultimo quello di sciogliere le Camere.
Tuttavia, la parola ha finito per assumere una valenza negativa: inconsciamente essa ormai riassume e sintetizza tutti i difetti dell'istituto della Presidenza del Consiglio come incarnato da Berlusconi: arroganza, faciloneria, pressappochismo, decisionismo fine a sé stesso, mancanza di diplomazia, carenza di stile e di serietà, disprezzo per le istituzioni dello stato democratico e per gli altri poteri, prevalenza degli interessi personali su quelli collettivi, prevaricazione sistematica di chi la pensi diversamente - anche all'interno della ex maggioranza, populismo ridanciano.
Dopo cinque anni, la parola premier incarna tutto questo.
Fa specie, allora, leggere ancora sui giornali tale termine, riferito al Presidente del Consiglio di fresca nomina. Per carità, basta con questa orribile parola, abbiamo sopportato anche troppo il premier.
Sarebbe bello riavere, dopo cinque anni, finalmente, un Presidente del Consiglio.

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10 maggio 2006

Fattona chic

Questo post solo per segnalare un personaggio che trovo molto interessante. Recentemente, ogni tanto, la si può vedere come ospite durante la trasmissione serale di Ferrara su La7: Maria Laura Rodotà.
Aria un po' da fattona, rossetti sgargianti, sardonica nell'atteggiamento, era ovvio che risultasse irresistibile. Almeno per me.
A partire dalla sera durante la quale, ospite da Ferrara durante l'ultima campagna elettorale per le politiche, all'indomani dell'endorsement del Corriere a favore dell'Unione, iniziava quasi ogni frase dicendo scherzosamente, con quell'aria tra l'indolente e il sarcastico, "noi comunisti del Corriere...".
Imperdibile.

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14 aprile 2006

Breso assassino!




La foto che mi ritrae qui sopra non è dovuta alla mia improvvisa follia, né mi sono messo a emulare i campioni del motocross… domenica ho fatto di peggio, convinto dal buon Breso, il maestro di pattinaggio in linea più figo del reame. Sono andato a fare downhill.
Cacchio è? È presto detto, trattasi di una cosa semplice, a dirsi. Si prendono delle
bici, tipo mountain bike, solo un po’ più fighe a vedersi, più solide e ultraresistenti, con bei freni a disco potenti, ci si veste da marziani (v. foto sopra) riempiendosi di protezioni contro gli urti (ne avevo tantissime, sopra e sotto i vestiti) si va in collina e si scende in mezzo ai boschi, senza cercare sentieri ma fuoristrada, dove capita.
Si sta quasi sempre in piedi sui pedali, su pendenze pazzesche, scendendo su sterrato, terriccio o su un tappeto spessissimo di fogliame secco che nasconde le insidie più imprevedibili – sassi, tronchi – pronte a bloccarti la ruota anteriore e a farti fare qualche bel voletto per terra, magari dopo un salto mortale. Pazzesco…
Ho avuto il mio battesimo di fuoco su Cyclon, che vedete qua sotto.



E ho anche fatto un paio di voli. Il secondo dei quali, comportando l’atterraggio su mani e testa dopo discreto voletto, mi ha convinto del pericolo insito nel fare queste cose senza allenamento e senza possedere un minimo livello di impostazione tecnica… la sedia a rotelle non è un’esperienza allettante, per cui ulteriori uscite sono rinviate a data da destinarsi.

Preferisco vivere.

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Lo (S)fascista è tornato

Nel mio post precedente c'era molto scetticismo circa la fiaba di Al Cafone (il soprannome dato in Germania all'anziano ex piduista) che diventava improvvisamente conciliante e ragionevole, disposto addirittura a trovare un compromesso con gente come Prodi (che, in quanto candidato dell'Ulivo, condividerebbe la responsabilità per presunte bolliture maoiste di bambini a scopo non nutritivo, ma fertilizzante - "è tutto documentato", ipse dixit, quindi dubbi non sono ammissibili, quando è lui a documentare).
Ad ogni modo, la parentesi benevola è già terminata e il comportamento paraschizoide cui da anni ci ha abituati il sovrano di Macherio (è lì che c'è la sua villa, non è veramente ad Arcore) lo ha portato a contestare il risultato del voto.
Anche se la sua sconfitta non è stata di larga misura, il suo comportamento irragionevole non fa che esacerbare gli animi, e ciò dopo il termine di una campagna elettorale estenuante i cui ritmi sono stati dettati sempre da lui, che non ha esitato a trascinare l'agone politico ai livelli più bassi, con quotidiane, infamanti accuse a tutti i poteri e istituzioni dello Stato.
Dopo una trasformazione camaleontica in buonista - il ruolo non gli si addiceva, infatti nessuno lo ha preso sul serio, nemmeno i suoi alleati - è ritornato con una capriola lo stravagante piazzista di sempre, intento a sopravvivere con mezzucci e conigli estratti da cilindri che, purtroppo, paiono proprio senza fondo.

