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mauro paternò?!

03 settembre 2005

Back in the days

No, non c'entra niente con la pur bella canzone Rap/RNB di Ahmad di una decina d'anni fa.
Volevo riportare un'esperienza che mi è successa alle quattro di oggi pomeriggio.
Da 9 anni sono il fortunato proprietario di un paio di pattini in linea, marca "California Pro", me li regalò la mia ragazza di allora per il mio compleanno. All'epoca erano allineati allo standard qualitativo generale, adesso sono al limite della decenza, i cuscinetti sono al grado zero della scala ABEC: scorrevolezza nulla, in più scricchiolano da paura, nemmeno quelli giocattolo fanno tutto quel rumore. Per me, che non ci so andare, pure troppo belli.
L'anno scorso fui colto da una botta di sportività e mi misi all'opera per imparare ad andarci: dopo le prime volte, le persone con cui avrei dovuto imparare si sono dedicate ad altro; io, rimasto solo, mollai.
Quest'anno ho deciso di riprovarci, oggi era la seconda volta che ci provavo, sempre da solo. Ecco cos'è successo oggi pomeriggio.
Pattina pattina, arranca arranca - come al solito - ad un tratto noto un tizio sui 35 anni che pattina in curva mettendo un piede davanti all'altro, non perde velocità e va da dio. Io non ci ho mai provato, dato che non ho la sicurezza sufficiente nel mio equilibrio e per di più mi manca quella sana incoscienza da impubere, quella che ti fa correre qualche rischio in più senza pensarci, fondamentale per superare sé stessi ed accelerare il processo di apprendimento. Con oltre trenta primavere alle spalle, è impossibile essere incoscienti...
Però ad un tratto ci provo ugualmente (forse un sussulto d'orgoglio, non so com'è successo) e - miracolo! - la cosa riesce. A sinistra meglio, a destra con più fatica, ma funziona! Ecco come si gira! È un momento magico: adesso capisco come deve sentirsi chi comprende lo zen, nel momento in cui succede! Faccio curve su curve fino a farmi girare la testa in preda all'euforia, senza mai fermarmi, con un sorriso idiota sulla faccia.
Ho rivissuto una sensazione che non provavo fin dal giorno in cui, da bambino, ho imparato per la prima volta ad andare in bicicletta senza le rotelle, è la stessa sensazione.
Mi ero totalmente dimenticato come ci si sente, ed è bellissimo.
Se ci fosse stata mia madre, le avrei certamente detto: "Mamma, guarda che so fare, guardami!" come facevo da piccolo...

Chissà che non ce la faccia ad imparare sul serio, stavolta.

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1 commento:

milanese ha detto...

puglia boia vekkio sentimentale della porta accanto