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mauro paternò?!

17 marzo 2006

The brave beginner goes on...


Ieri sera ho partecipato all’altro corso tenuto dal mio istruttore di pattinaggio… mi ha intrappolato con l’inganno. Non mi sarei mai sognato di pattinare ieri sera, perché la sera prima mi ero distrutto le gambe con i salti – al lavoro durante il giorno ho deliziato i miei colleghi con una varietà di smorfie pietose di sofferenza ogni volta che mi sono alzato in piedi. Alla fine di quell’allenamento l’istruttore mi aveva chiesto di tornare la sera dopo - ieri - per aiutarlo a montare alcuni impianti. Visto che si sta instaurando tra noi un rapporto di amicizia, gli ho detto di sì, mi fa sempre piacere vederlo.
Ieri stavo uscendo di casa senza pattini, quando mi è venuto un dubbio: e dopo che cosa faccio? Se loro pattinano io mica posso stare a bordo pista, no? Magari mi faccio un giretto attorno alla pista mentre loro si allenano. Lo chiamo e gli chiedo “devo portare pure i pattini?”, e lui: “certo, altrimenti che c____ ti vuoi portare?”. Tombola. Mi ha incastrato, l'invito era solo una scusa per farmi fare un allenamento in più.
Insomma, alla fine mi è toccato un allenamento di aerobica sui pattini (sarò riuscito a fare correttamente il 50% degli esercizi, era troppo difficile coordinarsi coi pattini che se ne vanno per i fatti propri). Goffo e sgraziato, una specie di Jerry Lewis quando cercava di ballare nei suoi film.
Poi, siamo stati costretti a fare un percorso che prevedeva uno slalom e, a breve distanza, un ostacolo costituito da un “muretto” composto da dei bicchieri da slalom. Superato il primo batticuore – non avevo mai saltato niente prima – l’ostacolo è stato saltato… successivamente, sono stati aggiunti dei piani ulteriori, sovrapponendo altri bicchieri alla base (ovviamente sfasati, altrimenti sarebbero entrati uno dentro l’altro).
Due piani, il salto riesce. Tre piani, idem, con qualche defezione dei corsisti. Quattro, ce la facciamo, anche se qualcuno dei saltatori non salta a piedi pari, ma bara allargando le gambe. Io tengo botta.
Insomma, alla fine sono riuscito a saltare fino a cinque piani di bicchieri sovrapposti a piedi pari, senza barare! E la prova è terminata là per quasi tutti gli allievi - solo uno ha provato a farne direttamente sette (!) ma al momento del salto ha allargato le gambe.
È stato simile al giorno in cui ho imparato il passo incrociato: come quando ho imparato ad andare in bicicletta senza mani, un’emozione fantastica.

Che figata, i rollerblade.

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