Stavolta ha estratto il coniglio peggiore, i presunti "brogli", l'ultima baggianata del dittatorucolo allo sbando.
Potenzialmente la baggianata non può ribaltare il risultato elettorale, e lui lo sa bene, come pure i suoi alleati, che si limitano a dire freddamente che è necessaria una verifica, senza dire, però, che "il risultato deve cambiare" - semper ipse dixit, naturalmente. Ma la castronata non si deve sottovalutare, in quanto mette a dura prova i rapporti tra le due coalizioni, già compromessi dalla campagna elettorale, e, ancora una volta crea attrito tra il premier uscente e il Quirinale.
Si tratta dell'ennesima prova dell'incapacità del nostro di accettare le regole: invece di chiudere con dignità il proprio mandato, opta ancora una volta per il chiasso da mercato, il solito teatrino istituzionale,
la solita rissa sguaiata. Le uniche regole che abbia mai accettato, del resto, sono quelle che si è fatto da sé per scampare alle proprie responsabilità penali o per favorire i propri molteplici interessi economici. Le norme elettorali, riscritte all'ultimo e da lui fortemente volute per danneggiare gli avversari dati per favoriti, non hanno funzionato, così le contesta.

Spararle così grosse causa infiniti danni, non da ultimo danneggia l'immagine che i cittadini hanno del voto e delle istituzioni che lo hanno governato e non può che aumentare la sfiducia nell'instaurazione di un serio confronto politico per porre rimedio alla fallimentare gestione della cosa pubblica del governo uscente. Ma lui se ne fotte, come al solito, e tenta di rovesciare il tavolo a partita persa.
Che i suoi alleati adesso ancora più che in passato siano suoi ostaggi - alla luce del voto che li ha indeboliti a suo vantaggio - lo si è capito, ma adesso non gli basta più.
Ora vuole tenere in ostaggio un'intera nazione con accuse infondate e pretestuose, volte solo a prendere tempo.
Anche i suoi omologhi esteri hanno accettato il risultato elettorale, il suo amico Blair si è già complimentato con Prodi e lo stesso ha fatto il cancelliere tedesco.
Al Cafone, "the Godfather" per l'Independent, procede per la sua strada, con l'intento di sfasciare tutto: la sindrome sembrerebbe quella del "muoia Sansone con tutti i Filistei".
Ma almeno che muoia e si tolga dai piedi, una volta per tutte.

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12 aprile 2006

Camaleonte, non caimano

Confermo quanto avevo scritto in precedenza sul “self” made man che (non) ci ha governato per cinque lunghi anni, durante i quali ha fatto quasi esclusivamente i fattacci propri: è come un serpente, per eliminarlo non basta colpirlo al corpo, bisogna proprio schiacciargli la testa.
Ha sette vite, come i gatti, oltre ad essere diabolico: dopo avere condotto una campagna elettorale estenuante, sempre sopra le righe, con accuse bassissime agli avversari e insulti all’elettorato, dopo avere fatto di tutto per essere rieletto, distribuendo in eguale misura promesse, lusinghe, minacce, il Cav. Banana, il piazzista di tappeti, tira fuori l’ennesimo coniglio dal cilindro.
Il metodo è sempre lo stesso, Silvio uccide e nega sé stesso milioni di volte e questa è l’ennesima. Ma non smette mai di stupire.
Dopo avere fortemente voluto e fatto approvare questa legge elettorale a colpi di maggioranza, ne contesta i risultati. Prodi nota giustamente che la legge l’ha voluta lui, che il voto all’estero l’ha voluto lui, che le operazioni di voto si sono svolte sotto l'egida il suo Viminale… tutto irrilevante, Silvio nega sé stesso.
Ma è ciò che è venuto dopo che ha davvero dell’incredibile, cioè l’ulteriore negazione di sé stesso fatta ieri durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi, alla presenza di altri esponenti della Cdl.
Il Banana sbraitante è scomparso, non esiste più il bislacco premier vittima di tutto e tutti: degli elettori coglioni che non lo capiscono, della sinistra che lo odia, della magistratura che lo perseguita, dei giornali che congiurano contro di lui e che falsificano le sue dichiarazioni, degli imprenditori che si dichiarano insoddisfatti di lui perché ha qualcosa da nascondere, dei pubblici dipendenti che tramano contro di lui e via insultando…
Ieri Berlusconi, come David Bowie con Ziggy Stardust, ha platealmente inscenato il proprio omicidio: si è presentato in conferenza stampa tranquillo e pacato e, facendo appello al proprio senso di responsabilità – sì, proprio così, il responsabile dell’approvazione della legge elettorale che ha determinato l’instabilità politica attuale del Paese si autodefinisce responsabile! – ha offerto a Prodi i propri artigli – la mano no, non ce l’ha – e gli ha proposto di formare una grande coalizione "alla tedesca", per formare un governo basato su larghe intese.
E la rabbia, gli insulti, le urla, il gesticolare, le accuse di brogli (fatte prima dello svolgimento delle operazioni di voto, per giunta)?
Tutto dimenticato, in questa rappresentazione scenica in cui il chiassoso imprenditore che ha perso la trebisonda si presenta come leader serio e responsabile, buonista, giocando lo stesso gioco di Prodi.
Siamo esterrefatti: è proprio lui o gli hanno fatto un lavaggio del cervello? Ha provato anche lui la pozione di Jekyll e adesso è nella fase “buona”? È schizofrenico?
No, non lo è, anzi, rimane sempre lo stesso maestro di bispensiero. Prova ne sia il fatto che procede per la propria strada come uno schiacciasassi, fregandosene come sempre di tutto e tutti, anche degli alleati, figuriamoci degli avversari. Un piccolo esempio: Maroni aveva appena detto, rifiutando qualsiasi ipotesi di accordo con la sinistra, che voleva proprio vedere come avrebbe fatto Prodi a governare… le parole del magnate radiotelevisivo in questa nuova salsa buonista hanno spiazzato il povero Maroni e anche Fini, che, sobbalzando, gli ha persino chiesto di rileggere un passo della dichiarazione congiunta della Cdl – che era di tutt’altro tenore, contestando il risultato elettorale perché sarebbe necessario verificare la correttezza delle votazioni.
Il dittatore dello stato libero di Bananas se ne è fregato degli alleati, che non sono nemmeno stati preavvisati del cambio di strategia e ha fatto il suo personale spettacolino, ribadendo la necessità di “sedersi tutti attorno a un tavolo”, “serve un governo nell’interesse di tutti", "bisogna ragionare in termini di unità”… roba da voltastomaco.
Moretti si sbaglia, più che un caimano è un camaleonte, un virus mutageno. Dovremo far piangere anche le madonne di marmo per liberarcene, questo è certo.


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11 aprile 2006

Non lamentiamoci troppo

Meglio non lamentarsi per come sono andate le elezioni...
Secondo il Giornale - lo so, fa schifo, ma la notizia è degna di nota - ieri sera tra i libertini della Cdl, nella sbornia della rimonta numerica guardate un po' quali erano gli scenari dati per possibili:

"L'idea che in serata era balenata di un ticket tra Silvio Berlusconi e Pier Ferdinando Casini rispettivamente per il Quirinale e Palazzo Chigi è tramontata con l'affermazione dell'Unione alla Camera."

Insomma, nonostante la vittoria di strettissima misura, ci è pure andata bene.

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Torta indigesta

La giornata di ieri è stata stranissima, la serata peggio.
Al pomeriggio ho deciso di fregarmene. Niente sondaggi, exit poll e fesserie del genere, tanto ogni volta sbagliano. Ho deliberatamente deciso di ignorare la bagarre delle prime ore e ho pure dormito un’ora prima di cena. Ho cenato, a tv spenta, poi ho scritto qualche email. Controllando le prime notizie su internet ho iniziato distrattamente a seguire il testa a testa. Panico… Arriva, attesa, la chiamata di un amico, è solo a casa perché la moglie è all’estero. “Ti va di passare? Proprio non ce la faccio a seguire i risultati da solo”. Prendo la macchina, arrivo a casa sua e inizia l’agonia.
A quanto pare, dopo l’iniziale trionfalismo la sinistra si è ridimensionata: l’egemone mediatico è come i serpenti, bisogna schiacciargli la testa per metterlo fuori combattimento, ed è pronto a mordere appena giri la testa. La legge elettorale (la “porcata” di Calderoli, ipse dixit) ha funzionato, e la Cdl rimonta. Di più, le aspirazioni dei gregari postfascisti e postciellini, che già affilavano i coltelli alle sue spalle per scaricarlo, escono fortemente disattese: è sempre lui a dirigere il gioco, Fini e Casini devono starsene zitti e muti, come hanno fatto in cinque anni di scellerato governo, in cui, strepiti e urlettini di facciata a parte, gliele hanno fatte passare tutte.
La cosa che più stupisce, come dice Sartori, è il fatto che le sue tv sono realmente potenti: il tonfo dei forzisti, tanto atteso, non c’è stato.
Alla Camera e al Senato i due schieramenti si fronteggiano testa a testa, lo scontro porta in testa ora l’uno, ora l’altro… io e il mio amico passiamo la serata passando da un canale all’altro, intenti a fissare il diagramma a torta del Viminale, quasi perfettamente spaccato a metà tra il giallo berlusconiano e il funebre viola prodiano, tifando per il colore viola. Lattine di birra in mano costituiscono il nostro irrinuciabile sostegno morale. I risultati sono in ultraritardo, e la cosa un po’ puzza.
Siamo all’alienazione, si finisce per scambiare l’effetto per la causa. Dai, linea, spostati di qualche decimo di grado più in là e siamo a posto… un po’ come in Comma 22 di Joseph Heller, dove Yossarian e i commilitoni trascorrono il tempo a fissare la linea del fronte sulla cartina geografica del comando, sperando che si sposti da sola fino a conquistare Bologna, finché Yossarian non la sposta manualmente, convincendo tutti, generali inclusi, che la città è stata presa.

Ore e ore a guardare le torte del Senato e della Camera, la prima sempre più destrorsa, la seconda sempre meno di sinistra, ma per ora tiene botta. Cercando di scorgere il decimo di grado della linea di divisione, in più o in meno, che può fare la differenza. Sembra che sia un po' a destra... o è un po' più a sinistra?

È alla Camera che si gioca il tutto col premio di maggioranza, Pannella da Mentana accusa il Governo di avere fatto una legge elettorale a proprio uso e consumo e Scajola se la ride sotto i baffi, Fede gongola, il senso di rabbia e impotenza è ben palpabile, lo scippo elettorale gli sta riuscendo alla perfezione.

La cosa che brucia di più è che, a fronte dell’insoddisfazione generale nei confronti di questo governo, la gente continua a votarlo.
È pazzesco, la sensazione è che non ce ne libereremo mai, che l’Italia sia un paese di fessi che vogliono essere presi in giro.
La sinistra dovrebbe imparare questa inconfutabile realtà e cominciare a vendere le pentole in tv come fa da sempre l’egemone: la gente si compra tutta la batteria, anche se sa che è una fregatura e che non c’è diritto di recesso per il teleacquisto.

Me ne torno a casa alle 2.30, senza sapere il risultato definitivo, sfinito, dopo ore trascorse a guardare i diagrammi del Viminale e a sussultare ogni volta che lo schermo faceva un refresh: sono cambiate le percentuali, hanno chiuso altre sezioni? No… sì… Siamo giunti anche a gioire per lo 0,108% di vantaggio dell’Unione alla Camera, a fare calcoletti all’una di notte su un foglio di carta per scoprire che mancano ancora pochi voti, ma che saranno comunque decisivi per il risultato finale.
All’alba mi sveglio per vedere il risultato… la Camera è dell’Unione (benissimo, c’è il premio di maggioranza) e il Senato della Cdl, il Paese è come le torte del Viminale, spaccato a metà. Il futuro è quanto mai incerto. Bonaiuti fa già sapere che FI contesterà i verbali, era ovvio che sarebbe successo. Figurarsi se riescono a resistere alla tentazione di delegittimare la vittoria – comunque di Pirro – avversaria. Si preparano tempi duri, probabilmente ci saranno nuove elezioni, a spese nostre e dello Stato, che ha bisogno di interventi radicali in tempi rapidi. L'operazione delle destre, tesa a rendere ingovernabile il Paese con la nuova legge elettorale, è riuscita. Si tratta di una ultima prova dell'irresponsabilità e incoscienza delle destre, che rischiamo di scontare noi sulla nostra pelle.

Chi sperava di guarire dall’ulcera coltivata negli ultimi cinque anni si deve ricredere, le torte che ci ha preparato la maggioranza sono pesanti da digerire.


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10 aprile 2006

Stati di agitazione

I Francesi sono dei fighi, io lo dico sempre. Sono un popolo che ha indubbiamente i propri difetti, come la grandeur, la supponenza, lo snobismo, una buona dose di stronzaggine... però una cosa non gli manca: gli attributi. Altro che noi poveri scemi.
In Francia, appena il Governo si permette di fare qualcosa che non va alla gente, i Francesi non perdono un minuto: prima si incazzano, poi si organizzano, scendono in strada a protestare e, se gli pare il caso, sfasciano pure tutto.
Qualche tempo fa i camionisti francesi arrivarono per protesta a paralizzare
il Paese con blocchi stradali per diversi giorni - in certe zone non arrivava nemmeno il cibo, cose da pazzi. Impensabili da noi, del tutto inadatti a rischiare in prima persona per i nostri interessi… troppa fatica scendere per strada, quindi restiamo in casa. A guardare la tv.
In Francia la gente agisce, protesta, lotta – a volte, anche con le forze dell’ordine – e, alla fine, vince. Già, perché Chirac e De Villepin, dopo due mesi di braccio di ferro con i manifestanti, hanno alla fine annnunciato che la legge sul CPE sarà tolta di mezzo; il contratto di primo impiego (che permetterebbe alle aziende di licenziare senza giusta causa i minori di 26 anni entro i due anni dall’assunzione) risultato alquanto indigesto ai giovani scesi in piazza a protestare, fra un po’ sarà solo un ricordo. Con buona pace dei fautori della flessibilità.
In Italia il mercato del lavoro sta anche peggio di quello francese, ci sono solo interinali che fanno qualsiasi tipo di lavoro, i CO.CO.CO., i CO.CO.PRO., abbiamo contratti a tempo determinato di ogni specie, anche rinnovabili ogni tre mesi con sms un’ora prima della scadenza (questa è di Luttazzi).
E non succede nulla, nessuno fa niente.
In Francia i giovani hanno fatto sapere che l’agitazione continuerà finché la disciplina sul CPE non sarà abrogata.

In Italia esiste un solo evento che potrebbe originare qualcosa di simile ai disordini francesi: l'interruzione del campionato di calcio di serie A a metà stagione.

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Col fiato sospeso

Poche ore ancora e sapremo se, da qui a cinque anni, ci troveremo per strada a suonare le pentole come in Argentina (dopo ulteriori ricette economiche Tremonti-style sarebbe inevitabile) oppure se le azioni della Cesare Ragazzi Group crolleranno.
Magari i trapiantati potrebbero scoprire di avere perso il proprio appeal presso le masse. Speriamo.

Non siamo i soli a pensare che potrebbe verificarsi la seconda eventualità, se ieri sera, durante l'ultima parte del Signore degli Anelli su Italia 1, i messaggi in sovraimpressione tentavano disperatamente di richiamare le masse teledipendenti al voto, spingendosi addirittura a ricordare che "votare è un diritto e un dovere stabilito dall'art. 48 della Costituzione". Patetico.

Ma a lui quando mai è fregato qualcosa del diritto di voto?
Della Costituzione, poi, meglio non parlare...
Tuttavia è un chiaro segno del fatto che da quelle parti si sta a chiappe strette, malgrado la perenne ostentazione dei propri denti. Buon segno...

Incrociamo le dita.

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07 aprile 2006

Il canto del topolino

Anche La Stampa - che non può essere certamente considerato giornale di comunisti, ma siamo certi che sarà subito inserito nella lista nera del Cav. Banana - non prende più sul serio le affermazioni del telemagnate iperchiacchierone, sbraitante contro tutti e tutti nell'ultima ora dell'operetta (non priva di spunti tragici) che è stata la sua esperienza di governo. Spunti tragici, perché ha comportato la nostra esperienza del suo governo.
L'articolo che segnalo, a firma di Ugo Magri - chiaramente anche lui un comunista - è reperibile QUI.
Segnalo comunque che anche i giornalisti in genere - anche loro bollitori di bambini a scopo fertilizzante, sia chiaro, nessuno escluso, nemmeno i servitori che lavorano per lui - non accolgono seriamente i suoi proclami, anzi, la sparata di ieri è stata proprio frutto di un evento particolare. Lo stravagante premier si è accorto, mentre lanciava le ennesime accuse ai giudici - rei del peggior delitto concepibile da mente umana, volere punire i reati anche quando commessi da persone che sono assurti ad alte cariche dello Stato - che la platea di giornalisti della conferenza stampa non era proprio serissima...
Ma ecco com'è andata:

[...] Berlusconi s’è presentato ai giornalisti carico come una molla. Era chiara fin dall’inizio la sua intenzione di creare il caso. Però forse non sarebbe arrivato agli epiteti contro i magistrati se qualche sorriso colto tra i cronisti delle prime file non gli avesse dato il là. «Inutile che ridiate, signori della sinistra», è letteralmente esploso, «è assurdo che mentre io lavoro giorno e notte ci siano funzionari pubblici che tramano contro di me. E’ un’infamità assoluta che si usino questi mezzi per spingere i cittadini verso un determinato voto. Riflettano i cittadini sul futuro che si preparerebbe se la sinistra, in combine con questi indegni magistrati, prendesse la maggioranza in Parlamento». A quel punto, s’è alzato e se n’è andato. [...]

L'ennesimo colpo di teatro, l'ennesima esasperazione dei toni in questo canto del cigno interminabile, nel perenne tentativo di nascondere agli elettori, con gli strepiti quotidiani, che, dopo tante promesse, la montagna ha partorito in cinque anni solo il proverbiale topolino. Che è stato l'unico a guadagnarci.
E adesso teme di essere rimandato a casa.
Manca poco al silenzio preelettorale, tuttavia sono certo che lo violerà, si inventerà qualcosa, qualche bomba finta, un falso attentato alla propria persona, di sicuro inscenerà qualcosa per violare le regole.
Che, si sa, gli stanno strette.
Teniamo duro, manca poco alla sua cacciata, anche se temo che dopo la sua sconfitta, i toni non miglioreranno di certo e continuerà il lavaggio del cervello mediatico.
Speriamo che gli Italiani si siano vaccinati dopo cinque anni.

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06 aprile 2006

Il tempo dei pagliacci



Così ieri sera Giuliano Ferrara ha condotto "Otto e Mezzo", trasmissione notoriamente "obiettiva" e "seria".
Ferrara, si sa, fa sempre il suo lavoro con grande imparzialità e senza cercare di tirare acqua al mulino del suo premier, non sia mai...
La pagliacciata di ieri sera per "protestare".
Per cosa?
Perché le istituzioni, i giornalisti e il giudizio negativo di buona parte dell'opinione pubblica hanno impedito a Berlusconi di violare la par condicio: il bislacco magnate dell'etere - in quanto grande cloroformizzatore delle masse a mezzo teletrasmissioni - voleva fare un soliloquio nel corso della trasmissione Terra - su Canale 5, senza contraddittori dell'opposizione (Prodi si era rifiutato perché invitato all'ultimo minuto: l'anziano ipotricotico voleva andare in onda ugualmente, alla faccia della par condicio, salvaguardata, a suo dire, dal fatto che, ad intervistarlo, ci sarebbero stati giornalisti orientati a sinistra).
Tutti si sono rifiutati, trattandosi di una palese violazione della par condicio.
Ferrara c'è rimasto male e ha reagito così.
Tutto sommato, la conduzione è stata meno sgradevole del solito: Ferrara è stato inquadrato ogni 5 secondi, ma ci ha risparmiato, almeno per una volta, il fastidio dell'audio.

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Non se ne può più

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Da ieri c'è una sorpresa per chi, come me, ha un indirizzo di posta elettronica su supereva o freemail: fra i banner in alto ne compare uno, con una certa insistenza, che ritrae il faccione - di bronzo - e il simbolo del partito - si fa per dire, "partito" - del deus ex machina dei destini d'Italia...
Si è insinuato pure nella nostra posta elettronica.
Se non altro è un segno che ormai è alla frutta: l'anima al diavolo l'ha già venduta, fra un po' arriverà a promettere a chi lo vota una batteria di pentole in omaggio, portata a domicilio dal fido Mastrota.
48 ore all'alba - vale a dire al silenzio preelettorale.
Almeno non avremo più populismo, oltre che in TV e sui giornali, anche nella cartella Posta In Arrivo della nostra webmail.

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